24 Giugno 2024 Borsino

Lotta orsi vs tori a Piazza Affari

 

Piazza Affari sta vivendo scombussolamenti post elezioni europee che non si vedevano da un bel po’, molto contrastanti nei versi alterni e repentini tra ribassi e recuperi, con escursioni anche del 3% tra minimi e massimi giornalieri. La situazione lascia presagire una possibile fase di distribuzione in atto già da dopo lo stacco dei dividendi, il famoso sell in may sul MIB40 si è concretizzato, all’opposto dei mercati principali USA che segnano massimi storici. Il consuntivo settimanale del +1,22% comunque non è ancora sufficiente a colmare la negatività accumulata nel mese di giugno, pari al -3,43% creando un tetto di resistenza in area 35.000 e di supporto in area 32.500. L’asset obbligazionario stenta a ripartire, quindi tassi ancora alti, dovuti alle aspettative incerte sull’esito delle elezioni indette in Francia per fine mese, che hanno aperto la questione relativa al Debito Pubblico e agli OAT (obbligazioni governative francesi) facendo schizzare lo spread con il Bund tedesco a livelli del 2012. 

Relativamente al listino milanese, reattive come solito ai tassi alti, si evidenziano le azioni del comparto bancario, in recupero anche Saipem (+6,69%) Eni (+3%) Enel (2,37%) e Leonardo (+3%) mentre tra i peggiori Pirelli (-5%) Moncler( -4%) e Stm (-4%). Oltreoceano non può non essere menzionato il fenomeno AI che sta coinvolgendo Nvidia in un rialzo spettacolare e quasi infinito, mettendo in imbarazzo qualsiasi analista finanziario che provi a stimare target così vertiginosi. Il rovescio della medaglia è che la speculazione degli ETF settoriali e dei derivati costringe ad una marcata distorsione che esaspera le quotazioni di pochi titoli rappresentativi dell’intelligenza artificiale a discapito di quasi tutti gli altri titoli che non siano coinvolti nel mood del momento. Verrebbe da chiedersi cosa succederebbe se anche solo uno storno dovesse attivarsi, quali conseguenze comporterebbe, sia ai titoli dominanti che a tutto il resto dei componenti di media e grande capitalizzazione, trascinando in maniera più o meno “controllata e composta” verso un ribasso.

È molto probabile che coglierebbe gli operatori finanziari impreparati nel caso in cui ci fosse un’accentuazione improvvisa verso sud, nonostante sia più che lecito un ridimensionamento delle quotazioni. L’irrazionalità che sta creando questo “mostro fenomenologico finanziario” è evidente, già sperimentata in passato, differendo ovviamente nei modi e nei tempi entro cui si sviluppa, ma non per questo da sottovalutare.  Pertanto, comprare adesso per non rimanere fuori da questo eldorado borsistico è da avidi folli per tante ragioni, molto più saggio ridurre o liquidare, considerando i lauti guadagni fin qui accumulati e ricordando che le discrepanze tra aspettative future iperottimistiche e realtà economiche non proprio esaltanti sono degli aggravanti a prescindere. Oro che stenta a ripartire, stazionando intorno ai 2.340$ mentre il petrolio non ne vuol sapere di scendere, riprendendosi fin sopra gli 80$ oltre a un Euro/$ di nuovo debole intorno a 1,07 e Bitcoin che precipita a 62.000$.

 

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