Truman show must go on (+1,28%)

 

Piazza Affari cresce imperterrito anche questa settimana, arrotonda nuovi massimi storici con un +1,28% a consuntivo di un periodo idilliaco come mai prima d’ora. Anticipa sempre, specie in meglio, la tendenza in atto dei mercati finanziari globali, un bulldozer che ha stravolto il copione a cui aveva abituato per tanti anni, in un  passato lontano, quello dei “bot people”. A rendere insistente la salita ci sono alcuni fattori, ma gli attori protagonisti principali sono gli investitori retail, gli “stocks people” che stanno dominando la scena, comprano ogni dip del mercato, cioè ogni discesa è vista come occasione di acquisto a prezzi più convenienti. Quindi gli istituzionali sembrerebbero più attendisti, vorrebbero comportarsi come hanno sempre fatto, cioè comprare a valutazioni adeguate secondo i classici parametri e coerenti con l’economia reale, facile da dire, difficile da fare. Cosicchè si trovano costretti a rincorrere i retail per rispetto del mandato che li obbliga a concentrare acquisti passivamente su poche, solite azioni. 

Questa situazione potrebbe essere un “Truman show”? Una realtà costruita per illudere che questo nuovo modo di investire possa essere la soluzione per la prosperità, dove tanti partecipanti sono in una zona di confort idilliaco? Con un certo spirito critico e di osservazione si può dedurre che la finanza e la tecnologia stanno andando alla grande, cozzando però con la realtà economica, tutt’altro che messa bene. I Debiti Pubblici dei principali Paesi cominciano ad essere ingestibili, la geopolitica ha a che fare con guerre non osteggiate, anzi, spesso procurate, mentre il consumatore medio è sempre più impoverito. Dove andranno i governanti a prendere i soldi per tappare le buche? Nel XXI secolo le borse hanno dimostrato che in un modo o nell’altro a grandi rialzi seguono grandi ribassi, con la differenza che dopo la pseudo-pandemia le accelerazioni in ambo le direzioni sono diventate frenetiche. 

L’Intelligenza Artificiale ha dato un boost a questo fenomeno, ma bisognerebbe chiedersi chi ne detiene il controllo per tentare di capire lo scopo finale. E’ verosimilmente credibile che ci sia una regia dietro le quinte, organizzata per un grande progetto, in cui i retail sono destinati ad essere sacrificati per riempire le tasche dei potenti. Un assaggio si è visto il 5 agosto 2024, il 18 dicembre e lo scorso aprile in occasione del “liberation day” americano. Si potrebbero associare questi eventi a dei reset programmati, dove “neutralizzare” (termine usato in guerra per dire: eliminare) i retail all’occorrenza.  Ipotesi caustiche e prospettive distopiche… uno stimolo in più per rifletterci!   

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     

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