Un certificato di investimento può nascere con una configurazione di rischio prudente e poi diventare aggressivo, così come può nascere aggressivo e successivamente diventare prudente.


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Cos’è che contribuisce a far mutare il rapporto rischio/rendimento?
Sicuramente l’andamento dei sottostanti, così come anche il mutamento della situazione generale di mercato, il tempo che scorre ed accorcia la vita di una struttura che magari non prevedeva di aver l’autocall attiva da subito… Insomma, più in generale, il contesto. È sempre essenziale infatti contestualizzare ogni prodotto per poterne cogliere appieno tutte le sfumature.

 

IL CERTIFICATO DE000VK6Q0Z2 ELETTO A CERTIFICATO DELLA SETTIMANA

 

Come molti di voi avranno notato, il DE000VK6Q0Z2 è stato particolarmente apprezzato dal mercato: è dotato di scadenza breve (10 mesi essendo stato emesso due mesi fa con scadenza 12 mesi), paga una ricca cedola mensile del 2% ed ha inoltre un’ottima struttura autocall che praticamente fra un mese sarà già attiva con trigger 100% che poi scende del 3% al mese. Qui per leggerne la nostra analisi completa.

Era interessante già un mese fa, quando era uno dei migliori certificati in circolazione, ma adesso non possiamo negare che è diventato ancora più interessante vista la sua configurazione attuale.

Adesso infatti, delle tre banche che ha per sottostante, una si trova all’incirca a +10% da strike e le altre due a circa +20% (nonostante la discesa dei bancari degli ultimi giorni, quindi posizionato meglio anche di nuove emissioni che presentano strike attuali e barriere più basse), mentre il quarto sottostante, Stellantis, è al momento l’unico titolo sotto strike di circa un -4%.

Lo abbiamo detto diverse volte, quella di avere tre sottostanti ampiamente sopra strike e solo uno (magari quello che fa meno paura) che scende lentamente e tiene in vita il certificato, è una di quelle situazioni ottimali che tanto ci piacciono, perché tendono a migliorare notevolmente il rapporto rischio/rendimento del prodotto, rafforzando ulteriormente la resilienza della struttura.

So che, giustamente, qualcuno potrebbe pensare che Stellantis non lo si possa proprio catalogare come titolo che “non fa paura”, d’altronde come dargli torto, abbiamo visto tutti l’andamento del titolo degli “ultimi” mesi e sappiamo tutti che non gode certo di ottima salute, ma è un dato di fatto che negli ultimi 10-15 giorni ha tenuto molto meglio dei bancari, avendo trovato un’area di supporto importante.

Ieri, come oggi, riteniamo che il mix dato da scadenza breve, cedola ricca ed autocall fortemente decrescente sia la configurazione più resiliente, che ci consente di affrontare il mercato con maggior efficienza e margine di manovra.

Sappiamo tutti che i mercati sono “alti” e forse un po’ “tirati” e con la bassa volatilità generale del momento non è facile trovare buone strutture per sostituire i rimborsi, in questi casi forse è più efficiente incrementare le size dei buoni prodotti che sono già in portafoglio, purché ne valga davvero la pena. Potrebbe essere proprio il caso del DE000VK6Q0Z2, perché riteniamo che ad oggi (grazie anche alla configurazione in cui si trova attualmente) sia dotato di un ottimo rapporto rischio/rendimento.

 

L’investimento in certificati dovrebbe avere l’obiettivo di beneficiare del trascorrere del tempo e non quello di diventare rialzisti attaccandosi alla speranza.

 

Questo è l’obiettivo che ci prefissiamo ogni giorno, quando entriamo in quell’arena che è chiamata Mercato, ed è ciò che abbiamo fatto in questi anni, nei quali abbiamo investito anche noi in molteplici prodotti con sottostante Stellantis, ma dotati di strutture efficienti che ci hanno consentito di tenere sempre in pugno il controllo del rapporto rischio rendimento, al punto che, come è ben noto, ad oggi non abbiamo nessun cadavere in portafoglio con sottostante Stellantis.

Possiamo chiaramente dire che “è ben noto” proprio perché sul nostro canale telegram pubblichiamo sempre le operazioni che facciamo prima di farle, sia gli acquisti che le vendite, con massima trasparenza ed onestà intellettuale. Permettetemi di andare fiero di questa cosa, che non è per niente facile trovare in giro.

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Un investitore che vuole definirsi evoluto deve saper gestire il rapporto rischio/rendimento ed i possibili scenari futuri con ragionevole consapevolezza e lucidità.

Purtroppo, tanti investitori sono rimasti incastrati sul titolo Stellantis, specialmente quelli che vedevano barriere ancora lontane (e quindi non hanno approfittato della possibilità di uscire con una piccola perdita) o che si affidavano alla scadenza lunga nella speranza di un recupero.

Ma come è noto, la speranza è l’ultima a morire, ma la prima a deludere.

