15 Febbraio 2024 Certificati

Prendo spunto dalla descrizione del libro La congiura dei somari di Burioni:

“Chi è il somaro: è un essere umano tanto babbeo da ritenersi tanto intelligente da riuscire a sapere e capire le cose senza averle studiate. Il fatto è che la scienza non è democratica: come ha detto Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano.”

La stessa cosa potrei dire io quando esprimo dei concetti su dei certificati di investimento supportato dalla matematica (sulla bontà dei sottostanti, salvo rari casi spesso relativi ad aumenti di capitale, difficile che mi esprima) e puntualmente arriva il babbeo di turno che cerca in tutti i modi di trovare motivazioni per criticare il prodotto.

In questo caso il certificato incriminato è il codice Isin XS2394967173, che aveva una sana valenza didattica proprio per le sue caratteristiche uniche e per questo meritevole di essere citato nel mio canale telegram denominato TA CERTIFICATES FREE che prima di ogni altra cosa ha lo scopo di approfondire la conoscenza della materia di chi mi legge, spesso tratto concetti che nessun altro affronta per lo più per ignoranza della materia (alla base di certe affermazioni che faccio c’è una conoscenza approfondita delle opzioni, conoscenza che pochi investitori in certificati hanno, nonostante si atteggino a professori).

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Sui social qualcuno ha scritto in proposito a questo certificato “non è difficile che Porsche chiuda sopra barriera e tu vedrai il certificato rimborsare 1000. Con tutta onestà non riesco a cogliere l’occasione in questo acquisto, ma forse mi perdo io qualcosa”.

Se Porsche dovesse salire in area barriera e mancasse un mese a scadenza, per il calcolo delle probabilità (è la matematica che lo dice non quel presuntuoso ed egocentrico del sottoscritto) ci sarebbero 50% di probabilità che il certificato rimborsi 1000 ed il 50% di probabilità che il certificato rimborsi 1250 (la media del paniere) il certificato XS2394967173 quoterebbe 1100 almeno (se fosse condizionato solo da Porsche quoterebbe 1120-1130, ma visto che in un mese gli altri due sottostanti possono anche calare sono stato prudenziale) per cui permetterebbe comunque di uscire in discreto gain.

Purtroppo gli ignoranti (nel senso buono del termine, ossia ignorano la matematica avanzata) fanno affermazioni senza avere le giuste conoscenze di come si muove un certificato al variare del prezzo dei sottostanti.

Si limitano a guardare l’analisi di scenario del Cedlab e danno delle sentenze senza alcun supporto della matematica “questa sconosciuta”

Oggi vi propongo un esercizio supportato dalla matematica su strumenti poco utilizzati ma che in questa fase di mercato potrebbero tornare di grande interesse: i TWIN WIN.

Due sono i prodotti emessi recentemente da Leoneteq, a scadenza 24 mesi entrambi con rendimento del 9% annuo, questa una loro breve descrizione:

Codice Isin: CH1314028726

Codice Isin: CH1300958928

L’ignorante di turno potrebbe dire che rendono poco (9% annuo) e sul mercato ci sono prodotti che con queste barriere rendono almeno il 15% per anno: tutto vero!!

Peccato che confronta dei phoenix con dei twin win, che sono ben altra cosa!!

Per capirne il funzionamento non basta sapere le regolette che li governano, ossia:

  • se i sottostanti salgono funzionano come dei normali phoenix, pagano le cedole e vanno in autocall
  • se il worst of va sotto barriera funzionano anche in questo caso come un normalissimo phoenix ossia rimborsano il nominale meno la performance del worst of
  • se invece si arriva a scadenza con il worst of sopra barriera e senza che si sia verificato l’evento autocall il certificato rimborsa il nominale + la performance in valore assoluto del worst of, se ad esempio questo ha perso il 25% il certificato oltre ad aver pagato tutte le cedole rimborsa 1250 (1000 + 250)

Questo è l’abc che trovi sui libri di chi sa solo l’abc.

