Rialzi vertiginosi: economia e finanza, due pesi e due misure

 

MIB40 +2,15% a 34.700 ormai chiuderà il mese di settembre indenne alla negatività che stagionalmente ha sempre fatto centro, ma l’eccezione conferma la regola e quest’anno è tutto eccezionalmente smentito relativamente alla statistica negativa. Insomma, una meraviglia di mercati che entusiasma tutti, tranne gli irriducibili contro-correntisti che shortano ad oltranza e vengono scornati perennemente, confidando in qualche scrollone improvviso che continua a tardare. La fregatura dell’aspettativa speculativa che miete quest’ultima categoria di vittime potrebbe avere un’origine radicata nei meandri delle sale operative automatizzate. Infatti, bisogna tenere in seria considerazione l’attività dominante, prossima all’assoluta prepotenza, degli algoritmi che, non avendo sentimento, sono programmati per sostituire in tutto e per tutto i trader umani. Quindi, i mercati finanziari sono cambiati sensibilmente nei modi e nei tempi, sicchè le probabilità di sopravvivere nell’ambito del mordi e fuggi   stanno via via riducendosi al lumicino, spazzando via anche i trader di lungo corso. 

L’industria finanziaria viaggia a frequenze di millisecondi che schiaccia i retail come cimici, ormai occorre farsene una ragione e adeguarsi, aderendo a forme d’investimento poco o per nulla speculative, senza farsi abbindolare da fantaguru che millantano facilità, velocità e certezza di guadagno nel mondo finanziario. Altro problema non banale è la manipolazione mediatica che distorce le informazioni provenienti dall’economia reale, tanto da far muovere i mercati finanziari in netta contraddizione rispetto alle aspettative e alle proiezioni. In settimana a Piazza Affari si è visto l’ennesimo cambio di marcia, per certi versi rotazionale, con evidenti recuperi da parte di Moncler (+20,29%) e Cucinelli (+14,24%) influenzati dai venti positivi dei mercati cinesi e del comparto del lusso in generale, seguiti da Stm (+10,46%) e Stellantis (+8,02%). 

Tra i peggiori, il comparto petrolifero influenzato dalla debolezza del petrolio, capitanato da Eni (-4,29%) e Saipem (-3,78%) oltre a Leonardo (-2,16%) che con il -11,11% è tra i peggiori del mese. Nota a parte per Mps che con un +7,22% raggiunge da inizio anno il +75% dimostrando definitivamente di essersi lasciata alle spalle tutte le vicissitudini negative, compresi i drammi dei clienti che hanno praticamente perso quasi tutto durante i disastrosi adc. Massimi dell’anno anche i btp che riconquistano livelli di prezzo risalenti a molti mesi fa, comprimendo sempre di più il rendimento, intorno al 3,45% sul decennale. Euro che non molla contro US$ e Bitcoin che riagguanta 66.000$ oltre a Oro che tenta nuovi record sopra 2.650$ mentre il petrolio balla sopra e sotto la soglia dei 68$.

 

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