Piazza Affari col vento in poppa

 

Piazza Affari si ripropone verso l’area di massimi dell’anno (al lordo dei dividendi) permettendo di registrare anche questa settimana un recupero del +2,13% con il MIB40 che segna in chiusura 34.300 punti indice. Quello che balza all’occhio attento è sicuramente lo spaccato dell’A/D line, cioè il rapporto tra i titoli a maggior capitalizzazione con performance positive e quelli con performance negative. Due in particolare spiccano per essere i peggiori sia settimanalmente che mensilmente e da inizio anno: Stellantis con -44% YTD ed Stm con -43,5% YTD. Stellantis incide in maniera preponderante dal punto di vista del coefficiente di ponderazione nel MIB40  tant’è che a febbraio capitalizzava primo in assoluto mentre oggi è passato al settimo posto appena prima di Stm, da cui il link a piè di pagina. Di contro, il maggior titolo per capitalizzazione è Ferrari, considerata settore del lusso, e non erroneamente dell’auto, da inizio anno è a +40% seguito da Enel che si mantiene in linea rispetto all’andamento dell’indice di riferimento, ma è il contributo del settore bancario che detiene il primato di performance significative, con terzo e quarto posto.

Infatti, Intesa è a +47% YTD e Unicredit a +63% YTD seguite da banche a minore capitalizzazione, ma con performance incredibili: sempre da inizio anno primeggia Bper (+94%) MPS(+75%) e la bancassicurazione Unipol prima in assoluto che da inizio anno corre a +123%! Niente male anche per Generali, sesta per capitalizzazione, a +37% YTD e Prysmian quinta per performance da inizio anno con +60%. Pertanto, a conti fatti i due “titoli zavorra” stanno penalizzando non poco l’indice domestico, stimando almeno il 2,5% di incidenza da inizio anno pari al 15% di minor rendimento del MIB40. Rivolgendo lo sguardo Oltreoceano, l’indice più importante al mondo, l’SP500 batte nuovi record storici rialzisti, sfalsando molta della letteratura economico-finanziaria e ogni relazione tra valore corrente e prospettico. Sarebbe lecito chiedersi chi è che compra a prezzi così anti-economici, ma la sofisticazione finanziaria ha raggiunto delle abilità inimmaginabili fino a qualche quinquennio addietro, rendendo giustificabile la distorsione delle quotazioni che scorrono davanti agli occhi degli investitori.

 

Quindi, non importa se la quotazione è congrua per comprare o per vendere, che conta è il risultato finale, qualunque esso sia, in frazioni di tempo e di metodo, appunto un automatismo che un bel giorno potrebbe creare una “mostruosità” volubile, indomabile e fagocitante. Dietrofront della lena relativa al taglio dei tassi prospettati, in quanto non è sicuro che l’inflazione sia così sotto controllo e la situazione occupazionale potrebbe interrompere l’idillio  per un’economia meno florida del previsto. Petrolio sempre in area 75$ mentre obbligazioni ed Euro/$ indietreggiano entrambe di ben due figure rispetto alle quotazioni raggiunte settimana scorsa, a significare che le carte potrebbero essere rimescolate, specie per l’economia d’Europa, vista in affanno. 

https://mercati.ilsole24ore.com/azioni/classifiche/capitalizzazione-piazza-affari?refresh_ce=1

 

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