28 Gennaio 2024 Borsino

Il calibro della Lagarde si misura in nanometri

 

Tira aria di stanchezza a Piazza Affari, +0,32% in una settimana soporifera persino per l’attività dell’heavy-trader, costretto a sbarcare il lunario spostando la sua attenzione su mercati e strumenti più liquidi e frizzantini, cioè in definitiva in USA. L’unica attesa quanto sopravvalutata conferenza che andava in onda in settimana è stata quella della medesima deludente e tediosa avvocatessa “ Madame Lagarde” che per essere la massima rappresentante dell’autoritaria BCE lascia sempre insoddisfatti gli operatori che vivono di pane e finanza. Potrebbe sembrare un aspetto banale e sproporzionatamente piccato il titolo dell’articolo odierno, ma il malumore, per chi non lo sapesse, è stato ribadito addirittura da un sondaggio dei suoi colleghi che ne hanno evidenziato in maggioranza le lacune per l’incarico che riveste. E non è di poco conto che al netto delle gaffe che ogni tanto le scappano, si muova solo al traino di quanto decide la Fed, il che è ancor più grave perchè è come confrontare mele con pere, in quanto i mercati americani continuano nella coerenza dei positivi risultati economici, al contrario di quelli europei che non perdono occasione per mandare segnali dall’economia reale per nulla incoraggianti. 

Il comportamento del burocrate copione rischia di compromettere le prospettive future dei mercati finanziari, e se non è per incompetenza quantomeno è per negligenza di ruolo responsabile, lacunosa già nella forma espositiva, figuriamoci se è deficitaria nella concretezza interventista, sia mai! Commentando i mercati finanziari, come detto in premessa, il domestico MIB40 è sottotono, oscurato dal più interessante e movimentato mercato d’oltreoceano, in cui sfoggiano consuntivi e prospettive, a volte esaltanti e qualche volta deludenti, con particolare fermento e attesa per “le magnifiche dell’AI”. L’asset obbligazionario sosta nel limbo, indeciso tra un recupero delle quotazioni massime toccate a fine anno, disatteso dall’azionario che non storna, e un affondo ad un’area di gioco più consona a tassi più alti perchè l’inflazione non molla e la geopolitica non trova pace.  

Gli indici azionari sostano nelle aree dei massimi storici, incuranti di qualsiasi notizia negativa giunga e questo può essere letto in due versioni opposte: effettivamente va tutto meglio del previsto oppure attenzione che gatta ci cova per una inversione. Forse potrebbe sbloccarsi qualcosa il 31 gennaio in occasione della conferenza della Fed, non tanto sull’evidente e scontato rinvio del taglio dei tassi (nell’articolo precedente veniva titolato senza indugi il non senso!) bensì la prospettiva e le motivazioni. I più attenti avranno notato come già in occasione dello speech della Lagarde i mercati abbiano contraddetto la sua narrativa e sarà curioso vedere come reagiranno in USA, in schedina calcistica sarebbe 1 secco su nessun taglio, ma una tripla su quando e quanti ne farà in futuro, dipendente dai dati che arriveranno dall’economia di volta in volta.     

 

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