27 Maggio 2024 Borsino

Ipotesi aumento dei tassi: giù le utilities

 

Piazza Affari chiude la settimana dei dividendi perdendo l’1% corrispondente, mantenendo la compostezza che la sta contraddistinguendo nel panorama azionario mondiale tra le migliori, se non la migliore. Il MIB40 si mantiene in area 34.500 senza ancora mostrare alcun segno di cedimento, il che fa comodo a molti, ma il dubbio sorge spontaneo: chi compra? Un’analisi più approfondita ed un occhio esperto permettono di distinguere le increspature di superficie rispetto alle profondità dei mercati e la deduzione più aderente alla realtà è che negli ultimi tempi ogni piccolo rialzo è accompagnato da ricoperture. Infatti, chi va contro il mercato, cioè shorta i derivati con sottostanti azioni e indici, si trova costretto a ricoprirsi chiudendo le posizioni, appunto comprando ciò che aveva venduto scoperto. Questa dinamica, giocoforza, alimenta un rialzo che sta perdurando da molti mesi e la probabilità che si stia raggiungendo il culmine è più alta rispetto ad un proseguimento di pari entità.

La statistica ci viene in aiuto, ma di cui non bisogna prendere troppo affidamento nel breve periodo perchè non potrà mai essere una scienza esatta, altrimenti sarebbe tutto pressochè statico ed in equilibrio. Subentra quindi la speculazione, specie quella di brevissimo termine, non a caso dall’introduzione delle zeroDTE, opzioni con scadenza giornaliera, l’operatività dei derivati non lineari si è ridotta drasticamente sul medio periodo, concentrandosi sul brevissimo. Questa novità, unita al fatto che i tassi potrebbero rimanere alti più a lungo del previsto, sta stravolgendo anche la speculazione di breve, che a tutt’oggi è insistentemente al rialzo. Qualcuno ipotizza addirittura la possibilità che non solo i tassi non subiscano alcun taglio quest’anno, ma che possano pure aumentare ed il settore azionario che più ne subisce è quello delle utilities (Enel -3%). 

Se tanto mi da tanto, le previsioni sbagliate a fine 2023 di diversi tagli si dovrebbero compensare con altrettante previsioni opposte, di aumento dei tassi, così da ipotizzare che la verità stia nel mezzo. Una visione d’insieme, cercando di essere il più oggettivi possibile, rileva un mercato azionario stanco rispetto ad un obbligazionario che può perdere sempre meno appeal per via del suo ruolo di contenimento e riparo da crash degli indici azionari, seppur ancora in fase embrionale. Tant’è che i portafogli modello dei grandi investitori non sono da considerare a compartimenti stagni, bensì in relazione tra loro per consentire di attutire le variazioni estreme e ridurre i rischi complessivi rispetto ai rendimenti attesi. Petrolio (77$) e oro (2.340$) leggermente deboli, mentre il Bitcoin in area 69.000$ con ampie oscillazioni anche intraday si candida come lo strumento più adatto per la speculazione mordi e fuggi.

 

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