22 Aprile 2024 Borsino

Torna a “battere” la volatilità (VIX)

 

Un risultato avulso quello consolidato questa settimana a Piazza Affari, viziato dal differente orario di chiusura rispetto a Wall Street, come del resto tutti i listini europei, che probabilmente salvano la faccia giusto il lasso del week end. Il consuntivo +0,47% del MIB40 poco sotto la soglia dei 34.000 si discosta dalla realtà di quanto accaduto nelle ore successive in USA, con i listini finanziari più importanti al mondo che chiudono la settimana sui minimi di febbraio, peggio di tutti il Russel2000, l’indice delle midcap americane, che da inizio anno perde il 4%. Delle due l’una: o Piazza Affari fa miracoli e si sottovaluta questa fenomenologia ormai in corso da 5 lustri, o  tenderà a ridurre il divario con le altre borse; non che sia una regola assoluta, ma fa specie, in positivo, che mantenga il primato mondiale di performance dall’inizio dell’anno.

Ruba la scena il VIX, verrebbe da dire finalmente, perchè si era perso il “battito della volatilità”, non pervenuta per un periodo immemore, in discesa continua, un bradipo depresso. Nel bene e nel male, la volatilità riveste un ruolo importante nelle dinamiche dei mercati finanziari, è il sale “quanto basta” per evitare l’insipidità, ma è pur vero che superata la soglia dei 20, a quel punto può indicare che il vento sta cambiando. Venerdì in America si è visto uno spike di rottura di questa soglia e immediato rientro, di per sé non eclatante, anzi un segnale di negazione, ma che lascia comunque sulle spine gli operatori finanziari, consapevoli che superato tale livello al rialzo può diventare preoccupante. La regola vuole che i mercati rialzisti convivano con una volatilità decrescente e inferiore a 20, mentre nel caso di mercati ribassisti non vale il contrario, in quanto il VIX ha dei picchi estremi verso l’alto poche volte, quindi di forte entità e di breve durata; per rendere l’idea si potrebbe prendere ad esempio un terremoto, o uno tsunami, che esprime una magnitudo inattesa, potente e breve.

Pretesti per un’esplosione di volatilità ce ne sarebbero, purtroppo anche drammatici, ma fortunatamente finora sono stati assopiti, permettendo di ridimensionare la folle corsa di alcuni titoli  coinvolti nel mood dell’intelligenza artificiale, che hanno raggiunto prezzi troppo densi di aspettative per essere giustificati e adeguati. L’ultima ottava ha visto Nvidia subire una debacle invidiabile, finalmente un bel -10% dedicato a Nancy Pelosi (https://it.investing.com/news/stock-market-news/nancy-pelosi-acquista-opzioni-call-di-nvidia-per-un-valore-di-5-milioni-di-dollari-432SI-2231896 ) non proprio la rappresentazione dell’etica migliore e i mercati non dimenticano, archiviano! Molto probabilmente non farà eco alla spavalderia targata Tesla (-41% YTD) che dopo i fasti dell’eccentrico ideatore, oltre al flop “X” sembra aver intrapreso la via del declino, ma mai dire mai… “Anyway, unpolitically power must go on!”

 

Per rimanere aggiornato puoi sempre seguirci anche sui canali Instagram, Facebook e LinkedIn o iscriverti alla newsletter ottenendo diversi servizi in omaggio.

VOGLIO ISCRIVERMI ALLA NEWSLETTER