14 Aprile 2024 Certificati

Chi investe guardando al MTM (Mark to market), come dovrebbe fare un buon professionista, deve prestare molta attenzione alle dinamiche che influiscono all’andamento dei prezzi dei certificati.

La vignetta ci insegna che occorre studiare un piano per assorbire le minacce che possono arrivare dai mercati, creandosi un mix di prodotti in grado di reggere ad uno scrollone del mercato, che può arrivare anche inaspettato, visto le tensioni geopolitiche di questi giorni.

Quando il mercato sale costantemente per troppo tempo e magari si è rimasti scottati con qualche mossa ribassista non andata a buon fine, alla fine ci si convince che il mercato possa solo salire e si guardano i reverse come dei prodotti destinati solo ad azzerarsi; inoltre si abbassa la soglia di attenzione e si continua a comprare a prezzi strike folli pur di reinvestire le numerose autocall verificatesi in questi mesi.

Un mese fa in vicinanza delle scadenze tecniche delle tre streghe dicevo che il mercato aveva bisogno di uno storno, senza che questo dovesse significare inversione di trend di lungo periodo.

Lo storno non è arrivato se non un parziale indebolimento post scadenze tecniche con ulteriori segnali di nervosismo proprio nella settimana appena conclusa.

Alla fine, comprare i certificati reverse non sembra essere stata mossa sbagliata, anche se sicuramente è stata quella più aggressiva, visto che mi esponeva ad un eventuale prosieguo del rialzo dei mercati.

Questi i certificati reverse da me citati nel precedente articolo:

Codice Isin: CH1325427628 emesso da Leonteq con scadenza 3 anni su indici

https://certificati.leonteq.com/isin/CH1325427628

Codice Isin: IT0006762220 emesso da Natixis con scadenza 18 mesi su Nexi e Leonardo

https://equityderivatives.natixis.com/it/products/it0006762220/

Codice Isin: IT0006762238 emesso da Natixis con scadenza 18 mesi su AirFrance e Lufthansa

https://equityderivatives.natixis.com/it/products/it0006762238/

Codice Isin: IT0006762212 emesso da Natixis con scadenza 18 mesi

https://equityderivatives.natixis.com/it/products/it0006762212/

Ma ci sono altre soluzioni per essere ribassisti senza rischiare un euro in caso di rialzo:

Codice Isin: DE000VU44K70 emesso da Vontobel con scadenza marzo 2025

https://markets.vontobel.com/it-it/prodotti/investment/multi-cash-collect-certificate-con-barriera/DE000VU44K70

A marzo lo stavo comprando a 105.10 ma ho dormito e non appena è scesa un po’ Volkswagen, unico titolo sotto strike, il certificato è schizzato su recuperando immediatamente la cedola del 5%, per cui se lo avessi comprato rischiando un misero 0.10€ oggi avrei un gain del 4% in poco più di un mese (considerato che 1 punto lo avrei pagato di spread).

Comprato a 105,10 oggi permette a giugno di incassare un 5% di cedola e in caso di rimborso perdere 0.10€, mentre in caso di non rimborso probabilmente schizzerà su di prezzo come ha fatto a marzo e si potrà vendere in buon gain o anche semplicemente tenerlo sperando di arrivare a scadenza con un bel 15% in 11 mesi, decisamente meglio di qualsiasi prodotto sui bancari emesso in aprile, unici prodotti in grado di garantire oltre il 13-14% su base annua, ma esponendosi ad un ribasso dei bancari che potrebbe sempre arrivare; i bilanci sui titoli bancari restano ottimi ma i prezzi attuali sono altissimi e sappiamo tutti come funzionano i report delle grandi banche d’affari: se i titoli salgono non possono certo non alzare i target!!.

Non dimentichiamo poi che l’autocall posta al 95% o immediata dal primo mese è messa ad arte, visto che i dividendi che verranno staccati all’inizio della prossima settimana (22 aprile) renderanno alquanto improbabile l’autocall.

Oggi più che mai è importante anche il timing, bastano poche mosse ben fatte come quelle che ho fatto sul turbo long su Tui per rimediare la perdita su un certificato reverse.

