1 Luglio 2024 Borsino

Piazza Affari archivia il mese di giugno a -3,88%

 

Raffrontando la stagionalità di quest’anno rispetto a quella storica è il caso di affermare che non ha concesso molte probabilità di cogliere tendenze delle quotazioni per sfruttare un vantaggio statistico tra gli strumenti disponibili nell’arsenale dei trader. Tutto questo, al contrario, ha avvantaggiato gli investitori cassettisti che si stanno ancora leccando i baffi e che sembra proprio non si curino del fatto che le quotazioni raggiunte siano storicamente le più alte di sempre e/o con evidenze di eccesso. Ovviamente bisogna uscire dal ristretto mercatino italiano che capitalizza troppo poco per competere con i mercati made in USA e non si può di certo affermare che non ci siano gli strumenti d’investimento adeguati per qualsiasi esigenza. Però non va dimenticato che mai come in questi ultimi due anni si assiste alla distorsione dell’andamento degli indici e della maggior parte dei titoli che non vengono inclusi in maniera equipesata. 

In sostanza, si assiste ad un flusso di denaro da investire specificamente concentrato in poche grandi aziende mega capitalizzate che dominano  la scena dell’intelligenza artificiale, ad opera degli investitori istituzionali che, utilizzando etf e fondi tematici/settoriali, inevitabilmente devono rispettare il benchmark di riferimento. Non solo, ma ad accentuare questi eccessi di concentrazione delle masse monetarie investite in titoli azionari sono anche i market maker che dovendosi “edgiare di delta” per servire le controparti che si scoprono in opzioni, giocoforza alimentano gli sqeeze in su o in giù delle relative quotazioni azionarie. Il MIB40 è ulteriormente penalizzato per la scarsa liquidità, la scarsa o assente rappresentazione di determinati comparti nell’indice e, ciliegina sulla torta, il completo disinteresse di copertura di giudizio da parte degli operatori istituzionali di eccellenti società con business solidi, ma inespressi nei prezzi di borsa, tanto da oscurarne le potenzialità. 

La settimana a Piazza Affari chiude a -2% confermando il trend in corso da 5 settimane e chiudendo anche il mese di giugno negativo (-3,88%) trascinato dall’incertezza relativa all’esito elettorale francese che affossa di nuovo gli asset obbligazionari. Sembra sempre più probabile un mantenimento dei tassi a lungo alti rispetto a un possibile abbassamento di quelli a breve scadenza e questo sarebbe il primo vero avviso di possibile ritracciamento dei mercati azionari, indicativamente   tra agosto e ottobre. Guarda caso, il trimestre pre elettorale USA avrebbero come aspettativa tipica almeno una manovra sui tassi e una discesa dei mercati con repentino recupero. Pertanto, luglio dovrebbe essere interlocutorio prima di vedere  storni degni di questo nome, ma le vette fin qui raggiunte dai mercati americani non vanno di pari passo con quelle dei mercati europei ed è doveroso prendere in considerazione che nel momento in cui storneranno oltreoceano, in Europa potrebbe essere amplificato.     

 

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