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Chi è già dentro sa che il nostro canale Telegram è un luogo di confronto libero, costante e quotidiano, dove condividiamo una selezione ragionata di certificati d’investimento da tenere sotto osservazione, con l’obiettivo di formare investitori consapevoli e indipendenti anche grazie a pillole come questa.
Siamo tutti d’accordo che investire all’1% al mese con buone protezioni è un ottimo investimento, ma se non si ha la quasi matematica certezza che il prezzo possa mantenersi a 100 nei prossimi mesi non trovo una ragione per investire oggi (soprattutto agli strike attuali delle banche) all’1% al mese sapendo che è il massimo ritorno che posso ottenere.
Dopotutto se l’efficienza la si misura confrontando il rapporto rischio rendimento, perché mai dovrei preferire un prodotto del genere che rende l’1% al mese ai tanti vecchi softcallable?
Mi riferisco a quelli con i sottostanti ampiamente sopra strike, che di fatto:
- possono avere stessa distanza da barriera ma con la possibilità di rimborso maggiore a parità di condizioni in caso di worst of sotto barriera a scadenza in quanto semplicemente lo strike è più basso (quasi come se fossero degli airbag con il calcolo attivato al livello di strike);
- non hanno commissioni implicite (come tutte le nuove emissioni);
- avendo i titoli ampiamente sopra strike possono reggere facilmente un meno 10/15% di ribasso senza subire conseguenze sul prezzo.
Come se quanto sopra non bastasse, esistono diversi prodotti con le suddette caratteristiche in grado di rendere fra il 12% ed il 15% annuo; pertanto, questi prodotti non solo incorporano minor rischio ma altresì maggior rendimento potenziale.
Mi rendo conto che qualcuno potrebbe asserire che i suddetti prodotti quotano stabilmente sopra il prezzo di rimborso rendendoli di fatto incomprabili, ebbene questo non è esattamente vero: esistono delle finestre temporali adatte per poter comprare questi prodotti con estremo vantaggio in termini di prezzo, questo lo sanno benissimo i nostri utenti più esperti, così come i nostri abbonati ed anche coloro che hanno seguito il nostro videocorso gratuito, nel quale abbiamo parlato ampiamente sia di queste logiche sia delle possibilità operative su questi prodotti.
Tuttavia noi di GB Investing abbiamo cercato di fare anche di meglio e lo abbiamo dimostrato sul nostro canale Telegram con questo post lunedì 23 giugno.

Personalmente ho preferito scegliere tra uno di questi due prodotti, molto diversi tra loro, ma entrambi con potenzialità di offrirmi molto di più dell’1% al mese.
Il DE000VK2YVM7 paga il 2% al mese e potrebbe rimborsare a fine luglio con l’autocall posta al 90%, pagando due cedole del 2%.
Questo il prezzo del 23 giugno.

Questo invece il prezzo di oggi 30 giugno, ben il 2% più alto.

Il NLBNPIT28K34 paga 1% a trimestre e potrebbe rimborsare a fine settembre pagando 2 cedole dell’1% e si comprava a 96.20 per un rendimento del 6% in poco più di 3 mesi, con tutti i sottostanti oltre il 20% sopra agli strike di partenza.
Questo il prezzo di lunedì 23 giugno.

Questo invece il prezzo di oggi 30 giugno (purtroppo o per fortuna è finito in bid only per cui è incomprabile, anche se ciò ha permesso a certi nostri clienti di uscire a 99 con un 3% di gain in poche sedute).

Il problema è che chi investe spesso si fa andare bene il binomio RENDIMENTO + PROTEZIONE e non sta a farsi tanti conti sul fatto che prima della scadenza il prodotto potrebbe scendere di prezzo, dato che ovviamente il certificato sconta sempre le probabilità dei possibili esiti futuri, esiti che si inasprirebbero in caso di discesa di un sottostante.
Chiudere gli occhi e far finta che non sia così non cambierà la matematica che ruota attorno a quei bellissimi e altrettanto complessi prodotti che sono i certificati.
Attualmente le cose stanno andando bene: questo era il prezzo di lunedì scorso 23 giugno.

Oggi è salito (come tutto il mercato) a 100.70 circa e questo è il book del 30 giungo alle ore 14.

Siamo sicuri che chi ha comprato quest’ultimo certificato abbia fatto un po’ di simulazione su quanto sarebbe potuto valere dopo 1 o 2 o 3 mesi a seconda che il worst of fosse a -10% o a -20%.
Credo siano stati in ben pochi, perché vedendo una protezione al 30% accoppiata con un rendimento quasi da non credere di ben l’1% al mese, si è subito pensato alla certezza del rendimento in qualsiasi tipo di scenario.
L’appuntamento è a inizio settembre e solo il mercato ci potrà dire quale è stata la scelta più profittevole.
Se le cose vanno bene è chiaro che è premiato chi ha puntato al maggior rendimento; la sfida è vedere se anche in un mercato ribassista le prime due soluzioni ne escono vincitrici o se a questo punto la barriera al 30% ci ha effettivamente protetto più degli altri due strumenti.
Aldilà di quello che sarà il comportamento futuro dei mercati, che nessuno può prevedere, l’investitore che vuole diventare evoluto deve certamente imparare a ragionare per scenari, a maggior ragione quando si è assaliti dal dubbio.
La scelta corretta non è e non sarà necessariamente quella che avrà portato al risultato migliore, ma quella che al momento della scelta ha tenuto conto di tutte le possibilità operative e dei possibili scenari, adottando un piano d’azione chiaro e consapevole con l’obiettivo di massimizzare l’efficienza ed il rapporto rischio rendimento.
Dopotutto la matematica non la si può sconfiggere con l’esoterismo, ma in fondo è sempre questione di scelte personali, ci si può affidare all’una o all’altra “metrica”, ad ognuno la sua scelta. Noi preferiamo sicuramente stare dalla parte della matematica.

Parliamo di 4 ottimi prodotti, di 4 emittenti diversi e con strutture assai diverse tra loro, penso che vederne l’evoluzione di prezzo sarà un’ottima palestra per tutti.
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Alla prossima,
Giovanni Borsi e Vito Morreale

