Mi collego ai miei ultimi articoli relativi ai rischi dei certificati di investimento e all’ultimo in cui citavo proprio Stellantis, perché la vedevo molto a rischio (cosa puntualmente avvenuta sulla trimestrale deludente), non volevo fare il gufo ma solo dare la possibilità a chi mi legge di poter agire per tempo e capire che certe posizioni andavano monitorate, vendute o protette.
Molta gente che legge (come è giusto che sia) anche altri forum di finanza spesso sente parlare di resilienza in modo per me errato, perché la si collega solo a barriere profonde o ad altre protezioni come l’airbag, oppure va a caccia di scadenze lunghe con l’idea che, se le cose vanno male, c’è poi più tempo per “sperare” nel recupero.
Nessuno, a parte il sottoscritto, ti parla di coperture (ad esempio con i turbo short, cosa che sta facendo egregiamente Gold Grain Capital nell’AMC a gestione attiva) o di saper uscire per tempo quando un sottostante non dà più garanzie e la perdita è ancora contenuta, o semplicemente passo da un prodotto a rischio più alto ad uno a rischio minore.
Faccio solo alcuni esempi:
Questo certificato CH1349996921 ieri si vendeva facile, bastava mettersi davanti all’ask del Liquidy Provider (non è certo un certificato a rischio, visto le barriere e l’airbag)

E si poteva sostituire colpendo la lettera del Liquidy Provider con questo, Codice Isin CH1308688675 che costa meno ed ha lo stesso rendimento cedolare ma è su un solo sottostante, il meno rischioso, e ha una durata di 18 mesi (contro i 3 anni del primo), per cui, anche se ha barriera più alta è decisamente meno esposto alla volatilità dei mercati.

Mentre scrivo Stellantis e Stm fanno quasi -10%, dimostrando che bisogna agire per tempo, questo certificato ieri non so da chi fosse comprato, sicuramente qualcuno che non mi legge, avrei proposto uno switch anche perdendo 6 punti, oggi è troppo tardi visto che vale 88 (ha perso quasi 7 punti percentuali!!!)

In questo caso è dura per molti vendere in perdita, purtroppo queste sono le persone che poi lasciano andare sino a scadenza e si attaccano alla speranza.
Avrei perso anche comprando il migliore in questo momento su Stellantis:

Ma anziché perdere un 7% avrei perso solo un 1%, perché questi certificati ad alto rendimento hanno dimostrato che sanno tenere bene il prezzo sino ad almeno un -15% come si evince da questo certificato di Marex:

Nel gestire un portafoglio certificati di investimento serve principalmente la tecnica, i certificati sono strutture in opzioni molto complesse e molti divagano sul tema perché sanno poco o nulla di opzioni, di time decay e volatilità.
Pochi sanno dunque agire per tempo prima che le cose possano degenerare di fronte a una apertura in gap del 10% come hanno fatto oggi titoli presenti in tanti portafogli come Stm e Stellantis.
Prima che possa esplodere la volatilità (che già si è alzata in questi due gironi), approfittiamo di un momento straordinariamente fortunato in cui ancora possiamo vendere con una minima perdita certificati che hanno aumentato di molto la propria rischiosità, facciamo un check up del nostro portafoglio eliminando quei certificati che all’apparenza non sembrano rischiosi, ma che in realtà al prossimo -10% del worst of rischiano di prendersi tutto il ribasso.
So che non è facile, quando si hanno tanti certificati qualcuno di sicuro è rimasto, anch’io non sono certo infallibile, magari ne ho sottovalutato il rischio perché il sottostante era già sui minimi e sembrava tenere, ma agosto si avvicina così come qualche nube all’orizzonte.
Vi aspetto al webinar del 30 luglio alle ore 14 – iscrivetevi al canale per ricevere un promemoria e non dimenticarvi dell’appuntamento!
Se non sai come comportarti ma ti ho fatto emergere qualche dubbio sulle prossime mosse da fare per passare una serena estate, non esitare e chiedi una coaching gratuita.
Giovanni