La cosa che molti non sanno, proprio perché entra in gioco la matematica ed il Cedlab non aiuta (facile fare i fenomeni quando il Cedab ti aiuta a fare i calcoli), è conoscere come si muovono i prezzi di un twin win al variare del prezzo dei sottostanti e con il passare del tempo.

Prima cosa molto importante: prendere un twin win con scadenza 3-4-5 anni non ha senso, si sacrifica un sacco di rendimento in termini di flusso cedolare e ancora è troppo lontana la probabilità di avere un buon premio sul prezzo di rimborso.

Seconda cosa: il grande apprezzamento lo hanno negli ultimi 24 mesi di vita, quando si comincia a vedere la possibilità di un rimborso ad un prezzo allettante. Emetterli con una scadenza di due anni si rendono subito appetibili.

Vi porto alcuni esempi per cercare di farvelo capire senza pretendere di avere ragione, solo i semplici numeri possono dire la verità di come stanno le cose.

CH1243092751 è un twin win classico che non paga cedole e non va in autocall, non lo avrei mai preso in emissione, niente cedole significa rinunciare a troppo rendimento, se invece mi avesse reso un 6% di cedole a queste potrei sommare la possibilità di un rimborso a 1100 o 1200, oggi vale 1064 per cui chi lo ha preso un anno fa se dovesse venderlo avrebbe percepito un 6% di rendimento annuo e anche confidando in un rimborso di 1100 o 1200 a scadenza otterrebbe un rendimento max del 5% annuo se rimborsato a 1100 o del 10% annuo se rimborsato a 1200 per di più senza ricapitalizzazione degli interessi in quanto pagato in un’unica soluzione a scadenza.

CH1246019702 è invece un twin win autocall esattamente come i due appena emessi da Leonteq, ma era stato emesso un anno fa (con scadenza 3 anni) ed ora ha le stesse caratteristiche di quelli appena emessi (scadenza residua due anni e 9% annuo di coupon); interessante vedere come il prezzo sia 1009 lettera nonostante Ferragamo abbia perso il 31% da strike!! Basta un -13% per andare sotto barriera. Un normalissimo phoenix come il DE000UH2WQS4 a due anni dalla scadenza con solo Ferragamo sotto strike del 30% vale solo 800.

Cosa ci dice questa osservazione?

Che se anche un sottostante dovesse scendere di un 10-15% dopo che io ho comprato il certificato, difficilmente vedrò scendere il prezzo del certificato e solo questo pensiero mi fa rinunciare volentieri a parte del rendimento che potrei ottenere con un normalissimo worst of.

Chi accetta il medesimo rendimento offerto con un fixed airbag e barriere al 40% è così sicuro che se un titolo del paniere gli perde un 25-30% il prezzo del certificato si mantiene vicino a 1000?

Altro fatto interessante è che sentendo più Emittenti ho visto che le loro soluzioni avevano differenze enormi come rendimento tra la scadenza 18 mesi e la scadenza 24 mesi, 5% p.a. sulla scadenza 18 mesi, 9% per anno sulla scadenza 24 mesi: traduciamo in soldoni.

  • Se tra sei mesi (cosa quasi impossibile) i titoli del paniere fossero ancora allo stesso prezzo attuale, il certificato oltre ad avermi pagato 6 cedole dello 0,75% dovrebbe rendere un 5% per anno per i successivi 18 mesi e non più il 9% per anno; ma se così fosse il rendimento sui 18 mesi successivi non arriverebbe all’8% complessivo, ma se il certificato a 24 mesi mi rendeva il 18% su due anni significa che nei primi sei mesi mi deve rendere il 10% (di cui solo il 4,5% dalle cedole) così da poter rendere un 5% p.a. nei residui 18 mesi;
  • In realtà non sarà così perché se i titoli sono a strike è altamente probabile l’autocall per cui non potrebbe valere 1050-1055, ma dopo gli stacchi dividendi è facilmente prevedibile che almeno un titolo del paniere sia di almeno un 5-10% sotto strike ed il certificato al prezzo che ho detto

Ma di sicuro qualcuno farà qualche affermazione idiota sull’impossibilità che possa valere 1050, perché se poi va in autocall io perdo dei soldi!!

