6 Febbraio 2024 Borsino

Memoria selettiva e bias: il connubio del trader fallace

 

Anche questa settimana non ha regalato spunti particolari da commentare, il mese di gennaio si conclude con una variazione leggermente positiva, tenuto conto che la performance dell’ultima settimana coincide (+1,11%) con quella mensile a dimostrazione del fatto che non c’è stato nulla di eclatante. Questa statistica purtroppo o per fortuna la si constata solo a posteriori, cio’ non di meno dovrebbe essere tenuta a mente per aiutare almeno il trader di breve periodo ad avere le probabilità a favore, impostando un’operatività che si basa su comportamenti passati. Eppure il condizionale è d’obbligo perchè dalla teoria alla pratica, tra il dire e il fare, c’è di mezzo la psicologia che incide per un buon 85% sulle decisioni operative messe a mercato. 

Responsabile di questo importante, quanto sottovalutato problema di valutazione è ascrivibile alla cosiddetta memoria selettiva, cioè l’errore, a volte inconsapevole (più remoto, per istinto di sopravvivenza) di selezionare solo alcune informazioni da tenere a mente. Il risultato di questi bias cognitivi sono molto più diffusi di quanto si possa immaginare e nelle decisioni di trading di breve periodo sono molto più pericolose che nell’investimento di medio/lungo termine, appunto per la frequenza decisionale. La necessità di evitare di cadere in questa fallacia rende l’idea del motivo per cui la gestione dei propri investimenti finanziari è statisticamente perdente se non si ha una profonda consapevolezza dei propri limiti, sia conoscitivi che valutativi. Per tanto che ci si impegni, l’unico vero alleato è il rapporto rischio/rendimento, che piaccia o no, bisogna imparare a prezzarlo, per evitare di essere in balia di eventi avversi che nessuno può prevedere e questo aspetto è particolarmente accentuato per la tipica aleatorietà in ambito finanziario.

Se si accetta che è difficile investire soldi in borsa, si deve ammettere che non bisogna prendersi in giro a raccontarsi di essere capaci per quanto successo dal 2020 ad oggi, tant’è che i periodi più complicati potrebbero essere quelli che ci attendono d’ora in avanti. Quando i mercati hanno una tendenza di fondo così marcatamente ed inaspettatamente rialzista con storni fisiologici e ripresa a fare nuovi massimi anche i più sprovveduti riescono a portare a casa la pelle. Le spiegazioni del giorno dopo, del perchè e il percome, servono solo a riempire di ciarlate il vuoto che separa i teorici dagli operatori che macinano eseguiti con soldi veri. In conclusione, la memoria storica dei mercati serve a poco per coloro che selezionano quella che fa comodo, e questi ultimi anni in cui se ne sono viste di tutti i colori, per di più umanamente molto gravi, non hanno impedito ne fatto esitare ai cinici mercati finanziari di segnare massimi storici, a dimostrazione del fatto che la percezione della realtà è distorta e profondamente malleabile, umorale, tanto da poter affermare che per gran parte dei loro alti e bassi, gli strumenti finanziari sono paragonabili ad un encefalogramma del sentiment collettivo degli investitori.  

 

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