18 Febbraio 2024 Borsino

Contestualizzare le valutazioni per ponderare il rischio

 

Piazza Affari raggiunge nuovi massimi, archivia un settimanale positivo consecutivo del +1,85%  ad un passo dai 32.000 punti, dimostrando ancora una volta che i limiti sono appannaggio delle menti prive di fantasia e curiosità, nel bene, raramente, e nel male, molto più spesso deleterio. Analizzando i 40 principali titoli che compongono il MIB40 si può evincere un contributo differente, probabilmente per una rotazione che non permette all’indice di rifiatare, per di più una rotazione tra le blue chips più capitalizzate e influenti e non generalizzato e salutare. Quindi bisogna tenere bene a mente l’incidenza dei titoli a maggior coefficiente di ponderazione, i più utilizzati per replicare gli indici, va a discapito dei titoli minori, dimenticati e penalizzati, seppur di valore. 

Due esempi valgono più di mille parole: se la rotazione avviene tra Enel ed Eni o Ferrari e Stellantis tenderà ad essere tanto più influenzato l’andamento del MIB40 quanto più andrà oltre 1 il loro beta (o anche la loro reciproca differenza di beta) mentre se la rotazione avviene tra Unicredit e Banco Bpm o Generali e Unipol nessuno se ne accorge osservando l’indice. Questo serve a significare quanto il trader retail alla ricerca spasmodica della gallina dalle uova d’ora, spesso si imbatta in una sonora cantonata, puntando su un singolo titolo, anziché sull’indice principale o su quello settoriale, ignorando il fattore beta, puntando sul “fattore C”, anzi no, puntando sulla propria furbizia… appunto! Questo metodo di osservazione e pianificazione degli investimenti alla lunga paga sempre perchè non si discosta dall’andamento medio dei titoli principali e soprattutto si evitano perdite su singole società che non riusciranno più a recuperare le quotazioni perse.

Negli ultimi mesi queste accortezze permettono una migliore modulazione del rischio/rendimento del proprio investimento, Unipol (titolo migliore della settimana a +20%) ad esempio sta rivedendo quotazioni relative al 2011, esclusi i lauti dividendi. Oppure MPS che potrebbe spiccare il volo perchè ha cambiato pelle, è ristrutturata, seppur senza riscattarsi da un passato disastroso, ma questo è un problema di chi le ha tenute e non rivedrà mai più i soldi persi. Realtà societarie come Eni, Enel, Generali, tendenzialmente non tradiscono perchè possedute da investitori istituzionali, oltre a business consolidati come Stellantis, Ferrari, Stm. In definitiva, bisogna fare attenzione a cambiare idea velocemente quando è sulla bocca di tutti una versione estrema e modaiola, le chiacchiere da bar per intenderci, che non tiene conto del contesto generale, delle variabili in corso e di quelle potenziali ed inaspettate che possono essere valutate solo in funzione della propria propensione al rischio/rendimento. Il beta del proprio portafoglio è l’amplificatore della variazione degli strumenti che lo compongono… e tu conosci il tuo beta?!   

 

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