7 Ottobre 2024 Certificati

Mi collego allo spunto dell’articolo pubblicato da Luana Velardo sul sito di EF360 e nella chat telegram Agorà dell’investitore che riporto integralmente:

“Prima regola dell’economia: cosa succede quando c’è molta richiesta e poca offerta di qualcosa? nIl cacao è in questa situazione: la domanda è alta, ma la produzione è sicuramente molto inferiore alla richiesta.  E in più le scorte sono basse: i dati dei magazzini mostrano che le scorte di cacao negli Stati Uniti sono crollate ai livelli più bassi dall’inizio del 2009, prima o poi dovranno essere ricostituite, ma con quale offerta? E a che prezzo?    I requisiti per presupporre un incremento consistente dei prezzi ci sono tutti, tanto che molte imprese del cioccolato, abituate a lavorare a lungo termine, lo hanno già messo in preventivo e, trovandosi a dover vivere alla giornata, hanno cominciato a scaricare i costi maggiori sui consumatori.  Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale del Cacao, la domanda supererà la produzione di 462.000 tonnellate – la produzione globale di questa stagione è stata di 4,33 milioni di tonnellate, in peggioramento rispetto alle previsioni di inizio anno (2,9% in meno).  A fine marzo il prezzo del cacao aveva disegnato una sorprendente impennata iperbolica senza precedenti, raggiungendo i suoi massimi assoluti – oltre 10.000 dollari per tonnellata!

Per qualche giorno se ne parlò diffusamente, poi l’attenzione si è spostata altrove, a mano a mano che i prezzi sono andati sgonfiandosi dai massimi, pur rimanendo molto alti rispetto alla loro media storica. I futures sul cacao di New York sono aumentati di circa l’80% quest’anno, ora quotano circa 7.000 dollari a tonnellata, ma osserviamo come per lunghissimo tempo il costo del cacao è stato drasticamente più basso, circa 2.500 dollari la tonnellata. Il problema del cacao è vivissimo, tanto che questo sembra destinato a diventare sempre più raro.

Quello che sta accadendo da tempo alle piantagioni di cacao è una vera e propria strage; in Costa d’Avorio e in Ghana, dove viene prodotto il 60% del cacao, si è abbattuto il fenomeno climatico de El Nino: l’alternanza di eventi metereologici estremi – piogge torrenziali che hanno fatto marcire i semi e lunghi periodi di siccità – ha aiutato il diffondersi di parassiti e malattie nelle piante, che hanno decimato i raccolti e ridotto drasticamente la produzione delle fave di cacao.

Si stima che entro il 2050, quasi il 90% delle zone dove si produce il cacao sarà pressoché inutilizzabile, costringendo così i governi a trasferire le piantagioni a oltre 500 metri sul livello del mare nel tentativo di preservare le piante. La pianta di cacao col tempo va sostituita perché riduce la sua produttività, ma questo non è stato fatto e inoltre, i nuovi alberi richiedono dai tre ai cinque anni per raggiungere la maturità dei frutti e diventare produttivi. Consideriamo anche che la produzione del cacao non si è mai evoluta nel corso dei secoli, a differenza di altre colture arboree che hanno beneficiato dello sviluppo di moderne tecniche di coltivazione ad alto rendimento per aumentarne il potenziale genetico.

Il 90 per cento del raccolto globale di cacao è ancora prodotto da piccoli proprietari in fattorie di sussistenza con tecniche ormai obsolete, i guadagni dei coltivatori sono minimi, in Costa d’Avorio, ad esempio, recuperano appena 1.000 franchi centrafricani, che equivalgono a circa 1,50€ per ogni kg di semi venduti), senza considerare le pessime condizioni in cui lavorano. L’incremento dei prezzi porta a una compressione dei consumi e di conseguenza a una riduzione dei margini e quindi degli utili per le aziende dolciarie. Molti marchi, tra l’altro, non si sarebbero coperti a dovere rispetto all’impatto del clima.

La perdita di cioccolato, entro i prossimi anni, sarà pari a 100mila tonnellate all’anno. Senza considerare paesi come Cina, Indonesia, Brasile e Russia, che sono entrati prepotentemente nel mercato del cacao, in Occidente il consumatore medio mangia circa 286 barrette all’anno, che equivalgono a circa 10 piante di cacao. Si teme i prezzi possano schizzare ancora di più, visto che i produttori di cioccolato bloccano il costo delle materie prime con anni di anticipo e su questo terreno si muove la speculazione professionale.

La soluzione per il cacao a breve non c’è.

