Si palesa un nuovo fenomeno a Piazza Affari: Il “Cigno Verde” +2,49%
Piazza Affari archivia un’altra settimana eccellente, altro consuntivo positivo del +2,49% con il MIB40 che arrotonda 38.000 a nuovo massimo storico. Contribuiscono al trionfo: Moncler (+11,22%) Ferrari (+10,28%) Iveco (+10,24%) Leonardo (+7,94) Stm (+7,31%) Stellantis (+7,12%) mentre di contro tra i peggiori c’è Interpump (-10,73) Telecom Italia (-8,24%) BMPS (-3,42%) BPM (-3,12%). Si potrebbe dire una rotazione continua, che nella sostanza continua a far segnare nuovi record all’indice milanese, entusiasmando la maggior parte degli investitori only long, i rocciosi cassettisti irriducibili. L’ipotesi che comincia a farsi strada tra gli operatori di lunga esperienza è l’origine e la persistente tonalità positiva che accompagna da tempo immemore, cioè gli acquisti passivi ricorrenti e di replica dei sottostanti, in particolare le deleghe che i retail concedono ai gestori di Etf e pac ricorrenti. Questo incredibile rialzo senza evidenti, salutari, sperati ritracciamenti non concede di rientrare a quotazioni più moderate e coerenti con il tessuto economico e geopolitico sottostante.

Niente che possa giustificare una sopravvalutazione come quella palesata in questo ultimo semestre, tanto che i guru “narranti del giorno dopo” hanno dovuto cambiare paradigma, non sanno più che pesci pigliare per giustificare multipli fuori dalle logiche di economia classica, scolpite nei testi sacri. A rincarare la dose di esuberanza finanziaria sarebbe anche la crescente dominanza e l’impiego dell’Intelligenza Artificiale che in aggiunta degli Hight Frequency Trade, veterani della speculazione, renderebbero i mercati finanziari vulnerabili a cambi d’umore violenti e a rischio di andare fuori controllo.
Se è sempre stato temuto il “Cigno Nero” ribassista, ora entra a far parte della nomenclatura il “Cigno Verde” rialzista, paurosamente uguale e opposto, ma che solo ultimamente si sta facendo più evidente. Certo, non è un problema per gli investitori di lungo periodo, piuttosto il Cigno Verde è vissuto e patito da chi specula al ribasso, ma ciò non toglie il fatto che possa succedere un evento talmente dirompente da sconvolgere anche le certezze del più ottimista dei longhisti. Eccessi, tanti eccessi, forse troppi, fin dove e fin quando questa giostra continuerà a persistere nessuno lo sa, ma è da mettere in conto che la memoria del passato invita alla prudenza. Bene l’Euro che recupera 1,05 contro US$ ma la parte del leone la fa l’Oro che supera 2.900$ ormai proiettato alla fatidica soglia dei 3.000$ mentre rimane stabile l’obbligazionario e delude il Bitcoin che rimane stabilmente debole di qualche punto percentuale sotto i 100.000$.
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