3 Maggio 2024 Certificati

Chiedete a questi signori che hanno scritto il MANUALE COMPLETO sui certificati che mosse hanno intenzione di fare qualora i mercati girassero pesantemente in negativo.  Forse qualche switch a disastro avvenuto.

È da gennaio che vengo regolarmente attaccato sui social per aver sovrappesato Smart Etn nei miei portafogli, o deriso per aver acquistato dei certificati reverse, addirittura quando SPIEGO TECNICAMENTE UN CERTIFICATO, come è stato il caso del XS2394967173, col quale sono stato bersagliato di critiche gratuite e soprattutto non supportate dalla CONOSCENZA.

Se c’è una cosa che mi identifica nel panorama dei traders e/o formatori italiani è la facilità con cui oso sui mercati, non sono certo uno che ha bisogno di ripetuti confronti o supporti esterni per prendere una decisione di investimento, anche quando questa è dolorosa, come quando ho deciso di vendere in perdita un prodotto dando spiegazione della mia mossa.

La scelta di acquistare un certificato piuttosto che un altro ricade per me sempre su uno dei prodotti migliori del momento (a livello di struttura paragonata ad altri prodotti simili), senza avere la presunzione di cercare di prevedere il futuro andamento dei relativi sottostanti, su cui nessuno di noi ha alcun potere.

Nel 2022 mi esposi subito (e non a rimborso avvenuto, quando è facile lodarsi di averci beccato) quando fu emesso il famoso Airbag di Citigroup al 21% di rendimento annuo, in quanto il confronto era talmente evidente che nessuno poteva ribattere sull’argomento (probabilmente oggi riuscirebbero a criticare anche quello, magari perché era un decrement).

Anche nel 2023 dissi con largo anticipo che il miglior certificato sarebbe stato il IT0006754300 e così è risultato dalla votazione fatta dai miei lettori a dicembre 2023 (un campione di circa 2700 utenti).

Oramai giugno si avvicina ed il certificato XS2394967173, se dovesse scadere e pagare 1200 o 1300 punti, non avrebbe rivali con qualsiasi confronto, perché comprato a 1040 (max rischio 4%), venduto a 1125 e ricomprato a 1040 (rischio totalmente azzerato) è di fatto blindato e se anche dovesse rimborsare 1000 a livello tecnico nessun certificato del mercato aveva un tale rapporto rischio-rendimento; ma bisogna capirle le cose prima di azzardare una critica!!

Recentemente mi è caduto l’occhio su un libro sui certificati di oltre 400 pagine, i cui autori hanno avuto il coraggio di definire MANUALE COMPLETO, ed in cui ci sono solo 10 paginette alla fine che parlano di operatività. Il problema è che quelle poche pagine sono piene di errori banali, che andrò di seguito brevemente a svelare.

Questo un estratto del libro in questione, che è bene analizzare nel dettaglio:

Se investo 10.000 e incasso 8840 (tra cedole e vendita) perdendo 1160€ e poi investo 8197.50€ per ottenere a scadenza 10.000, ho un gain di poco più di 600€.

Se però gli autori dicono che dallo switch avanzano 600€ e vanno a considerarli un guadagno aggiuntivo, di fatto raddoppiano erroneamente le performances.

Considerando che il cliente medio solitamente capisce poco di matematica, il rischio è che si faccia andar bene il racconto come da libro e se ne vada a casa bello contento, come se avesse guadagnato il doppio di quanto effettivamente guadagnato.

Investito 10000, incassato 8840€, speso 8197.50, incassato 10000€ si fa presto a fare una semplice somma algebrica e vedere che il guadagno è di soli 642,5€ e non di certo di 1200€.

Un modo poi veramente poco trasparente di illustrare le contabilizzazioni delle operazioni consiste nel non usare il MTM (mark to market), così da fare sembrare a un occhio poco critico che le cedole sono guadagni e così nascondere le perdite potenziali!!

Di seguito uno screenshot di un mio conto personale su cui faccio i certificati:

Se io pubblicassi solo le operazioni chiuse, potrei fare sembrare che sul conto ho quasi 110.000 euro, ma è doveroso usare sempre il MTM, semplicemente perché più realistico, oltre che più trasparente. Il fatto che io continui a pagare capital gain dimostra che sto guadagnando, però la piattaforma mi dice che il patrimonio, se monetizzassi ora, è 91.166€ per via di un loss di 18.423€, che al momento è potenziale perché non è realizzato. Nel mio caso in realtà è un loss fasullo, perchè include i due reverse di Cirdan ai prezzi ante sospensione, che difficilmente a scadenza potranno essere quelli che mi dice ora la piattaforma, visto che li valorizza 13.000€ complessivi, mentre ai prezzi attuali uno rimborserebbero 20.000€ e l’altro 5.200€).

Come vedete non ho timore di far vedere anche le perdite, è sempre stato così sin dal lontano 2000, fanno parte delle regole del gioco e 24 anni di carriera non vengono certo cancellati da una perdita (ineliminabile nel nostro mestiere) o da un incidente di percorso come quello di aver sovrappesato Cirdan, sono ancora molte di più le perle e i consigli dispensati in tutti questi anni a centinaia se non migliaia di persone.

Il libro di cui sopra sembra più che altro una tesina di un bravo studente universitario, ben strutturato, con spiegato l’abc di ogni singola tipologia di certificato, buone tutte le tabelle e i grafici, anche chat gpt avrebbe potuto fare qualcosa di analogo, ma non c’è NULLA che ci dimostri una concreta esperienza sul campo, su come si sceglie un certificato e soprattutto su come lo si gestisce!

