25 Marzo 2024 Borsino

Ogni mattina il trader si sveglia e sa che la borsa non fa prigionieri

 

Il trader deve fare i conti con un mercato finanziario gestito per almeno l’80% da computer con potenza di calcolo stratosferica, quelli che una volta erano chiamati algoritmi ad alta frequenza di trading, le macchinette o trading system automatici che dir si voglia, oggi assimilabili all’intelligenza artificiale. Se il trader non è consapevole di questo è meglio che si ravveda al più presto, perchè la borsa non fa prigionieri e l’evoluzione sempre più sofisticata del trading è troppo veloce per starle al passo. E’ pur vero che il singolo trader ha il vantaggio di poter entrare e uscire agevolmente dal trade e senza che il mercato se ne accorga, sotto traccia, perchè l’importo risulta ininfluente per il filtro delle mani forti. E’ vero l’opposto! Quindi un secondo vantaggio per il trader che può adeguarsi alle mani forti che influenzano il mercato, nello specifico con le opzioni. Quindi, il mercato finanziario premia il trader talentuoso in maniera meritocratica e questo ha un effetto non di poco conto sul suo portafoglio.

Nell’ultimo anno si sta facendo sempre più frequente e diffuso l’utilizzo delle opzioni che scadono in giornata e il fenomeno influenza in maniera non banale l’andamento molto più frenetico del Vix giornaliero, mandando in cantina l’antico Indice Vix che accusa l’obsolescenza conclamata. Questo per significare che a nulla valgono le spiegazioni a posteriori di quanto risulti fuori statistica l’andamento dei vari asset d’investimento e le correlazioni  siano saltate da tempo, figuriamoci che brutta fine fanno tutti coloro che “è salito troppo e deve stornare, quindi vado short” oppure “compro il vix perchè prima o poi salirà”. A maggior ragione, il trader può sopravvivere solo e soltanto tenendo fede al proprio rapporto rischio/rendimento, non ci sono santi che tengano, deve essere diligente nel mettere sul piatto ciò che si può permettere di perdere e quali potenzialità di guadagno può ottenere, secondo statistiche probabilistiche a suo favore.

Facendo un parallelismo con il proverbio africano: “Non importa se ti svegli gazzella o leone, comunque comincia a correre!” cioè a dire che il trading è un lavoro difficile e molto rischio, soprattutto per l’equilibrio psicologico. Venendo a Piazza Affari, la narrativa positiva non perde un colpo, +1,19% settimanale e +13,15% da inizio anno, ma questo non è un bene per la salute della borsa finanziaria domestica per il semplice fatto che senza storni degni di nota non si possono scaricare gli eccessi, chi non è entrato prima non riesce più a comprare e questo è propellente per rovesci improvvisi, la cui intensità non è data a sapersi. Quindi, il rischio è sempre più concreto e latente e non può essere ignorato all’infinito, il fattore scatenante potrebbe essere un fattore esogeno che dovrebbe sconvolgere tutta l’impalcatura rialzista conclamata che perdura da molti mesi e dove sono stati piazzati capitali enormi, vista la massa monetaria in circolazione, bramosa di allocazione.

 

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