A Piazza Affari inferno e ritorno
Il MIB40 chiude un consuntivo settimanale negativo del -1,79% ma passerà alla storia la follia delle escursioni infragiornaliere che gli investitori hanno visto accadere. Episodi più unici che rari, seppur tenuto in conto quel mattacchione di Trump, che rischia la denuncia per insider trading, cioè l’utilizzo di informazioni riservate per vantaggi personali. In sostanza, la settimana apre in profondo rosso infernale per l’applicazione confermata dei dazi al mondo intero, poi fa un tweet a mercati aperti che è l’occasione di comprare le azioni, e poco dopo ufficializza l’intenzione di sospendere per 90 giorni i dazi. Gli indici azionari hanno vissuto escursioni da cardiopalma, prima al ribasso e poi al rialzo, facendo un po’ perdere credibilità sia al Presidente degli Stati Uniti d’America, l’uomo più potente al mondo, che al sistema finanziario in generale, costretto a passare da un opposto all’altro e mettendo in seria difficoltà gli istituzionali. Si consideri che molti speculatori hanno preso botte da orbi e oltre il danno di chiudere le posizioni rialziste in grosso loss, si sono visti pure cornuti e mazziati da una fortissima ripresa delle quotazioni, rimanendone fuori. Fior fiore di professionisti sono stati spazzati via dal questi svarioni dei mercati e difficilmente riusciranno a recuperare le perdite ingenti oltre al fatto che lo spirito tenace è andato sotto i tacchi.

Il duello è aperto essenzialmente tra gli USA e la Cina sul tira e molla dei dazi, non c’è molta serenità, anzi c’è poca certezza sui mercati finanziari, probabile però che sia in prospettiva “tanto fumo e poco arrosto” e che Trump torni sui suoi passi, quindi l’aspettativa è più positiva che negativa. Il MIB40 ha visto le montagne russe con minimi vicino all’area dei 30.000 per poi chiudere a 34.000, escursioni provocate da sottostanti che hanno perso percentuali a doppia cifra, segnando nuovi minimi.

Colpite Stellantis (-12,64%) ed Eni (-11,91%) seguite da Enel (-5,74%) a cui hanno fatto da contraltare Unicredit (+5,6%) e Leonardo (+5,4%) che comunque hanno mitigato ben poco la settimana di Borsa Italiana. Il petrolio crolla a 55$ per poi recuperare i 60$ nuovi record storici dell’oro a 3.230$ Bitcoin resiste agli affondi e riprende gli 84.000$. Ma il vero protagonista di questa bagarre borsistica è il crollo del Tresury bond americano, che ha vissuto una debacle storica, affossata dai timori di default del Debito Pubblico USA, contraddicendo le intenzioni di Trump di smorzare inflazione e ribassare i tassi d’interesse alti per un debito insostenibile. La settimana entrante sarà molto probabilmente più promettente e permetterà agli investitori di riprendersi, chissà che Trump accondiscenda a trattative più distensive e meno attaccabrighe.
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