 

Proprio un anno fa qualcuno fece un post arrogante definendomi catastrofista (solo perché considero anche la possibilità che le cose possano andare male) e dicendo che non avrebbe assolutamente venduto i certificati su Stellantis (da allora ha sfiorato un altro -40%) quando da un’attenta analisi avrebbe potuto abbassare gli strike con nuovi certificati migliori o uscire con una piccola perdita (addirittura in utile su quasi la totalità dei prodotti se si prendevano in considerazione le cedole): ma l’ego troppo alta ed il desiderio sfrenato di distruggere l’avversario lo ha portato ad esporsi un pò troppo, tenere i cadaveri nell’armadio e vantarsi in pubblico che nel 2024 hanno chiuso tutte le operazioni in utile non è certo quello che ti aspetti da un professionista.

I certificati, quando sono stati comprati, erano sicuramente ottimi. Di questi due li avevamo anche noi, il NLBNPIT25H57 che ho venduto quasi subito in gain approfittando proprio dei compratori che ancora compravano senza neanche accorgersi che era finito in bid only e il CH1261320126 ma non perché pensavo che Stellantis crollasse, semplicemente perché era cambiata la rischiosità del certificato (comprato quando tutti i titoli erano sopra del 40% dagli strike e venduto con Stellantis appena sotto strike).

Ora, chi possiede questi certificati spera che Stellantis si riprenda, ma forse nessuno gli ha detto che attaccarsi a questa speranza ha un costo, se Stellantis dovesse stare a questo prezzo sino a scadenza, nel primo caso NLBNPIT25H57  il rimborso sarebbe a 50.62 con una ulteriore perdita del 32% (quasi il 3% al mese) e nel secondo caso il rimborso sarebbe a 486.33 con una perdita superiore al 20%; con altri certificati come “il certificato della settimana” anziché perdere il 2% al mese lo si guadagna senza doversi attaccare alla speranza, anzi si potrebbe anche tifare per un -3% al mese di Stellantis, così che il certificato mi paga qualche cedola in più mantenendosi sempre ad un prezzo vicino al nominale.

La cosa strana è che quando comprano barriere profonde e scadenze lontane fanno molto uso dell’analisi di scenario del CedLab per esaltare le protezioni; quando invece le cose vanno male e l’analisi di scenario ti dice apertamente che il tempo ti gioca contro, l’incapacità di ammettere di aver sbagliato ti impedisce di essere coerente.

Per noi la matematica è l’unica fonte affidabile: potremmo sbagliare la scelta di un sottostante o il timing nell’ingresso, ma questo è fin troppo ovvio, non possiamo prevedere il futuro e/o garantire un risultato, ma affidarsi alla matematica consente di avere un approccio lucido e concreto, senza alcun coinvolgimento emotivo e permette a chi ci legge di poter fare scelte più consapevoli.

Dovreste sempre chiedervi come mai nelle live su YouTube o nei post che leggete su Facebook si promuovono certificati esaltandone le caratteristiche positive ma raramente si vanno a paragonare queste strutture con altre presenti sul mercato. Lo scopo di questi contenuti online è chiaramente commerciale, basterebbe saper fare le domande giuste e facilmente non si otterrebbe risposta, perché potrebbe crollare il castello costruito intorno al certificato finalizzato unicamente ad ottenere un compenso dall’Emittente di turno.

Nella nostra chat pubblica tutti possono scrivere quello che vogliono, per cui se presentassimo prodotti scadenti sarebbero feroci ad attaccarmi; già questa è una garanzia anche per chi non è ancora in grado di giudicare da solo o fare un confronto con altri certificati perché difficilmente potremmo presentare prodotti scarsi proprio per non prestare il fianco alle critiche. Del resto oramai in tutto il mondo si cerca di eliminare l’avversario con gli insulti e non dimostrando le proprie competenze, si usano i social e l’AI per clonarmi i profili almeno dieci volte a settimana e si cerca di parlar male dell’avversario ad ogni occasione, magari criticando l’acquisto di un turbo (è semplicemente un’assicurazione) o di un sottostante volatile.

Il nostro modo di controbattere, aldilà di qualche frecciata, giusto per mettere i puntini sulle i, è di aumentare il nostro sforzo educativo e rendere sempre più le persone autonome di decidere con la propria testa e capire i meccanismi complessi che stanno alla base del rendimento offerto da un certificato, insegniamo a negoziare meglio e a conoscere le regole del mercato, oltre a non farsi abbindolare da Emittenti poco rispettosi dell’investitore, in definitiva mettiamo la nostra esperienza al vostro servizio.

La discussione che c’è stata nel canale telegram sul XS3080057121 è un chiaro esempio di come certa gente non accetti di aver sbagliato e debba difendere un prodotto a prescindere, anche quando tutti i dati oggettivi dicono il contrario.

Difficile avere ragione su concetti matematici, soprattutto ora che ho Vito in squadra, che è ancor più matematico di me.


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Alla prossima,

Giovanni Borsi e Vito Morreale