Sembra quasi che tutto quello che avevano da dire fosse il classico “Buy and hold” e, se le cose vanno male, si rimedia con uno switch, magari come quello spiegato nell’esempio nella foto precedente, che genera doppi guadagni!!

Quando i miei uomini mi dicono: “Guarda questo, guarda quello, tutti bei certificati con ottime barriere, anche al 40%”, io rispondo loro: “Tutto quello che proponete, pensate al prezzo del certificato se un titolo perde il 10% domani (vedasi Stellantis che ha perso pure di più in soli due giorni) e vi assicuro che se rende meno del 12%, non può essere meglio del certificato xxx e spiego loro i motivi con la sola forza della matematica.

Chi non capisce la materia ribatterà: “Io compro solo barriere almeno al 50% e questo è rischiosissimo perché ha barriere al 60%”. Invece NO, perché una barriera 60 con scadenza vicina è molto meglio di una barriera 40 o 50 a 2 o 3 anni.

Non si può avere la pretesa di pubblicare un libro in cui non c’è alcun riferimento su come valutare le barriere in funzione della scadenza o dei dividendi, non ci sono esempi del perché un certificato long possa salire se un titolo scende (i migliori certificati sono quelli per i quali non sai se è meglio tifare per il rialzo o per il ribasso del mercato), non si spiega come si muove il prezzo di un certificato (semplicemente perché non lo si sa spiegare) e tanto altro ancora.

Del resto quando non si capiscono le OPZIONI, non si può scrivere un libro sui certificati, se non limitandosi a scrivere una tesina universitaria ben fatta.

Ho trovato poi una castroneria sul decadimento temporale delle opzioni, per il quale sarebbe meglio ritirare il libro, affinché nessuno rischi di prendere per vera una spiegazione del genere.

Facciamo un semplice esempio su Stellantis che vale 20€ prendendo per buono quanto affermato in questo libro: se prendo lo strike 22€ di una opzione call e sottraggo da 22€ dello strike (prezzo di esercizio) i 20€ del valore dell’azione, ottengo 2€ e questo diviso per il numero dei giorni che mancano alla scadenza sarebbe il time decay di quell’opzione!!

Se questo fosse vero, allora tutte le opzioni con stesso strike ma scadenze diverse avrebbero lo stesso time decay!! Un’eresia!!

Queste frasi senza senso, magari copiate dal Fontanills, messe così possono solo disorientare il lettore.

La verità è che il prezzo dell’opzione perde maggiormente nella sua ultima settimana di vita IN TERMINI PERCENTUALI. Se consideriamo il prezzo in valore assoluto, se l’opzione da 1 va a zero, se la vendo non guadagno pressoché niente per via delle commissioni. A 3 mesi dalla scadenza invece magari vale 100, a due mesi vale 50 e a un mese vale 20: tradotto in soldoni, che è quello che interessa al lettore, se compro un bonus cap a 3 mesi dalla scadenza, guadagno molto di più nel primo mese che non nell’ultimo mese prima della scadenza, quando oramai le probabilità che rompa la barriera si sono ridotte al lumicino e probabilmente il costo dello spread denaro-lettera non mi permette di guadagnare nulla, proprio perché il grosso del guadagno è già nel prezzo del certificato.

Se vendiamo un’opzione su Nvidia, che ha un prezzo molto più alto di una azione Tesla (ipotizziamo che abbiano la stessa volatilità), non siamo penalizzati perché il time decay è minore.

E la stessa cosa vale per il valore del tick, non so dove hanno letto queste idiozie.

Se uno prendesse alla lettera queste frasi, dovrebbe trovare un titolo che vale molto poco (per cui ha un tasso di decadimento del tempo più veloce) e ovviamente ha il tick minimo molto più piccolo (e anche questo ci gioca a favore) e dovrebbe guadagnare molto più facilmente!!!

È chiaro che se il time decay lo misuri in valore assoluto e non in percentuale, la perdita di 1$ su Nvidia che vale 850$ incide pochissimo sia su Nvidia che sull’opzione, mentre la perdita di 1$ su Plug (che ne vale 2,5) azzererebbe qualsiasi call.

Io sarò anche complicato, ma nei miei vecchi articoli e nei miei vecchi webinar ho spiegato tantissime cose, ci vuole tempo per digerirle e farle diventare proprie.

Un mio solo articolo o un singolo webinar, ad un utente che già investe in certificati da anni, è sicuramente più utile di 400 pagine di NULLA. Definirlo Manuale completo mi sembra un po’ eccessivo, e soprattutto non all’altezza per chi si autodefinisce SUPER TECNICO.

Io eviterei di continuare a scrivere stupidate online e offline e semmai mi rimetterei a studiare, perché sul piano tecnico e sui numeri sono capace di disintegrare chiunque e questo è il motivo per cui prima dei subdoli attacchi legati alla vicenda Cirdan non ho mai bannato nessuno dai miei canali social, se si rimane su dei sani confronti accetto qualsiasi critica perché so controbattere con la sola forza della tecnica, virgola dopo virgola.

Mi rendo conto che rimarranno dei dubbi su questo tipo di ragionamenti, che mi riprometto di trattare e spiegare meglio nel mio prossimo webinar GB Certificates: clicca qui e attiva la campanella per il promemoria.

WEBINAR 03 MAGGIO ORE 14:00

Ma se volete fare domande prima potete sicuramente farle all’interno del nostro canale telegram Top certificates.

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Giovanni