In appena una settimana di contrattazioni, i mercati finanziari sono passati da una fase di estrema debolezza con la rottura ribassista dell’area di supporto a 6730 a un’ennesima e sorprendente inversione rialzista. Il cambio di sentiment è stato netto, l’indice è passato da una configurazione tecnica deteriorata a un deciso recupero, cancellando in pochi giorni oltre il 4,2% di perdite accumulate nel precedente drawdown.
Da un punto di vista tecnico, la violazione della media mobile a 10 periodi, che nei mesi scorsi aveva sostenuto il trend rialzista in atto dallo scorso aprile, aveva aperto la strada a un’accelerazione ribassista verso l’area dei 6150, scenario che aveva assunto una probabilità stimata attorno al 35% secondo i modelli quantitativi basati su volatilità e momentum.

Questa settimana, però, il sentiment si è ribaltato, il macro surprise index, un indicatore utilizzato dai professionisti dei mercati finanziari per misurare quanto i dati economici pubblicati sono migliori o peggiori rispetto alle attese degli analisti, in altre parole, non misura come va l’economia, ma quanto la realtà batte o delude le aspettative, è tornato in positivo e gli indicatori di rischio hanno mostrato un miglioramento significativo, con il VIX dell’indice in calo del 12% rispetto alla settimana precedente. L’aria di ottimismo si è rapidamente consolidata, le previsioni degli asset manager mostrano che il 43% prevede ulteriori rialzi nel prossimo anno, contro il 27% della rilevazione precedente.

La tenuta del livello chiave dei 6500, testato con volumi superiori del 18% alla media mensile, ha riportato l’indice sopra le principali medie mobili di periodo. I prezzi si sono così nuovamente avvicinati ai massimi storici, distanti meno dell’1,3%, un margine che spesso in passato ha preceduto nuovi breakout.
Anche i toni più accomodanti della FED hanno contribuito alla ripresa, il mercato ora prezza con una probabilità del 62% un taglio dei tassi entro i prossimi tre mesi, alimentando acquisti e spingendo molti investitori a muoversi per la FOMO, ovvero la paura di restare fuori dall’attuale movimento. Questo si è tradotto in un incremento dei flussi in ingresso negli ETF sull’indice pari a +1,1 miliardi nella ultima ottava di contrattazioni.
Finché il supporto dei 6500 verrà difeso, ogni ritracciamento verrà considerato un’opportunità di acquisto. Viceversa, una rottura netta di tale livello riattiverebbe pressioni ribassiste con primo target in area 6150, livello in cui negli ultimi mesi si è concentrato oltre il 9% del volume totale transato, rendendolo un supporto strutturale molto solido.

Come spesso accade, la settimana del Ringraziamento storicamente positiva nel 74% dei casi negli ultimi 20 anni sembra aver anticipato un clima di fiducia per le vendite invernali. Nelle prossime settimane arriveranno i dati reali della spesa dei consumatori, essenziali per capire se l’attuale trend potrà proseguire o rallentare. Per ora noto che l’ottimismo torna a prevalere sulle narrazioni catastrofiste, che da mesi annunciano un crollo imminente che non si è ancora verificato.

Per me, contrarian nell’animo, tutto ciò resta un segnale di massima prudenza per i prossimi mesi, quando l’euforia diventa eccessiva, il rischio di un’inversione inattesa cresce.
In settimana faremo una diretta YouTube insieme all’amico e collega Nicola Para, durante la quale racconterò come gli abbia “regalato” un premio del valore di circa 20.000 dollari (un Rolex GMT), ottenuto nell’annuale competizione organizzata da Société Générale.

Vi aggiornerò tempestivamente per la data e l’orario.

Biagio Spinelli