Il mondo degli investimenti è pieno di occasioni perse, a volte l’indecisione negli acquisti, se ciò dipende dal voler raccogliere maggiori informazioni per poi essere più sicuro al momento dell’investimento, non va vista negativamente.
Quando invece si ha a che fare con un prodotto che si ha in portafoglio che non piace più, si dovrebbe provvedere quanto prima a sostituirlo con uno più performante; nel 90% dei casi questo non avviene, contabilizzare una perdita fa male e si preferisce rimandare la decisione, attaccandosi alla speranza che il titolo incriminato risalga.
Il tempo passa inesorabile e spesso succede l’esatto contrario di quello che speravamo: l’investimento continua a peggiorare, le perdite potenziali aumentano e le difficoltà di agire vanno pari passo: alla fine si diventa cassettisti e ci si attacca solo al tempo, confidando che questo possa sistemare le cose.
Ma se le azioni o i fondi li puoi tenere a vita, magari pensando di lasciarle a figli o nipoti, altre forme di investimento hanno una scadenza precisa e quindi ti impongono di effettuare una decisione prima che arrivi la scadenza o, peggio ancora, attendere passivamente il prezzo di rimborso.
È il caso dei certificati di investimento, oggi bene o male siamo un po’ tutti in sofferenza, ma pochi sono attivi e pensano a come superare questo momento per migliorare le probabilità di veder risalire il valore del proprio portafoglio più velocemente.
Purtroppo queste fasi di mercato portano sempre più persone a pensare che siano meglio i certificati a più lunga scadenza, perchè danno più tempo per vedere il mercato risalire e la perdita non realizzata; c’è poco da spiegare concetti matematici complessi per convincerli del contrario, fa troppo male realizzare una perdita, meglio aspettare tempi migliori che il più delle volte non arrivano.
Oggi prendo un caso specifico: il titolo Stellantis, è sottostante di ben 890 certificati di investimento, difficile pensare che non sia presente in tanti portafogli.
Già nell’uovo di Pasqua troveremo un regalo che potrà essere gradito ai possessori delle azioni Stellantis, ma decisamente meno ai possessori dei certificati: il pagamento del dividendo, che, anche se ridotto a 0.68€, è pur sempre un 8% dell’attuale valore del titolo.
Nel prezzo dei certificati è già stato considerato, per cui non c’è alcuna penalizzazione nel prezzo che vedremo alla riapertura dei mercati, di sicuro però il possessore di un certificato su Stellantis, che già non se la passa bene, vedrà le sue barriere sempre più lontane (se già sono state violate al ribasso, o sempre più vicine qualora siano ancora sotto al prezzo attuale di Stellantis.
Il prezzo del certificato sarà più o meno quello di prima dello stacco dividendo, ma la percezione del possessore del certificato sarà sicuramente peggiore di quella che aveva quando il titolo quotava sopra gli 8€.
Poi c’è chi guarda l’analisi di scenario (che non ti dice quanti dividendi verranno staccati da quì alla scadenza del certificato) come fosse vangelo ed ora vedrà il sottostante terribilmente più vicino alle barriere; io stesso, che potevo vantarmi di aver eliminato tutti i certificati con barriere alte (le più basse erano intorno ai 7€), e potevo considerarmi messo particolarmente bene solo un mese fa quando Stellantis era ampiamente sopra 11€, non sono certo tranquillo nel vedere barriere così vicine ed ho cominciato a liquidare almeno quelli che non stanno pagando più cedola.
Oggi si cerca più che mai protezione, per cui vengono sponsorizzati i Fixed cash collect Airbag decantandone le doti di resilienza; ok, sicuramente vero, ma occorre anche in questi casi uscirne per tempo, quando ancora la perdita al netto delle cedole incassate è contenuta in un 10-15% a fronte di un worst of che è a -35/40%, perchè non fare uno switch ora ed assistere ad un ulteriore ribasso del worst of porta a perdite decisamente più alte (il certificato ha oramai perso le sue doti di resiliente), basta vedere questo certificato, amato dai consulenti finanziari proprio perchè considerato super prudente, codice isin DE000VD5T7R7, un fixed cash collect airbag emesso un anno fa su Stellantis (con strike a 20€), Unicredit e Banco Bpm; in emissione probabilmente faceva parte di quei prodotti che fanno vedere un’analisi di scenario sempre verde (sino a -60/70% del worst of), tanto da tranquillizzare qualsiasi investitore; le cedole garantite consentono anche al consulente di dormire sonni tranquilli e rimandare tutto alla scadenza del certificato (3 anni).
