Risiko bancario italiano in fermento

 

-0,24% è il consuntivo settimanale a Piazza Affari mentre a livello mensile, novembre chiude con una performance negativa pari al -3,64% che, nonostante l’attenuante dello stacco dividendi, risulta il peggior indice mondiale. Questa battuta d’arresto della forza relativa, che ha sempre contraddistinto il MIB40 rispetto agli altri indici, sia europei che americani, dimostra la potenziale possibilità che solo una rotazione settoriale possa ristabilire un equilibrio tra venditori e compratori dell’asset azionario domestico. Il mercato finanziario italiano è veramente piccolo, innocuo, si adegua al sentiment globale, ma in quest’ultimo scorcio del 2024 è ad un bivio: o recupera smalto oppure potrebbe essere anticipatore di futuri meno brillanti. In queste settimane si è aperta la partita del risiko bancario italiano e serve una bella lente d’ingrandimento per cercare di trovare il bandolo della matassa, tanto è intricato. Infatti, già l’OPS lanciata da Unicredit su BAMI è uno scambio di carta e non un’OPA classica come si conviene quando il business è acerrimo, dove contano i soldi messi sul piatto dal contendente per accaparrarsi la preda. 

Pertanto, si tratta di scambio di azioni, carta con carta, come se l’intenzione di Unicredit non sia di “mangiare il pesce più piccolo”, ma di fare ostruzionismo ad altre pretendenti in odore di aggregazioni, tra cui MPS e Credit Agricole. Peraltro, l’Offerta Pubblica di Scambio ha una dilatazione nel tempo che si concluderebbe entro giugno 2025, come a dire: “ci portiamo molto avanti, giusto per sondare chi è della partita”, ma senza essere precipitosi a concludere. Una sorta, quindi, di strategia psicologica, perchè di fatto se si considerano le quotazioni stratosferiche, verrebbe da dire che il timing non è dei migliori, dato che non è un affare da strapparsi le vesti, anzi potrebbe essere un’operazione prettamente politica di fine ciclo per il settore bancario.

Fine ciclo per due fondamentali ragioni: le banche italiane sono imbottite di BTP, considerato il Debito Pubblico più grosso della storia, inoltre il core business del delta tassi creditori/debitori è ai massimi di sempre così come gli utili generati. Al momento l’unica alternativa al noioso coefficiente di conversione, già appianato dal mercato, potrebbe esserci un’eventuale rilancio con ritocco a favore di BAMI e il gioco delle parti in campo è ancora tutto da scoprire, anche se purtroppo, colpi di scena a parte, necessiteranno di tanta pazienza. L’Euro recupera 1,055 contro US$ probabilmente per ricostruire una base da cui ripartire per un lungo e lento recupero, dato che i bond americani stanno prospettando ribassi dei tassi e minor divario rispetto a quelli europei, già in corsa per tagli a raffica, vista l’economia messa male. Bitcoin asset vincente prossimo alle sei cifre, per buona pace di Buffett, oro sempre pronto a ripartire da area 2.650$.

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