18 Marzo 2024 Borsino

Giustificare a posteriori i mercati è loffio

 

Piazza Affari macina record come se non ci fosse un domani, l’ennesimo incremento del +1,61% in occasione della scadenza trimestrale delle tre streghe, serviti e reveriti  i derivati su indici e azioni tanto da additare marzo come il mese foriero di inversioni. Come al solito non si confonda la probabilità con la certezza, l’aleatorietà nei mercati finanziari regna sovrana e per certi versi è ovvio che sia così altrimenti non ci sarebbero oscillazioni delle quotazioni. Bisogna ammettere che le borse riescono a stupire ancora una volta, contraddicendo molta della narrativa che viene sprecata per riempire il vuoto che distanzia la teoria dalla realtà. I sedicenti intrattenitori del web, spesso gente improvvisata senza arte ne parte, pur di vendere il corso che “ti darà la svolta nel trading” portano l’acqua al loro mulino in maniera loffia, si potrebbe anche dire ingannevole. 

Non da meno, anche trader più navigati, pur di accaparrarsi novelli sprovveduti del trading giustificano a posteriori l’andamento degli investimenti, interpretano le notizie economiche, adeguandole al mood del momento (come l’indicatore di momentum, sempre a posteriori!). Non ci vuole Einstein per capire che i mercati finanziari non si muovono in funzione di un grafico, una trend line o l’angolo di Gann, ma il panorama dei formatori poggia su questa didattica. La lettura volumetrica che intercetta gli spostamenti dei grandi capitali risulta finora la più aderente alla realtà interpretativa con maggior efficacia quanto più breve è il periodo di osservazione, ma sempre in ottica statistico/probabilistica.

Venendo al nostrano MIB40, batte l’apice dei 34.000 che risveglia un senso di trionfo tutto Made in Italy,  di cui è meritevole di attenzione la sestina vincente di questa settimana: Iveco +9,38% MPS +8,35% (quando il Governo liquidò ebbe un tempismo perfetto… al contrario!) Unicredit +6,87%  Bper +5,76% Saipem +5,33% Intesa +4,03%. Di contro, la nota negativa che pesa di più tra le peggiori è risultata Stm (-4,67%) coerentemente con l’andamento oltreoceano del comparto tech che non ha concesso ulteriori massimi storici agli indici SP500 ed NQ. Finalmente dalla prossima settimana si scopriranno le carte dei derivati, i veri motori che muovono i mercati, cioè a dire che gli operatori professionali si dovranno posizionare ex novo sul prossimo trimestre e saranno molto attenti allo speech di Powell del 20 marzo. A queste quotazioni di mercato ha più senso proteggersi dai ribassi che insistere su ulteriori allunghi, meglio giocare in difesa che in attacco, visto e considerato che gli investimenti hanno pagato molto bene, oltre ogni migliore aspettativa e sarebbe quanto meno pretenzioso attendersi continui rialzi con questa progressione mai vista prima. 

 

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