Peccato che, quando ci sono questi movimenti al ribasso così repentini e si fa un gran parlare della crisi del settore auto per via dei dazi (ma il settore era già in crisi da prima) il risparmiatore comincia a chiedere al consulente finanziario come va il suo investimento e scopre che a fronte di 11 cedole incassate per un misero 7% si trova un bel -33% sul prezzo del certificato!!
Ora qualche consulente mi chiede cosa poter consigliare al cliente: lo switch andava fatto ben prima, quando ancora la struttura aveva assorbito meglio la prima parte del ribasso di Stellantis, ma anche il consulente preferisce solitamente rimandare il problema che questa perdita potrebbe portargli nel rapporto col cliente.
Io sono sempre stato contrario a questo tipo di prodotti, l’unica cosa certa è il rendimento scarso se le cose vanno bene, e se le cose vanno particolarmente male le perdite sono talmente dolorose che difficilmente bastano dieci prodotti che vanno bene per compensarle; per cui la considero una strategia perdente.
Ma adottare strategie più dinamiche richiede un maggior dispendio di energie ed essere pronti a cambiare cavallo prima che le perdite si gonfino e diventino difficilmente recuperabili con questa tipologia di prodotti.
A questo punto si cercano prodotti a sconto come questo autentico obbrobrio di Morgan Stanley, codice Isin DE000MS0H0M9 che ha staccato un 10% di maxicoupon e ora paga cedole dello 0,6% mese, ha i titoli sopra strike ma difficilmente andrà a rimborso anticipato; pensate a chi lo ha comprato in emissione a febbraio che, coi titoli sopra strike si trova ad aver incassato un 10% ed essere sotto di un 23%! Ma anche chi lo vuole comprare adesso per via del prezzo super scontato (non oso pensare le commissioni implicite che si è presa Morgan Stanley), ideale per uno switch classico, si trova ad avere un prodotto che scade tra 5 anni con un rendimento del 15% p.a. e barriere al 60% (5 anni di dividendi sulle banche sono tanti): per cui anche un prodotto che ora è praticamente a zero commissioni implicite può essere un pessimo prodotto.
Non sarà a sconto sul prezzo ma molto meglio allora una delle mie ultime segnalazioni riguardante il settore bancario: codice Isin DE000VG82DJ1 che esprime un rendimento del 22.69% su base annua e dura solo 18 mesi.
Ma se uno preferiva avere tutti i titoli sopra strike ho segnalato anche questo: codice Isin DE000VC7UCD3 per un probabile 2.5% in meno di un mese in caso di autocall (ma rendimento dell’1% mese, per cui, qualora dovesse fallire l’autocall, a rischio di forte ribasso nella quotazione).
È chiaro che il secondo, il DE000VC7UCD3 sembra più prudente, ma se dovesse fallire l’autocall ne sapreste calcolare l’impatto sul prezzo? probabilmente se le banche perdono un 10%, tanto da non farlo andare in autocall, anche il DE000VG828DJ1 scenderà di prezzo ma è più facile che poi assorbirà l’urto in meno tempo, avendo cedole più alte e autocall fortemente decrescente.
Per cui ognuno può decidere in base alle proprie idee e/o percezione del rischio; il mio è un lavoro costante di ricerca di soluzioni, ovviamente tirando sempre fuori il meglio che offre il mercato.
Non ho la sfera di cristallo per cui non posso prevedere i prezzi dei titoli e di conseguenza quale sarà il certificato che andrà meglio (a meno che non abbia gli stessi titoli e barriere), l’importante è partire bene nella selezione e poi saper agire per tempo quando si rende necessario intervenire.
