Trump in un “cul de sac” o tutto pianificato!?
Piazza Affari chiude un’altra settimana brillante, archiviando il mese di aprile tutto in sorpresa, con un inizio tragico da record di accelerazione ribassista e un’inversione a V per recuperare tutto come se nulla fosse accaduto. Eppure, ne sono successe di tutti i colori e solo chi per ipotesi avesse osservato le quotazioni di apertura e chiusura del mese di aprile non si sarebbe accorto delle scosse di altissimo magnitudo sui mercati finanziari. Evento che si è sviluppato in un mese esatto, sufficiente per annientare soprattutto portafogli esposti con leve pericolose e borderline mediante l’utilizzo di derivati, i veri incriminati di questa spettacolare quanto rara distruzione di valore. Specie con la diffusione e l’utilizzo delle opzioni “zerodte” che scadono a fine giornata borsistica americana (22:00) considerate alla stregua di vere e proprie scommesse che alimentano e amplificano le escursioni intraday delle quotazioni.

A queste si aggiungono anche le opzioni aventi sottostanti titoli azionari che fanno il resto, nel bene e nel male, sfruttando il beta delle società più capitalizzate al mondo, le 7-8 magnifiche, che rappresentano oltre il 50% dell’indice e di conseguenza influenzano il flusso degli investimenti accentrando i capitali e rendendo disomogenee e poco diversificate le repliche passive (fondi ed Etf). Tornando allo “sceriffo delle tariffe” Trump, ha cominciato a sparare grosso all’inizio, per scendere a più ridimensionate pretese con il resto del mondo, quasi come fosse un gioco delle parti commerciali, un’asta di reciprocità che l’ha costretto, si fa per dire, ad abbassare le arie. C’è da credere che possa trattarsi di una telenovela holliwoodiana come si conviene nel regno indiscutibile del cinema, una fiction in cui si usano le pistole a salve per minacciare il nemico commerciale: “mors tua, vita mea”.


Al momento è successo tutto e non è successo nulla, ma sembra appena cominciato un tira e molla tra i contendenti il cui esito forse lo conosce Trump che ha intrapreso questa iniziativa spavalda, si spera che i suoi consulenti siano saggi e non arroganti come il loro comandante. I mercati finanziari sono punto e a capo, con una prospettiva degli utili societari penalizzata da incertezza sui dazi e approvvigionamenti che potrebbero essere bloccati e far aumentare il costo della vita, pur mantenendo il costo del debito pubblico alto e il GDP in rallentamento, leggasi stagflazione. Il cambio Euro/$ esprime un equilibrio in area 1,135 nonostante Oro sceso a 3.200$ e petrolio sotto 58$ mentre sono stabili gli obbligazionari su rendimenti nella media di lungo periodo, chiudendo con il Bitcoin che non riesce a raggiungere con slancio i 100.000$ tondi, fermando la corsa a 97.500$ per ritracciare a 95.000$.
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