Allora spiegatemi perché questo certificato Twin Win autocallable, codice Isin CH0516982193, che scade tra un anno, prezza in bid e ask 1134-1144 e ha ancora 12 cedole nella pancia dello 0,75% (per un 9% complessivo)?

Semplicemente perché il mercato non prezza il fatto che Enel possa andare sotto barriera così come difficilmente potrà andare in autocall (attualmente l’analisi di scenario dice che rimborserebbe 1220 (a fronte del -22% di Enel) per un rendimento a scadenza del 14,78% ; purtroppo l’ho studiato approfonditamente a inizio gennaio per capire come si muoveva al variare del prezzo di Enel, fatto sta che saliva praticamente tutti i giorni lentamente sia che Enel scendesse o salisse, per poi salire più velocemente una volta staccato il dividendo di gennaio (di fatto dando maggiori certezze sull’impossibilità di centrare l’autocall). L’occasione mancata mi ha fatto capire molto meglio come funzionano i twin win (non parlo delle caratteristiche tecniche, quelle le conoscono tutti): con questo intendo dire come si muove il prezzo di un twin win e quando è interessante comprarlo.

Per cui ora se ti limiti a guardare l’analisi di scenario di questi due nuovi prodotti di Leonteq, e capisci poco di come si muoverà il prezzo del certificato, rischi di prendere un abbaglio perché verso l’alto difficilmente potrai percepire i rendimenti che dice il Cedlab perché il certificato andrebbe a rimborso anticipatamente senza pagare alcuna performance, ma verso il basso (molto più probabile visti i due anni di dividendi che ci attendono) è invece un’analisi di scenario più plausibile anche se non ti dice quale sarà il prezzo del certificato tra sei mesi o dodici mesi ad un determinato prezzo del worst of, ma sempre e solo quanto potrà succedere a scadenza.

Sul canale telegram dò indicazioni, rispondo alle vostre domande proprio per permettere a voi tutti di prendere decisioni consapevoli, ovviamente posso sbagliare nella scelta dei sottostanti (non ho la sfera di cristallo) ma non nella validità della struttura che deve reggere il confronto con strutture simili (visto che da sempre sono stato io a portare l’arte del confronto come base della scelta del certificato su cui investire).

Su Smart Etn ho riconosciuto di aver sbagliato, non considerando il rischio Emittente, ma a parte i certificati reverse su cui avrei comunque avuto problemi indipendentemente dall’Emittente, ho già praticamente eliminato tutti gli altri certificati in portafoglio senza particolari danni.

Se non ho fatto webinar in questo periodo è perché ho preferito lavorare molto all’ulteriore miglioramento del software di Maurizio Possega che io uso da quasi due anni ma che ora è diventato come un’auto di formula 1, ci permette di fare cose con molta più facilità di prima e individuare ottime occasioni di acquisto.

Probabilmente la mia attività di formazione continuerà supportata dagli amici con cui condivido il progetto “Agorà dell’Investitore”, una decina tra i traders più famosi in Italia, ovviamente anche noi ci dobbiamo formare, ognuno di noi ha delle aree dove eccelle e delle aree in cui può imparare dagli altri componenti del gruppo; lo scopo è arrivare a pensare ed agire in squadra così da limitare al massimo gli errori, che tutti noi facciamo soprattutto quando si deve agire velocemente e far lavorare il cervello con i numeri.

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Nel canale telegram Agorà dell’Investitore non troverete inviti a comprare nulla, solo spunti di riflessione, idee di trading e investimenti basate sull’esperienza ultra ventennale di molti di noi.

Probabilmente siamo poco “social” per cui la crescita del nostro bacino di utenti è basata in gran parte sul vostro passaparola e sulla qualità dei nostri contenuti: aiutateci in entrambe le cose, condividendo i nostri spunti che vi piacciono di più sui social e suggerendoci dove poter migliorare.

Il mio prossimo webinar sarà il 29 febbraio ore 18:00 insieme a Directa Sim.

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Giovanni