Ma torniamo al certificato su Stellantis, il “superprudente” (in emissione) Fixed cash collect Airbag, codice Isin DE000VD5T7R7.
Allo stato attuale il certificato, ipotizzando Stellantis si mantenga su questi prezzi (7.50€ scontando il dividendo) renderebbe circa il 7% annuo (rimborsando 77 punti comprensivi di tutte le cedole garantite), decisamente poco se pensiamo a cosa si potrebbe oggi comprare sul mercato con scadenza simile.
La difficoltà sta nel far digerire al cliente la convenienza matematica di uno switch su un prodotto a maggior rendimento e migliori protezioni, tutto passa dal convincerlo a vendere in perdita!!
Il primo che mi viene in mente che va un po’ incontro alla psicologia del cliente (in quanto quota a sconto, essendo una sorta di recovery) è il prodotto di Marex, codice Isin IT0006768508 con tre sottostanti a strike attuali e prezzo intorno a 850, che paga cedole dello 0,834% e ha un rendimento a scadenza del 19.5% che si alza notevolmente in caso di autocall alla prima data utile.
Consideriamo che il vecchio prodotto deve vedere un rialzo del 60% delle quotazioni del titolo Stellantis per poter andare sopra barriera, mentre l’altro ha la barriera sotto ai 5€ per cui potrebbe pagare il rendimento previsto anche in caso di ulteriore discesa del titolo Stellantis (cosa abbastanza probabile anche se non così accentuato come nell’ultimo anno).
Se ipotizzassimo due scenari a due anni di Stellantis , il primo a 9€ ed il secondo a 6€ (+20% e -20%) cosa otterremmo nei due casi?
Nel primo caso tra cedole e rimborso del capitale incasseremmo circa 90 punti (in caso Stellantis valga 9€) o 64 punti (in caso Stellantis valga 6€)
Nel secondo caso incasseremmo in entrambi i casi 1200 punti, ma potrebbe anche capitare in caso di rialzo dei titoli di essere liquidati prima della scadenza e poter reinvestire la somma così da ambire addirittura ad un capitale ben superiore ai 1200 punti previsti inizialmente alla scadenza dei due anni.
In entrambi gli scenari è decisamente meglio fare lo switch, probabilmente il prezzo di Stellantis che servirebbe per poter affermare che è meglio stare fermi col vecchio Fixed airbag è almeno 10€, pari ad un rialzo di circa il 33% di Stellantis.
Sperare che ciò accada è sempre possibile.
Ed è quello che oramai fanno in tanti, soprattutto chi, ad agosto dello scorso anno, mi aveva accusato di catastrofismo su Stellantis e fece un post su Facebook che induceva i lettori (seguaci del gruppo) addirittura ad incrementare i prodotti su Stellantis, erano ben 6 i certificati citati e neanche su quello con barriera 12€ si nutrivano dubbi sulla bontà dell’investimento.
I sei certificati in questione erano:
NLBNPIT25H57 bid a 63.25 , barriera 8,89€ CH1243093759 bid a 713 barriera 8,41€ CH1300969446 bid a 713 barriera 9,15€ DE000HD04CU0 bid a 64 barriera a 8,824€ CH1261320126 bid a 542 barriera 10.097€ CH1316651228 bid a 614 barriera 12,08€
Un bel -35% medio probabilmente destinato a peggiorare, visto che non ce ne è uno con Stellantis sopra barriera, ma di switch in certe chat è difficile che se ne parli perché comunque è riconoscere di avere sbagliato, ricordiamo sempre che chi è troppo arrogante difficilmente riconosce i propri errori e corre ai ripari per tempo.
Non oso pensare quei consulenti che, non lavorando MTM (mark to market) , riporteranno nei loro report le cedole incassate senza dire la reale situazione del portafoglio dei loro poveri clienti, almeno fintanto che non scadono: ci credo che sostengano che siano meglio i certificati a lunga scadenza (garantiscono di tenere agganciato il cliente a lungo sperando nel recupero); di sicuro è meglio per loro, per i clienti non credo proprio.
