Effetto Trump: Bitcoin 99.000 – Euro/$ 1,04

 

Piazza Affari accusa un duro colpo, arretra del -2% con il MIB40 che chiude poco sotto i 33.500 zavorrato dal settore bancario, in particolare Intesa e Unicredit per lo stacco del dividendo, oltre ad altri titoli di peso tra i 40 a maggior capitalizzazione. Contrariamente alle attese relative all’acclamato “rally di Natale” il mese di novembre non sta regalando granchè, soprattutto rispetto all’andamento degli indici d’Oltreoceano, che si mantengono nei pressi dei massimi storici, dimostrando  quanto sia molto più pimpante la realtà economica americana. Nulla vieta che possa esserci un colpo di coda dell’indice milanese per riprendere smalto e allungare nelle prossime settimane, cercando di concludere al meglio l’anno 2024, fintanto che il settore energetico e bancario/finanziario si mantengono frizzanti. Le banche centrali hanno espresso i loro intenti a perseguire le politiche intraprese riguardo ai tassi d’interesse, con una netta divergenza tra la Bce che deve far fronte a una crisi economica in arrivo e non può evitare di persistere nella riduzione del tasso di sconto. 

Di contro, la Fed non è più così lanciata e convinta che le riduzioni dei tassi d’interesse siano così marcate, dato che c’è un certo equilibrio ritrovato tra inflazione e occupazione. L’effetto Trump è figlio di quest’ultimo comportamento dell’obbligazionario: tassi alti in USA che attraggono capitali, protezionismo con concrete possibilità di realizzazione per gli anni a venire. Pertanto, si rafforza il dollaro a discapito di un Euro sempre più depauperato, crollato fin sotto 1,04 che non vedeva da oltre due anni mentre il Bitcoin è l’asso pigliatutto che infrange record su record, avvicinandosi ai favolosi 100.000… appunto US$! 

Nvidia in settimana ha mantenuto le quotazioni nei pressi dei massimi storici in occasione dell’uscita delle trimestrali, l’evento più catalizzante del rush finale del 2024, anche se le aspettative erano di ben altro tenore, almeno sulla carta, ma si sa che il mercato è volubile e vorrebbe sempre sorprese eclatanti. Si sta per concludere un anno molto proficuo un po’ per tutti gli asset: azionario fortissimo da ben due anni consecutivi, obbligazionario europeo in forte recupero dopo un 2023 con l’umore sotto i tacchi, meno quello americano, oro che prende fiato nell’ultima settimana, ma sempre in gran forma. Non resta che far scorrere l’ultimo mese, confidando nella stabilità delle quotazioni che dovrebbero oscillare in un range di prezzo non tanto marcato rispetto alle attuali, per chiudere in bellezza, visto che nessuno ha interesse a rovinare la festa, almeno per quest’anno.   

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