Tre streghe di settembre e Fed scaldano la settimana

 

Piazza Affari archivia una settimana all’insegna del recupero, il MIB40 riprende  33.500 con un segno positivo del +0,83% e consolidando in un’area che dovrà dimostrare se propedeutica a nuovi slanci rialzisti o più probabilmente a un andamento laterale ribassista. Oltreoceano sarà una settimana pregna di infuocati appuntamenti, superati i quali, diventerà molto intrigante capire i risvolti che ne seguiranno: la Fed rimarrà rigida al singolo taglio di 25 bpts oppure lo raddoppierà?! Le tre streghe di venerdì decreteranno la fine del rialzo intorno ai massimi annuali o sparerà ulteriormente verso nuovi record?! Con le presidenziali ormai alle porte, i gestori istituzionali sono pronti ai blocchi per sfoderare le due alternative di portafoglio: se vinceranno i democratici sarà solo una conferma di quanto è in corso e pochi sconvolgimenti significativi, mentre se vincessero i repubblicani ci sarebbe un grosso scompiglio e molti asset andrebbero rivisti, a partire da quello azionario con sostituzione dei comparti da privilegiare e quelli da sottopesare. 

Al momento i media sostengono i democratici e la partita potrebbe arrivare al fotofinish con la conta dei voti come già successo in passato, mettendo in stallo l’America nell’immediato e questo non farebbe bene ai mercati. La settimana appena trascorsa ha visto il mercato domestico delle blue chips in contrasto: Telecom, Prysmian, Italgas e Poste IT tra le migliori, mentre tra le peggiori Stellantis, Fineco e Campari. Il mercato delle obbligazioni ha visto segnare nuovi massimi dell’anno in termini di quotazione dei Btp decennali e relativa riduzione dei rendimenti, l’Oro su nuovi massimi storici intorno a 2.600$, il petrolio ballerino intorno a 69$, il cambio Euro/$ stabile intorno a 1,105 e il Bitcoin riagguantare i 60.000$. Settembre è il mese peggiore dell’anno, la stagionalità è storicamente ribassista e non stupirebbe affatto che dopo la Fed e le tre streghe tendesse a scendere fin verso metà ottobre per poi risalire fino alla data delle presidenziali americane. 

Sembra troppo facile, ma si sa che la teoria spesso si scontra con una realtà molto più complicata, per nulla lineare, specie quest’anno che non ha rispettato le ricorrenze cicliche. Infatti, constatare un SP500 ai massimi a metà settembre è raro, se non unico nella storia, contraddicendo in pieno la presunta ripetitività del passato. Grandi sconvolgimenti sono scartati a priori, forse metterà un po’ in tensione la volatilità e l’erraticità degli indici per scombussolare gli operatori finanziari, sarebbe il minimo, visto che il confronto tra le due fazioni politiche è acerrimo e qualche colpo di scena non è da escludere. Comunque sia, vinca il migliore!

 

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