Riscatto a Piazza Affari (+3,80%)
Probabilmente il mese di aprile chiuderà recuperando le perdite occorse in occasione della prima settimana, che verrà ricordata per la sorprendente sortita di Trump: “The sheriff of tariff”. Con il suo approccio da imprenditore è partito alto per negoziare a più miti compromessi, peraltro ancora sospesi, con l’ambizioso obiettivo di applicare dazi al mondo intero, facendo credere agli americani che sia la soluzione più vantaggiosa per far tornare gli Stati Uniti d’America il centro del potere economico mondiale. Ma la Cina, come ovvio che sia, risponde per le rime e non si lascia intimorire, anzi rincara la dose senza tanto pensarci due volte, consapevole che solo per il fatto di essere più grande per il numero di abitanti preponderante, sta solo aspettando che il tempo le dia ragione. Quindi la sfida tra i due colossi economici è ufficiale e bisogna solo confidare in un “combattimento” commerciale che non sfoci in qualche cosa di grave ed irreversibile che coinvolgerebbe indirettamente tutto il globo finanziario. A farne le spese è la decrepita Italia, diretta da incompetenti, o finti tali, che pensano a riarmarsi anziché preoccuparsi di sanità, istruzione, benessere collettivo, lavoro dignitoso anziché schiavismo sottopagato.

Se però si guarda l’andamento di Piazza Affari non sembra risultare niente del genere, il MIB40 anche questa settimana chiude con un consuntivo del +3,80% recuperando la soglia dei 37.300 e con l’intenzione concreta di riprendere i livelli di inizio mese. La statistica vuole che il mese di aprile sia sempre positivo, soprattutto se successivo ad un marzo negativo, seppur con le dovute accortezze, visto che negli ultimi due anni si sono visti fuochi d’artificio rialzisti più unici che rari e i parametri di confronto delle variazioni si sono di molto allargati. In gergo tecnico, ci si rifà all’ATR (average true range) l’indicatore di volatilità che permette di misurare lo scostamento rispetto alla media dei prezzi in un determinato periodo di osservazione.

Per il fatto che i mercati sono governati dai computer ed i relativi algoritmi in ragione del 90% rispetto al totale degli eseguiti, ad una velocità “disumanizzata”, ciò comporta un andamento molto frenetico e indecifrabile per i normali trader retail. Questa minaccia incombe sempre più spesso negli ultimi anni e bisogna farci i conti, anche se purtroppo sono eventi esogeni al pari dei terremoti e seppur sapendo che possono capitare, non si conosce il momento e l’entità, sicchè anche coprirsi con delle assicurazioni (acquisto di opzioni put) è diventato troppo oneroso, a tal punto che molti si espongono a rischi di crash improvvisi di mercato in modo spesso inconsapevole. Due pietre miliari continuano ad aver ragione anche nell’ambito finanziario: l’evoluzione della specie darwiniana e la relatività di Einstein, quindi sopravvive chi si adatta velocemente e i soldi non si “bruciano” in borsa, si trasformano!
– Iscriviti alla nuova GB Newsletter –

