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IL CERTIFICATO XS2799337535 ELETTO A CERTIFICATO DELLA SETTIMANA
Si tratta del tipo di prodotto che normalmente non susciterebbe mai il nostro interesse, un fixed che paga una cedola incondizionata annuale del 5,45%, con durata residua di poco inferiore ai 3 anni, con il titolo Continental come sottostante e barriera capitale a scadenza posta al 65% dello strike.
Nei giorni scorsi Continental quotava ampiamente sopra strike (di circa il 30%) ed il certificato quotava in denaro/lettera rispettivamente a 99,52 e 100,52 alla chiusura di mercoledì 17 settembre.

All’apertura del 18 settembre Continental segnava un clamoroso -20%, che non era da attribuire ad un evento nefasto del titolo, ma ad una operazione societaria di tipo straordinario, ovvero lo spin-off di Aumovio effettuato dall’azienda, in base al quale ogni azionista Continental si sarebbe trovato in portafoglio con 1 azione Aumovio ogni 2 azioni Continental possedute.
In questi casi, come è giusto che sia, è necessario che il principio di equivalenza finanziaria sia garantito anche a tutti i possessori di strumenti derivati sul titolo oggetto di scorporo, e nel caso del XS2799337535 si è passati dall’ avere come sottostante Continental all’ avere come sottostante un basket dato dalla somma di una azione Continental e di mezza azione Aumovio.
Tuttavia, il 18 settembre mattina all’avvio delle negoziazioni, il certificato (che doveva quotare a prezzi “vicini” a quelli di mercoledì pomeriggio) quotava invece a prezzi sensibilmente più bassi, probabilmente perché le rettifiche non erano state integrate al/ai software che il Liquidity Provider utilizza per prezzare il prodotto e che quindi lo stavano prezzando come se il sottostante fosse stato ancora il titolo Continental (da solo) e come se avesse subito un ribasso del 20%.
Infatti il certificato quotava in lettera a 94,15 al pronti via, un evidente errore di prezzo, qualcuno deve essersene accorto ed ha iniziato ad acquistare il prodotto con grande maestria, tanti piccoli ingressi di importi bassi, spesso differenti e non troppo rapidi, probabilmente proprio per non far scattare la procedura di errore, ecco la schermata degli eseguiti:

Impossibile sapere se si tratta di una sola mano o se sono stati di più i “fortunati” ed abili trader che si sono aggiudicati il prodotto, fatto sta che sono stati venduti poco meno di 6.000 pezzi in totale.
In questi casi bisogna solo sperare che non scatti la procedura di errore, in modo che le operazioni non siano più stornabili dalla borsa per vedere come si comporterà il LP il giorno seguente, perché ovviamente dalle 9:45 in poi non si è più ripresentato.
Giorno 19 mattina il LP quotava il prodotto in denaro a 99,30 circa all’avvio delle negoziazioni, ed ovviamente chi era riuscito a comprare il giorno precedente ne ha approfittato per riscuotere la meritata vincita, gli eseguiti:

Il gain praticamente è stato superiore al 5% in un solo giorno, e con volumi importanti, è facile quantificare a quanto ammonta il malloppo, circa ben 30.000 euro di gain. Come si può notare in entrata c’erano tanti ordini da 90-100-200 pezzi mentre in uscita gli ordini erano superiori a dimostrazione che l’operazione è stata fatta da poche persone che hanno dosato gli ingressi per non essere stornati, ma quando c’era da uscire erano già certi del risultato e dell’impossibilità dell’Emidi correre ai ripari se non allargando lo spread, metterlo in bid only e abbassarne il prezzo, non a caso in 4 minuti erano già usciti praticamente tutti.
Ancora complimenti al/ai fortunati che sono riusciti a cogliere questa bella occasione, che ci ricorda ancora una volta l’importanza di interrogarsi sempre sui prezzi che il mercato offre e di contestualizzare sempre la situazione, come in questo caso nel quale un apparente ribasso non lo era affatto.
P.S. per chi vuole approfondire l’episodio, lo stesso errore si è verificato anche con il XS2878501316 di Soc Gen.
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Alla prossima,
Giovanni Borsi e Vito Morreale

