MIB40 Total Return tra i migliori e sui massimi storici

 

Checchè se ne dica, il MIB40 Total Return (al lordo dei dividendi capitalizzati) oltre ad essere tra i migliori indici al mondo per performance è da mesi sui massimi storici. Questa precisazione non banale sgombera da ogni dubbio la qualità intrinseca delle 40 società a maggiore capitalizzazione che compongono l’indice italiano MIB40, che seppur di minute dimensioni, ha permesso di compensare profumatamente gli investitori affezionati al “Made in Italy” confermando che “Little Italy” è grande in qualità. Solitamente, negli ambienti finanziari vengono elogiati indici che sicuramente fanno da riferimento e traino per l’insieme degli asset azionari globali, prevalentemente per la mole di scambi che si concentrano su di essi e che a cascata si riflettono nelle tendenze su quelli minori. La nostrana Piazza Affari, nel suo piccolo, ha dimostrato di saper competere con i più blasonati indici d’Oltreoceano, nonostante tutto, compresa la concorrenza remunerativa dei Buoni del Tesoro che ha sempre reso il doppio dei teutoici e mangia crauti in generale. 

Il che non è di poco conto se si considera l’attrazione prediletta per l’investitore prudente a discapito dello snobbato asset azionario, ivi comprese le consulenze bancarie che hanno sempre piazzato solo obbligazioni da loro emesse. Il cambio di marcia si sta concretizzando sempre di più, iniziato appena dopo che Draghi ha “mollato” l’Italia di sana pianta e proprio da quel momento lo spread BTP/BUND ha proseguito il suo declino, arrivando a perdere ben  2/3 del differenziale di rendimento. Quindi, i flussi di liquidità sono stati convogliati nell’asset di rischio per eccellenza, portando l’indice MIB40 TR al suo massimo splendore, in coincidenza del minimo storico dello spread a 100 bpts. 

Almeno dal punto di vista finanziario, l’Italia è splendente, di sicuro non rappresentativa dell’economia reale e sociale, piena di crepe da tutte le parti, tanto da far abbacchiare il più ottimista dei temerari. In conclusione, il 2024 è stato spettacolare, irreplicabile se si pensa che è seguito ad un già performante 2023, successo raramente nel passato. Pertanto, c’è da stare in campana per il 2025 perchè ci sono gli ingredienti per stornare o almeno prendere pausa dopo tutti questi ripetuti, consecutivi, vertiginosi, massimi storici, prima tra tutti l’imprevedibilità delle sortite di Trump, come fu nel suo precedente mandato presidenziale. Se per caso sentirete dire “no, ma stavolta è diverso!” potrebbe essere un campanello d’allarme e sorridete pensando alla leggenda del lustrascarpe di Rockfeller, e ad ogni buon conto: meglio prevenire che curare.

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