Oltre ai soliti resoconti di fine anno, che valgono ben poco come garanzia per il futuro, siamo soliti essere subissati di previsioni per l’anno che verrà, tendenzialmente positive, perché l’industria finanziaria ha bisogno che la gente resti investita, soprattutto sul gestito:
- Il fronte ribassista, oramai sfinito da questo prolungato rialzo, ha sempre meno forza, si augura che prima o poi ci azzeccherà, ma forse il vero ribasso arriverà davvero solo quando anche i più incalliti ribassisti avranno chiuso le loro posizioni
- Il fronte rialzista, pur con l’economia che lancia chiari segnali di difficoltà, trova sempre le ragioni per mantenere una view ottimistica, che sembra più una speranza che anche il nuovo anno veda le borse festeggiare con nuovi massimi in barba a P/E stratosferici e crisi aziendali sparse un po’ in tutto il mondo
Mi sembra che non ci sia una gran convinzione né tra i ribassisti (attaccati più alla speranza) né tra i rialzisti (dove comincia a serpeggiare la paura), del resto dopo le parole della Fed abbiamo assistito ad una veloce discesa, un rapido recupero e di nuovo una discesa dei mercati americani, tutto questo con una volatilità in aumento e una discesa costante dei bond a lunga scadenza, accendendo un campanello d’allarme anche a chi sta puntando molto sull’obbligazionario e sul calo dei tassi
Personalmente credo che ci sarà volatilità e incertezza fintanto che non si insedierà Trump, di sicuro molte delle sue mosse potrebbero preoccupare i mercati, per cui mi aspetto un mercato nervoso con nuovi affondi improvvisi sempre in agguato.
Quest’anno l’investitore in certificati, salvo rare occasioni in cui si sia riusciti ad evitare i tracolli di certi titoli presenti in tutti i portafogli, porta a casa un risultato tendenzialmente deludente se confrontato con quello che avrebbe potuto fare un investitore con un semplice ETF investito su S&P 500 o anche semplicemente su un certificato sugli indici, ma questo non significa che il prodotto certificato sia da abbandonare a favore di altre asset class.
Personalmente credo che nel 2025 sia da aumentare decisamente la percentuale investita sui certificati di investimento per questi motivi:
- Difficilmente gi indici saliranno più del 10% (anzi personalmente mi aspetto una discesa) per cui meglio un certificato sugli indici che può dare un 8-9% anche in caso di mercati ribassisti, che un ETF che rischia fortemente di dare risultati negativi
- Anche sull’obbligazionario starei molto attento, quando sembra troppo facile guadagnare sull’obbligazionario e vediamo gente comprare a man bassa l’Austria 2120, comincerei a stare un attimo più coperto ed anche in questo caso meglio un certificato sul PROSHARES ULTRA 20+ YEAR TREASURY che offre una protezione (e se ne trovano anche con rendimenti del 15-18% annui) e potrebbe dare buoni ritorni anche con tassi in ulteriore crescita sulle scadenze più lunghe
- I certificati possono fare bene anche in situazioni di debolezza dei mercati, basta scegliere strutture con autocall fortemente decrescenti che possano sopportare ribassi dell’ordine di 3-4 punti percentuali al mese
- Piuttosto che rimanere alla finestra per paura di una discesa dei mercati, si possono fare tante piccole operazioni su scadenze vicine che sono sempre meglio che rimanere liquidi solo perché si ha paura di perdere soldi
Vediamo allora due o tre approcci differenti:
- se cerco scadenze brevi in cui il tempo giochi decisamente a favore, anche se le barriere possono sembrare molto vicine: DE000VU1GG12 venerdì si comprava a 102.70 ed il 9 gennaio 2025 rimborsa 103,25 se Glencore, che vale 354,6 sterline non va sotto alla barriera posta a 291,866, abbastanza improbabile in solo 7 sedute di borsa; DE000UE40RF4 sono giorni che scambia tra 98 e 100 e dovrebbe rimborsare 100,90 se Enel il giorno 13 gennaio mantiene il prezzo sopra alla barriera posta a 6,1621€ (circa il 10% sotto al prezzo di venerdì 27 dicembre), difficile che Enel scenda così tanto proprio quando si avvicina lo stacco del dividendo (20 gennaio), che solitamente sostiene il titolo (a gennaio sia del 2023 che nel 2024 fece un suo massimo relativo proprio il lunedì prima dello stacco cedola)
- se cerco probabili autocall entro il mese di gennaio: XS2700646396 ha Mediobanca sopra strike del 15%, Poste e Renault sopra strike di oltre il 30% e rileva il 22 gennaio, data in cui potrebbe pagare il coupon del 2,01% e rimborsare anticipatamente, costa 101,21 per cui si potrebbe ottenere uno 0,8% in meno di un mese; IT0006763863 rileva il 2 gennaio, c’è meno margine in quanto il worst of è l’indice Eurostoxx Banks che dovrebbe perdere oltre il 2% nelle due sedute del 30 dicembre e del 2 gennaio, ma poco male, perché, se anche non rimborsasse è uno dei migliori certificati su indici in circolazione; DE000UM00BH1 con tutti i titoli sopra dal 37% di Intesa all’85% di Unicredit si riesce ancora a comprare da privati (venerdì si comprava a 1016 ma con diritto ad avere due cedole) per circa un 1% di rendimento (1013,54 il rimborso a fine gennaio).