Per cui va bene il buy and hold, ma poi occorre anche saper intervenire con le giuste mosse quando qualcosa va storto.

Rimango dell’idea che i migliori prodotti per reggere un ribasso senza rischiare, se il mercato dovesse continuare a salire sarebbero i certificati Twin Win, ma tutti quelli con scadenza inferiore ai due anni li ho già messi in portafoglio: CH1314028726, CH1300958928, XS2717015270, CH1316654628.

Non bisogna temere di comprarli anche sopra la pari, perché facilmente a scadenza ti daranno indietro un capitale ben superiore al nominale (a scadenza scatta la clausola twin win sul valore di rimborso e su 4 titoli vuoi che un titolo non sia almeno a -10%?

Come ho già detto nell’articolo che ne spiegava le caratteristiche: https://www.gbinvesting.com/la-matematica-non-e-unopinione/ i grandi vantaggi di questi prodotti sono:

  • la tenuta del prezzo in caso di ribasso dei mercati sino a quasi il 30% del worst of
  • la salita del prezzo con il semplice trascorrere del tempo tanto da puntare, oltre ad incassare cedole (meno generose di un normale phoenix ma pur sempre intorno al 9% annuo, ad un capital gain di 10 punti sul prezzo di acquisto magari in un solo anno)

Se devo andare su normali phoenix cerco sottostanti che non siano saliti alle stelle come questi:

Codice Isin: DE000UM00Q44 emesso da UBS con scadenza 9 mesi

https://keyinvest-it.ubs.com/product/detail/index/isin/DE000UM00Q44

Inserito in entrambi i portafogli modello con un timing quasi perfetto (visto che il giorno dopo Enel e A2a sono salite del 3%) per un rendimento di quasi il 12% a poco più di 9 mesi dalla scadenza.

Ricordo per l’ennesima volta che una barriera al 60% a quasi 9 mesi dalla scadenza è molto meno probabile che venga infranta rispetto ad una barriera al 50% a due anni o ad una barriera al 40% a tre anni, per cui le frasi “mai un trigger cedola al 70%” le lascio agli stolti che non capiscono che barriera e durata sono da considerare insieme: vi faccio solo un esempio: il certificato DE000UE777L1 che il certificato dei certificati

https://markets.vontobel.com/it-it/prodotti/thematic/strategic-certificate/DE000VM9KQ21

ha comprato il 13 marzo a 987.20 con rilevazione finale al 3 maggio 2024 aveva Enel distante poco più del 20% dalla barriera (due cedole dello 0,6% + 1.28% sul prezzo fa un bel 2.5% in meno di due mesi (oltre il 15% su base annua), pensate che sia più facile che Enel perda il 20% in due mesi o il 50% in 3 anni? Non a caso Enel ha perso un 5% ma il certificato è salito di prezzo proprio perché oramai la scadenza è solo a 20 giorni!!

Stesso timing per questi altri 2 prodotti targati Marex entrambi comprati nella giornata di affondo subita da Enel post tragedia centrale idroelettrica:

Codice Isin: IT0006762758 emesso da Marex con scadenza di circa 3 anni

https://certificati.marex.com/it/products/phoenix-memory-autocall-on-rwe-ag-enel-spa-iberdrola-sa-and-engie-sa/

Codice Isin: IT0006762774 emesso da Marex con scadenza di circa 3 anni

https://certificati.marex.com/it/products/phoenix-memory-autocall-on-stm-volkswagen-enel-and-kering/

Altri prodotti che ho nel mirino e che ora sono finalmente scesi a prezzi comprabili sono due prodotti di Barclays:

Codice Isin: XS2728005534 emesso da Barclays con scadenza di circa 2 anni

https://derivatives.cib.barclays/IT/30/it//instruments.app?searchType=text&dataType=html&searchTerm=XS2728005534#/details/549922

Con minimo 9 cedole prima dell’autocall potrebbe essere un modo decisamente remunerativo di diversificare su titoli con barriere mai viste anche nel covid e un solo titolo leggermente sotto strike (Vodafone); sotto 100 penso sarà il prossimo ad essere inserito nel portafoglio modello

Codice Isin: XS2728005450 emesso da Barclays con scadenza due anni

https://derivatives.cib.barclays/IT/30/it//instruments.app?searchType=text&dataType=html&searchTerm=XS2728005450#/details/549923

Su una apertura ribassista di lunedì 15 aprile potrei decidere di inserire uno e entrambi nei portafogli modello.