Luana Velardo


Per sfruttare questa situazione, considerata la volatilità del future che allontana i più deboli di cuore, si potrebbe pensare ad un investimento tramite un certificato di investimento che ci permette di avere una protezione da eventuali ribassi del cacao.

Il certificato emesso da Leonteq, codice Isin CH1381833578 (clicca qui per aprire la scheda dell’emittente)

Presenta diversi vantaggi:

  • flusso cedolare tra i più alti del mercato (2% mensile)
  • una scadenza a un solo anno
  • tre mesi sicuri senza autocall, ma la struttura softcallable dovrebbe impedirne il richiamo anche se tutti i sottostanti si dovessero trovare sopra strike (esperienza docet)

L’unico svantaggio è il prezzo, che è sopra la pari, come spesso succede quando un prodotto è particolarmente vantaggioso, per cui sarà dura comprarlo sotto a 1000, nell’ipotesi di comprarlo a 1012.49 come ho fatto io ed in caso di rimborso anticipato dopo 3 mesi (molto improbabile) renderebbe un 4.75% in tre mesi (diciamo che è uno svantaggio che non fa poi così schifo).

Se, come penso, non rimborserà sino alla scadenza dei dodici mesi, l’averlo comprato a 1012.49 sarà poco penalizzante, in quanto resterà comunque un 22.75% di rendimento su base annua (anziché un 24%).

Beh, penso che con rendimento così, ci si possa comprare tutta la cioccolata che vogliamo anche se dovesse salire di prezzo.

Per i più prudenti, o per poter inserire questo certificato in un portafoglio di liquidità ho fatto queste considerazioni:

  • su una scadenza a un anno sono abbastanza tranquillo sia sulla barriera del prezzo del petrolio che su quella del Proshares, il prezzo potrebbe essere dipendente per almeno 3/4 della sua componente dal terzo sottostante, che sappiamo essere molto più volatile
  • visto che 3 cedole sono sicure ho pensato che per ogni 10 unità del certificato (controvalore 10125€ investiti) potrei comprare 200 turbo short sul cacao, codice isin DE000VD29FA3, con strike 9461$, spendendo circa 450€
  • non credo che il cacao in pochi mesi possa andare a oltre 9460$ (+35%) e nell’eventualità comunque perderei al massimo i 450€ ma avrei incassato quanto meno le prime 3 cedole pari a 600€
  • se cacao dovesse scendere sotto 5500$ (e sarebbe ancora distante dalla barriera) avrò comunque incassato delle cedole ed avrò un gain sul turbo di circa 300€, per cui potrei sempre valutare se vendere tutto o se incrementare il numero di turbo a protezione dell’operazione
  • ritengo che il periodo sia ottimo per impostare un’operazione sul cacao, potrebbero esserci ancora diversi mesi di lateralità e questo per l’investitore in certificati sarebbe il top, in quanto incasserebbe laute cedole e si avvicinerebbe velocemente alla scadenza

Come si può intuire facendo questa operazione di acquisto sia sul certificato che sul turbo, in contemporanea, potrei gestirla in tranquillità fregandomene delle oscillazioni quotidiane del cacao e potrei al massimo mettere un alert, giusto per verificare la tenuta del mio hedging, qualora il certificato dovesse scendere più del 5% , o il cacao dovesse scendere in area 6200-6400 (circa un 10%), ma probabilmente potrei non dover toccare nulla sino ad almeno un +/-20% del prezzo del cacao

Ho deciso di fare questa operazione oggi 7 ottobre anche sul mio conto Directa, così da mostrarla al prossimo live ad Investing Roma l’11 ottobre, in cui farò un intervento molto interessante su Switch ed hedging.

 

Giovanni Borsi

 

p.s.: ho dato io lo spunto per la vignetta sempre ironica di Don Alemanno, io sono molto goloso di cioccolata e godo ancora di esami del sangue ottimi;  ma questo non significa che non devo stare attento ai futuri esami del sangue.  Se pensiamo la vignetta riferita a questo certificato, che oggi mi fa veramente gola, come investitore, non è che mi devo abbuffare guardando solo il rendimento, ma devo anche considerare che in futuro possa cambiare la sua rischiosità, per cui devo anche pensare già oggi all’eventualità che possa generarmi dei “mal di pancia”


 

Vi aspetto ai prossimi appuntamenti live e online a cui sono stato invitato.

  • SWITCH SUI CERTIFICATI CON DIRECTA – mercoledì 09 ottobre 2024 ONLINE
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Giovanni Borsi