Maggio da record!
Si chiude il mese di maggio come uno dei migliori in assoluto, considerando il significativo stacco dividendi che andrebbe aggiunto al livello netto del MIB40. Piazza Affari si mantiene in alta classifica tra gli indici più performanti a livello mondiale e questa caratteristica poggia sulla performance premiante focalizzata sui titoli della difesa, ma ancor più sul settore bancario/finanziario e assicurativo. L’Italia ha il primato di vantare un risiko bancario in atto come in nessun altro Paese, il che rende attraente gli investitori istituzionali che “coprono” il miglioramento del rating “Paese” soprattutto riguardo all’asset obbligazionario. Vanguard, il secondo depositario più grosso al mondo di investimenti finanziari, ha sentenziato un’aspettativa di ulteriore riduzione dello spread BTP/BUND con target 80 bpts. Tradotto ai minimi termini, il BTP è stimato relativamente più forte contro il Bund da qui a 12 mesi, quindi tendenzialmente il decennale italiano avrebbe un potenziale di apprezzamento di 20 bpts sul decennale tedesco.

Il volano che mantiene virtuoso questo aspetto economico di Piazza Affari va a cascata a beneficio del settore finanziario, pieno zeppo di titoli del Tesoro che stanno risalendo la china dopo la debacle del 2022/23. Una possibile ulteriore motivazione, molto sotto traccia, potrebbe essere, condizionale d’obbligo, il fatto che le condizioni salariali sono tra le più basse d’Europa, mentre le tasse tra le più alte e la Spesa Pubblica per i servizi primari, leggasi Sanità, Istruzione, Investimenti Strutturali, sempre più scarsi. Quindi, gli italiani, destinati all’impoverimento supino al volere dell’Europa, rinunciano piano piano alla sovranità nazionale per un sacrificio che non vedrà mai la luce in fondo al tunnel.
Di sicuro “i ricchi non piangono” da un po’ e questa dinamica dei mercati, ancora nella fase iniziale, non porta in serbo nulla di buono per il ceto medio, che come unico sfogo può puntare sulle performance degli asset finanziari per cercare di mitigare l’inflazione reale, e non quella propinata dai giornalai. Possibilità di difesa molto poche, anche perchè molti asset hanno valutazioni alte, come ad esempio l’Oro, il Bitcoin, mentre il Debito Pubblico Mondiale è il tema più discusso e impellente dell’ultimo periodo, in quanto è ritenuto insostenibile (cit. J. Dimon, Ceo di JP Morgan). Se venisse meno la credibilità di ultima istanza dei Paesi debitori, ma anche solo cambiassero le regole di esigibilità (leggasi Cacs) sarebbe la miccia per scatenare l’inferno sulle borse… ma questa è una storia che straccerebbe il più fantasioso dei registi hollywoodiani. Buona festa della Repubblica Italiana.
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