L’importante è non avere tutte le uova nello stesso paniere e trovarsi poi senza liquidità o senza la possibilità di vendere qualcosa perché tutto il portafoglio è in perdita.

Oggi è importante tenere cartucce per quando aumenterà la volatilità, oppure tenere in portafoglio una buona parte di prodotti che potranno essere facilmente venduti per far posto alle occasioni.

E non dimentichiamoci di fare un check al nostro portafoglio una o due volte al mese, la valutazione non va fatta su quanto sono lontane le barriere ed allertarsi solo quando non si incassano più le cedole, ma su quanto è sensibile alle oscillazioni di mercato dei suoi sottostanti ogni singolo certificato.

Giusto per capire come ragiona un professionista condivido con voi questo mio ragionamento su un prodotto che a me piace molto ed è stato oggetto di discussione sui social:

Codice Isin: XS2394967173 scadrà a giugno una settimana dopo lo stacco del dividendo che teoricamente dovrebbe riportare Porsche sotto barriera.

Tutto si gioca su Porsche, il rimborso sarà pari a 1000 se Porsche sarà sopra barriera ma sotto strike mentre sarà la media del paniere (attualmente 1366) se Porsche sarà sotto barriera, poco importa se sono stato bravo ed ho un prezzo di carico poco più di 1000 per cui non perderò soldi.

Il ragionamento che deve fare un professionista è di considerare sempre il prezzo di mercato, oggi è 1045-1055, per cui il mio rischio OGGI è di perdere questi 45 punti (anche se non li ho pagati !!!) di cui 40 sarebbero il gain attuale.

Proprio per questo motivo sto valutando se comprare un turbo long su Porsche (l’unico che ho trovato non è sulla Holding purtroppo) e comprare circa un 20% in più delle azioni che governa un certificato, per cui o compro 24 azioni Porsche (circa 1200€ per ogni certificato) oppure faccio un hedging sulla controllata comprando 120 turbo long sulla Dr Ing Porsche (ad esempio questo di Unicredit DE000HD4G5L9 che comporterebbe una spesa di circa 100€ per ogni certificato, oppure questo di Vontobel DE000VV0QTK2 che costa 3 volte tanto in quanto ha una leva più bassa; verificherò lo spread per capire quale conviene di più dei due).

La decisione della quantità da comprare per hedgiare un prodotto è data dalla reattività del certificato alle oscillazioni di Porsche ed anche dalle mie aspettative sul titolo: in caso di discesa di un 5% di Porsche (con gli altri due titoli che dovessero scendere anche loro del 5%) il certificato salirà di almeno 10 punti percentuali (lo abbiamo già visto in area 1150 e mancavano ancora tre mesi alla scadenza) ed io perderei circa un 6% sul turbo long; se invece Porsche dovesse salire più di un 5% io sul certificato avrei un rimborso sempre a 1000 mentre sul turbo long otterrei come minimo un 6% di guadagno e più cresce Porsche e più potrei guadagnare non avendo tappi al guadagno potenziale: ossia mi metto in condizioni che mi vada sempre bene !! e potrebbe anche andare particolarmente bene con un 30% in soli due mesi!!

Un ragionamento simile l’ho fatto nel mio ultimo articolo sull’Agorà dell’investitore (clicca qui per leggerlo).

Se non lo hai già fatto ti invito a entrare gratuitamente al canale (clicca qui).

A distanza di meno di un mese aver sovrappesato il turbo short su Kering sta pagando bene:

Mi rendo conto che rimarranno dei dubbi su questo tipo di ragionamenti, che mi riprometto di trattare e spiegare meglio nel mio prossimo webinar GB Certificates: clicca qui e attiva la campanella per il promemoria.

WEBINAR 16 APRILE ORE 14:00

Ma se volete fare domande prima potete sicuramente farle all’interno del nostro canale telegram Top certificates.

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Giovanni