Di sicuro tutti noi abbiamo i nostri cadaveri in portafoglio, con barriere più o meno lontane, ma ora che gli spread sono tornati stretti, di sicuro cercherò di migliorare le possibilità di risalita dei miei portafogli modello, e non mi importa la contabilizzazione di una perdita, se questa mi permette di andare a investire meglio il capitale di cui dispongo.
Poi c’è chi di fronte ad una perdita consistente dice: “dopo sta botta di minus, non ho il coraggio di sostituire niente , vendo e basta”.
Posso capirlo, probabilmente se avesse deciso in totale autonomia senza condizionamenti esterni, non avrebbe mai venduto, sperando in un recupero dei sottostanti; il problema è che se anche non vendi il tuo portafoglio ha le minus, anzichè realizzate sono solo potenziali, ma il valore del tuo portafoglio è sempre quello (ovviamente valorizzato MTM).
Forse non vado a cercare degli switch, ossia non vado obbligatoriamente a cercare switch su prodotti che valgono più o meno quanto quello che ho venduto, ma vado a cercare i migliori rendimenti di mercato in rapporto al rischio.
Oggi ritengo il XS2872764514 uno dei migliori prodotti del mercato in quanto ha Eni come worst of e paga una cedola mensile del 2.0833%, altissima e dovuta in gran parte alla volatilità di Siemens Energy, che però oggi è il best of del certificato a +10% da strike, ma anche in questo caso il prodotto in altri lidi era stato criticato accampando costi elevatissimi del kid (tra l’altro a seconda di dove lo si scarichi si hanno costi diversi, su Directa è il 2%, sul sito di City è al 3,5% e nessuno fa niente per rendere più trasparenti questi costi che sembrano sparati a caso).
Anche il XS2998070614, preso subito in emissione a 100, altro prodotto eccezionale che paga un 3% al mese (se uno vuole rimanere sui sottostanti come Kering Stellantis ed Stm) oggi costa 102 lettera nonostante il Kid evidenzi costi bassissimi (1.29%), se avessi deciso di aspettare a comprarlo perché in emissione era “caro” (non so cosa riportasse il kid, forse il 3%) anziché comprarlo a 100 oggi lo dovrei comprare a 102!
Nell’ultimo mese ho sicuramente il rammarico di non essere intervenuto per tempo, ma il ribasso è stato velocissimo e subito accompagnato da esplosione della volatilità e allargamento dello spread da parte degli Emittenti, per cui potevo agire solo sui turbo a copertura (e l’ho fatto almeno con il corretto timing nel giorno del grande rimbalzo del mercato, con Stm e Stellantis che avevano aperto a +15% rispetto al giorno precedente) e solo ora che gli spread sono tornati stretti cominciare a pensare di fare i dovuti interventi (anche se so anch’io essere tardivi e quindi più dolorosi).
Per cui prossima settimana sarà mia cura continuare a cercare validi sostituti dei prodotti attualmente sofferenti.
Sul sito di Marex, forse il più attivo ad emettere prodotti a sconto ci sono ben 3 prodotti di nuova emissione con prezzo di emissione a sconto:
Codice Isin IT0006768698 con prezzo di emissione 778 e scadenza 2 anni (su Coinbase Carnival e Arm)
Codice Isin IT0006768680 con prezzo di emissione 840 e scadenza 2 anni (su Nvidia tesla e Apple)
Codice Isin IT0006768664 con prezzo di emissione 850 e scadenza 4 anni (su Novo Nordisk, Enel, Barclays e Paypal)
Tutti e tre i prodotti hanno fatto strike giovedì sera, ma i primi due saranno sul mercato il 23 aprile, mentre l’ultimo è già sul mercato.
Quest’ultimo non mi piace molto visto che esprime un flusso cedolare basso e basso è anche il rendimento a scadenza (11%), per cui c’è solo da sperare nell’autocall ad ottobre; gli altri due invece penso possano essere abbastanza utili ed ho già in mente quali prodotti potrebbero andare a sostituire, anche questi hanno un grande rendimento in caso di autocall alla prima data utile, ma anche se dovessero arrivare a scadenza (solo 2 anni) beneficerebbero del prezzo iniziale a sconto ed offrirebbero un rendimento ben oltre il 20% annuo
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Giovanni Borsi

