Rotazione settoriale chiama e Russell risponde
Piazza Affari archivia un consuntivo settimanale positivo, ma senza entusiasmare troppo, il MIB40 si mantiene in area 34.650 a poca distanza dai massimi visti a giugno. Consolidazione o distribuzione è la domanda che si pongono gli operatori nel mese statisticamente tra i più performanti dell’anno dopo novembre. Si risvegliano gli obbligazionari che cominciano ad annusare aria di calo inflazionistico da possibile aumento disoccupazionale in USA dove la stanza dei bottoni della Federal Reserve monitora con attenzione i dati che stanno emergendo dall’economia reale. Protagonista settimanale dei mercati è la rotazione settoriale che si è vista nella seconda parte della settimana americana, dato che quella domestica è più un mercatino delle pulci, tanto che il Russell 2000 ha finalmente mostrato una reazione di tutto rispetto a fare da contraltare opposto alla debolezza delle mega cap.

Questo switch di portafoglio è sintomo che gli operatori istituzionali hanno preferito alleggerire le magnifiche sette a favore di un sovrappeso delle società a media capitalizzazione che beneficerebbero, condizionale sempre d’obbligo, di un sempre più probabile taglio dei tassi da parte della FED entro l’anno, prima a settembre e dopo le elezioni presidenziali. Il ragionamento non fa una piega, almeno sulla carta: economia americana in rallentamento, disoccupazione in aumento, inflazione in diminuzione, tutto a favore di un abbassamento del costo relativo ai debiti delle aziende medio capitalizzate. Saranno poi da vedere e valutare, solo a posteriori, le prospettiva degli utili, le forward guidance, perchè un’economia in contrazione potrebbe essere soft o hard landing, atterraggio morbido o incisivo. Se replicasse la ciclicità stagionale dovremmo attenderci un primo rallentamento delle quotazioni attuali, che non smettono di fare nuovi massimi storici, nei mesi che vanno da agosto a settembre inoltrato.

Sono iniziate le trimestrali in America e sarà molto curioso sentire cosa prospetteranno i ceo aziendali, potrebbe essere l’occasione per stornare, finalmente, e fare pulizia degli eccessi, per presentarsi alle elezioni di novembre in auge come al solito. L’euro/$ si sta rafforzando, il gold sopra 2.400$ pure, il Bitcoin riprende il volo come rifugio dalla carta moneta, il petrolio che non vuole scendere sotto gli 80$ e tutto questo in un contesto di tensione politica che ha visto l’America teatro di un attentato al candidato favorito alla vittoria, Donald Trump, fortunatamente scampato. Fa inorridire quanto accaduto, questa campagna elettorale ha il triste primato di essere la più agguerrita di sempre, in tutti i sensi.
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