Continuano a susseguirsi rialzi e ribassi di mercato, in balia ormai della politica internazionale e delle tensioni geopolitiche mondiali.
In questo contesto, i certificati continuano a “sguazzare” in un regime di volatilità superiore alla norma, fattore che incide sui prezzi di moltissimi prodotti; primi fra tutti quelli che magari hanno scadenze più lunghe e rendimenti cedolari più contenuti.
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IL CERTIFICATO DELLA SETTIMANA: IT0006772997
Abbiamo più volte analizzato questo prodotto di Marex che è stato notevolmente penalizzato (in termini di prezzo) dagli scossoni degli ultimi mesi.

Stiamo parlando di un prodotto con barriera cedola e barriera a scadenza poste entrambe al 35% e scadenza naturale posta a febbraio 2028 (praticamente inferiore ai due anni ormai), rendimento cedolare mensile dell’1,125% (13,50% p.a.).
Ma la caratteristica più interessante risiede sicuramente nell’autocall, step down già al 97,5% alla prossima rilevazione e che decresce di un 2,5% al mese, decisamente interessante e raro da trovare su prodotti con barriere profonde e scadenze non eccessivamente lunghe.
Il worst of attuale è Nexi a -12% circa da strike ed il prodotto si comprava giorno 2 aprile a 895, ne consegue dunque un rendimento potenziale molto alto in caso di rimborso nei prossimi mesi se i prezzi dovessero stabilizzarsi e vista l’autocall che continuerà a scendere.
Ma anche nel caso in cui non dovesse rimborsare a breve, resterebbe comunque un prodotto “gestibile” vista la profondità della barriera e comunque con un rendimento annualizzato a scadenza (considerati i prezzi attuali) di circa un 20% annuo.
Teniamo conto che il prodotto, qualora tornasse la volatilità di quando è stato emesso, tornerebbe facilmente ad un prezzo vicino al nominale anche in assenza della risalita dei titoli; solitamente un barriera 35% perde decisamente poco anche con un sottostante che ha perso il 12%.
Ricordo a tale proposito che una barriera 35% diventa una barriera 40% con il worst of a -12.5%, diventa barriera 45% con il worst of a -22.5% diventa barriera 50% con il worst of a -30%, per cui oggi la barriera di Nexi è pari al 39,39% del suo prezzo attuale.
Altra regola matematica: il worst of per passare da -12.5% a -22.5% da strike deve perdere ben oltre il 10% (perchè per arrivare a -22.5% da strike deve perdere un 10% dal prezzo strike pari 3.718 (ossia -0.3718€ che sul valore di oggi di 3,30€ è più dell’11%) mentre per arrivare a -30% da strike (2.60€) il titolo deve perdere oltre il 20% dai prezzi attuali e varrebbe ancora il doppio del prezzo barriera
In definitiva riteniamo che lo sconto sul nominale sia la cosa che lo rende uno dei migliori switch possibili in questo momento:
- si ha una barriera profonda (39% ai prezzi attuali del worst of)
- si ha un rendimento a scadenza su base annua del 20%
- in caso di prezzi stabili si ottiene il rimborso anticipato tra 4 mesi e mezzo per una performance di oltre il 15% (oltre il 40% su base annua
Unire prudenza e rendimento lo rende francamente migliore di molti certificati su indici che vanno di moda adesso
Non fraintendetemi: i certificati su indici sono francamente degli ottimi certificati, ma in caso di rimborso nel breve termine si rischierebbe di non aver saputo cogliere le occasioni come questa che il mercato sa offrire a chi sa cercare e sa fare un’attenta valutazione del rapporto rischio-rendimento
PROSSIME TRIMESTRALI ATTESE IL:
- Renault: 23/04/2026
- Banco BPM: 05/05/2026
- Nexi: 06/05/2026
- Siemens Energy: 12/05/2026
Penso che nel contesto di mercato attuale, la volatilità sta rendendo appetibili numerosi prodotti, altro esempio recente di cui abbiamo parlato spesso con la community nel nostro canale telegram è il DE000VJ1G554 che abbiamo visto quotare addirittura sotto la sua lineare, sicuramente più aggressivo ma che fa oggettivamente gola.
In sostanza in questo periodo può davvero valere la pena di tenere gli occhi aperti ed andare a caccia di prodotti che hanno beneficiato del rialzo di volatilità, magari per iniziare a pizzicare qualcosa qua e la, o anche solo a fini di switch da altri certificati che hanno visto peggiorare eccessivamente la loro configurazione di rischio.
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Alla prossima,
Giovanni Borsi e Vito Morreale