- se cerco certificati con autocall fortemente decrescente su cui posso fare anche il tifo al ribasso, per cui casco sempre in piedi anche in caso di mancato rimborso: DE000VC42AF8 rileva il 7 gennaio e se ASML è sopra a 688€ rimborsa 101.70 (venerdì costava 100.80), se no va avanti un altro mese riducendo l’autocall di ben 4 punti al mese pagando un 1.7% mese; DE000VD7VJZ8 rileva il 15 gennaio e ha solo Renault sotto strike ma sopra al prezzo che ne favorirebbe l’autocall (gli altri sottostanti sono oltre il 40% in rialzo dai rispettivi strike), l’autocall scende solo dell’1% al mese ma il certificato scade nell’anno; XS2876272548 ha appena fallito l’autocall ma a gennaio scende al 94% ed ora Stm sarebbe a prezzi che la farebbero scattare, anche se la cedola all’1,84% e la scadenza a ottobre 2025 fanno quasi tifare per un ribasso di Stm così da portarlo avanti ancora un paio di mesi; DE000VC51VD0 che ha Stm worst of ma a prezzi che ne garantirebbero l’autocall a gennaio e autocall che scende del 3% al mese
- Se fossi positivo sui mercati andrei a cercare quei certificati a sconto sul nominale che mi garantiscono un extra performance in caso di rimborso anticipato, ma allo stesso tempo hanno una scadenza breve e una struttura autocall che ne favorisce l’autocall nel giro di due o tre mesi anche nel caso in cui la mia previsione rialzista andasse delusa (ma quanto meno il mercato abbia lateralizzato); sull’Europa i miei preferiti sono IT0006766205 che ha Bnp worst of, autocall che scende del 4% al mese e scadenza ottobre 2025, per cui entro marzo potrebbe centrare l’autocall; DE000VC8UCQ3 che ha Bayer come worst of, scadenza novembre 2025 e autocall che scende del 3% al mese ; sul mercato Usa invece punterei sul IT0006766668 che ha Coinbase come worst of ma può contare su un autocall che scende del 7% al mese, se preso a 960 e dovesse centrare il rimborso al 10 marzo (autocall all’86%) significherebbe incassare 3 cedole del 2.5% oltre a 4 punti di capital gain sul prezzo pagato (quasi un 12% in due mesi e mezzo); simile ma con autocall che scende del 5% al mese e barriera più bassa posta al 50% c’è il IT0006766817, anche lui ha Coinbase come worst of e un rendimento decisamente elevato (2.842% al mese) cui si aggiunge il capital gain grazie allo sconto sul prezzo.
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Vi aspetto al mio prossimo GB CERTIFICATES – mercoledì 08 gennaio 2025 alle 0re 14:00 sul nostro canale YouTube – dove vedremo insieme come sarà partito il nuovo anno e quali altre opportunità il mercato avrà saputo offrire.
GUARDA QUI - 08 GENNAIO ORE 14:00
Giovanni

