Corre la Cina, buoni gli USA, scarsi gli Europei
Piazza Affari perde colpi rispetto agli altri indici, MIB40 (-3,26%) subisce un duro contraccolpo, archiviando una settimana nera, dovuto in gran parte al continuo tracollo del titolo Stellantis. Quest’ultimo, con un -16,70% di cui il maggior sell off accaduto lunedì con il profit warning, ha bruciato dai massimi storici ben 43 miliardi di capitalizzazione societaria e si ipotizza un possibile aumento di capitale. A fare da eco negativa si sono associate pure Mps (-7,35%) Moncler (-6,82%) Stm (-6,19%) Bpm (-5,20%) a cui hanno fatto da contraltare note positive da parte dei petroliferi: Tenaris e Saipem le migliori con +5% seguite da Eni (+4,78%) seppur motivati da ulteriori venti di guerra che infiammano il prezzo del petrolio sopra 74$. La settimana appena conclusa è stata vissuta con molta attenzione e interesse per l’uscita dei dati d’Oltreoceano, confermando ancora una volta quanto l’economia sia forte, la disoccupazione si mantenga stabilmente bassa e l’inflazione ancora in traiettoria adeguata per gli obiettivi della Fed.

Anzi, a dire il vero c’è un alone di sospetto riguardo al recente, deciso, doppio taglio dei tassi che quanto meno ha ridotto le probabilità del doppio taglio inizialmente previsto per novembre. Infatti, un’economia forte porta ricchezza al popolo e prezzi al consumo tendenti al rialzo, il che lascia supporre che l’inflazione potrebbe in prospettiva rialzarsi, rimescolando le carte in tavola e dimostrando che i tagli anticipati ed accelerati sarebbero stati eccessivamente precipitosi. Powell sta favorendo i democratici in carica perchè sa che, qualora vincesse Trump, dovrebbe fare le valigie, quindi la mossa per favorire gli indici azionari ed obbligazionari per il miglior biglietto da visita in vista delle elezioni presidenziali americane forse è un po’ azzardata. La reazione degli asset d’investimento è stata coerente e conforme: obbligazioni in discesa, quindi rendimenti di nuovo al rialzo, azionari USA sui massimi, cambio Euro/$ in picchiata sotto 1,10 mentre il Gold prova a resistere in area massimi e Bitcoin a 63.000$.


Sembrerebbero essere quasi tutti accontentati, tranne gli impavidi shortisti che combattono contro il trend, smentiti sistematicamente e costantemente da troppo tempo. Che poi, a guardar bene, non si sta considerando le attuali quotazioni dei vari asset come una chiara opportunità d’acquisto a prezzi scontati, piuttosto, sarebbe una ghiotta occasione per vendere. Ma i mercati finanziari sono fatti per stupire ed è più facile avere torto e rimanere con le braghe di tela che aver ragione e fare soldi a palate facilmente. L’americano medio non ha mai avuto così tanta concentrazione azionaria come ora, situazione che da una parte gli da ragione e guadagni, ma dall’altra è sempre più probabile una svolta che lo potrebbe far pentire amaramente perchè rimarrebbe con il cerino in mano e la sua avidità lo brucerebbe.
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