Che aria tira a Piazza Affari? Prima settimana di settembre -3,15%

 

Forse i massimi dell’anno si sono già visti, con un consuntivo settimanale negativo del -3,15% Piazza Affari torna a far impensierire gli investitori di rientro dalle ferie estive. La panoramica che si prospetta comincia ad essere addensata di nubi, i dubbi su un hard landing anziché un soft landing, comunque la si voglia leggere, hanno un potenziale più pessimista che ottimista. La settimana delle tre streghe di settembre, anticipate dalla pronuncia della Fed sul taglio dei tassi, ormai è in dirittura d’arrivo e si rimpallano le motivazioni per un taglio doppio rispetto al preventivato 0,25 bpts. Il dibattito si accende tra la fazione degli ottimisti ad oltranza che non riconoscono gli scricchiolii dell’economia reale, sicuramente scollata da quella finanziaria di Wall Street, propensi per il semplice quarto di punto, e la fazione dei pessimisti che rimarcano la dose, sottolineando come Powell sia in ritardo con i tagli dei tassi, tanto quanto fu in ritardo nel rialzo qualche anno fa.

Il mercato dei bond sta scommettendo indissolubilmente per un doppio taglio e le relative quotazioni corrono a nuovi massimi dell’anno, con relativa pressione al ribasso dei rendimenti. I mercati azionari cominciano a battere la fiacca, il tentativo di arrotondare nuovi massimi dell’anno è stato assopito prima e sembra proprio disegnarsi una distribuzione, in primis il Nasdaq che subisce l’affanno delle magnifiche (Nvidia di nuovo affossata in area 100$). Essendo l’Europa al traino dell’America, rincara la dose, colpita nel settore del lusso e dell’automotive, mentre sopperiscono in controbilancio i farmaceutici/haelthcare, oltre  ai bancari e gli assicurativi (Generali regina del settore), ma soprattutto le utilities che beneficiano lo sconto dei tassi, riducendo quindi i costi dei loro debiti. 

Tra i peggiori a maggior capitalizzazione del mercato domestico questa settimana primeggia Leonardo (-11,24% forse si allenta la guerra) Stm (-10,21% semiconduttori in caduta libera) Moncler (-9,06% rallentamento della Cina)  Stellantis (-7% bilanci “artistici”  e cause conseguenti, flop delle vendite). Tra i migliori, tutte le utilities, Enel in primis (+2,72%) che rende meno peggiore la settimana, già di suo compromessa, a dimostrazione che i gestori preferiscono allocare capitali su titoli difensivi in previsione di tempi critici sui mercati finanziari. Tiene su l’aspettativa che in prossimità delle elezioni americane non dovrebbe, condizionale obbligatorio, succedere niente di eclatante, pertanto un investimento conservativo e prudente sarebbe da preferire in questo contesto, oltretutto, un ottimo risultato finora è stato ottenuto su tutti gli asset d’investimento e con grande sorpresa quello del real estate. Oro miglior asset dell’anno, petrolio che sprofonda e questo può solo che far contenti,  con ciliegina sulla torta il fatto che la correlazione inversa Euro forte $ debole rispetto alle materie prime avvantaggi sia la forza dell’oro che la debolezza del petrolio, fenomeno difficilmente riscontrato in passato. Bitcoin di nuovo debole a 54.000$.

 

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