Il “gamma trigger” delle opzioni sorvegliato speciale
Piazza Affari cerca di mantenersi sopra area 39.000 di MIB40 con una discreta forza relativa, tenuto conto che si trova sempre a un soffio dai massimi e come quando si sale la montagna, occorre considerare che ogni ulteriore salita è più difficile da affrontare. Un conto è partire da una condizione di sottovalutazione degli asset e un conto è la loro sopravvalutazione, i compratori si rarefanno, non sono più tanto disposti a pagare caro o carissimo un asset perché il rischio può non valere più la candela. Però negli ultimi anni, specie con l’introduzione delle opzioni zerodte, le opzioni che scadono a fine giornata, la sofisticheria finanziaria in mano per almeno l’85% ai software e all’Intelligenza Artificiale, sta sempre più trasformando il business delle borse in un sistema scollato dall’economia reale. Il rischio è che possa andare fuori controllo, dato che la saturazione dell’operatività ha quasi completamente alienato il parco buoi che un tempo influivano sull’andamento ciclico degli investimenti finanziari. La macchina ha quasi completamente sostituito la decisionalità umana e questo fenomeno sta accelerando con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, tanto da diventare materia di discussione delle nuove scienze che comunque sono studiate da umani, ma la cui esperienza in tal senso è pari quasi a zero.

Sta spopolando nelle sale trading di tutto il mondo il termine “gamma trigger”, ma di cosa si tratta essenzialmente? Nel mondo delle opzioni il termine “gamma” è il parametro che esprime la velocità con cui varia il prezzo di un’opzione al variare del sottostante; quindi, il grado di sensibilità dell’opzione che ha un effetto leva rispetto al sottostante asset, che invece è lineare, cioè in rapporto 1:1. Le opzioni zerodte da un paio d’anni circa stanno contribuendo in maniera significativa a rendere schizofrenici gli andamenti degli asset a tal punto che stanno andando in disuso le opzioni a scadenza classica, che un tempo dominavano gli open interest (contratti rimasti aperti overnight).
A questo si aggiunga che tutti gli operatori in derivati devono tenere sotto controllo i livelli di prezzo dei sottostanti che fanno da trigger operativi per adeguare il gamma delle opzioni aperte. Da qui la grande attenzione riposta sull’operatività in derivati che influenza in maniera preponderante l’andamento delle quotazioni. Un esempio vale più di mille parole: attraverso l’analisi dei volumi delle azioni Nvidia si individuano i prezzi a più alta concentrazione di scambi e più sensibili, attenzionati dalle mani forti che hanno il maggior interesse operativo e li interpretano come trigger per intervenire attraverso le opzioni per poi correggere il fattore gamma. Essendo quest’ultimo a leva, il guadagno eventuale è dato dalla differenza tra quotazione dell’opzione e azione Nvidia sottostante.
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