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Questa volta abbiamo voluto eleggere a certificato della settimana un prodotto che reputiamo abbia un interessante valenza didattica, il certificato DE000VM6Q839.

Questo prodotto ha per sottostanti TUI (attualmente a strike) ed Air France a circa meno 28% da strike. Scade il 15 dicembre, data in cui se tutti i sottostanti saranno sopra barriera e trigger cedola (entrambi al 60%) rimborserà il nominale di 1038,30 (il nominale + la cedola del 3,83%).

Il tipico certificato che per rendimento e struttura non avremmo mai preso in emissione, eppure, adesso che la scadenza dista poco più di un mese, è diventato interessante dal punto di vista speculativo e didattico, dato che ci offre numerosi spunti per osservare il modo in cui lavorano il tempo residuo e la volatilità.   Lo avevamo già nel mirino a fine ottobre quando qualche nostro cliente lo aveva comprato a 1005 (quando aveva spread largo 990-1005) e AirFrance distava ben un 33% dalla barriera, per cui anche con il rischio trimestrale ritenevamo potesse essere a distanza di sicurezza.

Il 5 novembre il prodotto quotava orientativamente 1000 denaro e 1015 lettera scattando di 5 tick alla volta con Air France che quotava circa 11,75. (attenzione anche a questo dettaglio dei 5 tick al colpo).

Invece il giorno 6 novembre, con l’importante discesa di Air France post trimestrale ed il titolo intorno a 10,30, il certificato quotava più o meno 990 denaro e 1000 lettera.

Nonostante la discesa del titolo, la distanza da barriera era ancora molto alta (circa il 20%) considerando che mancava poco più di un mese alla scadenza. Potremmo supporre dunque che il prezzo ribassato teneva conto della discesa di prezzo di Air France ma non ancora del rientro di volatilità post trimestrale, motivo per cui abbiamo deciso di acquistarlo.

Venerdì 7 novembre, il prodotto quotava con lo spread tornato ad un punto percentuale e di conseguenza ha ripreso a scattare ogni tick come è solito fare Vontobel sui suoi prodotti (es: se vale 99-100 e scatta va a 99.10-100.10 . Questo certificato invece ha nominale 1000 e scatta di 1 punto alla volta; nonostante l’ulteriore discesa di Air France di un altro meno 3,80% (9,63), il certificato quotava 995 1005, segno evidente dell’impatto notevole avuto dal rientro di volatilità post trimestrale che è stato in grado di compensare in pieno l’ulteriore discesa del titolo.

Adesso che manca poco più di un mese alla scadenza ed Air France dista più o meno un altro -15% da barriera, confido che il tempo giochi particolarmente a favore del prodotto consentendoci di gestirlo in tranquillità.

Questo tipo di operazione in teoria si presta molto bene ad essere coperta tramite l’utilizzo di turbo short sul worst of (probabilmente l’opzione più prudente quando si vogliono fare operazioni così speculative), tuttavia, avendo modo di seguire con costanza l’operazione, ho deciso di rinunciarvi confidando che il time decay del prodotto mi dia sufficiente margine di manovra.

Il DE000VM6Q839 ci offre dunque ottimi spunti sul modo in cui agisce il rientro di volatilità post trimestrale, consentendoci anche di traslarli su un altro prodotto molto discusso ultimamente, il IT0006771494.

Si tratta di un interessante prodotto aggressivo con 4 sottostanti volatili emesso a ridosso delle trimestrali, con scadenza corta di 6 mesi e barriera capitale a scadenza al 60% che paga una ricca cedola del 2,25% al mese condizionata al trigger cedola posto anch’esso al 60% degli strike.

Un certificato molto chiacchierato per via dell’evidente struttura autocall step down super decrescente che parte già dal primo mese al 100% per poi decrescere del 10% al mese: un vero e proprio record in tema di step down.

Gli investitori più esperti avranno già chiaro il modo in cui il mix dato da scadenza breve, cedola ricca ed autocall fortemente decrescente incida sulla tenuta dei prezzi di un certificato in caso di discesa di qualche sottostante.

E abbiamo visto più volte, con numerosi prodotti andati ormai a rimborso, il modo in cui il suddetto mix offra margine di manovra nella sua gestione.

Tuttavia, in tanti (noi compresi) ci siamo interrogati sulla volatilità dei sottostanti: elemento chiave senza il quale ovviamente non sarebbe potuta nascere una super struttura di questo tipo.

A maggior ragione nel bel mezzo delle trimestrali può essere spaventoso avere a che fare con questa tipologia di sottostanti. Tuttavia, 2 trimestrali su 4 sono già andate (Palantir e AMD) e mancano all’appello soltanto Nvidia (prevista per il 19 novembre) e Marvell (prevista per il 02 dicembre).

In questo contesto, il tendenziale rientro di volatilità post trimestrale di Palantir ed AMD (in maniera analoga a quanto visto con il DE000VM6Q839 analizzato sopra) ritengo dovrebbe avere un impatto positivo sulla tenuta dei prezzi del prodotto. Invece, per quanto riguarda le 2 trimestrali in arrivo di Nvidia e Marvell, non possiamo ovviamente sapere che esito avranno sui prezzi dei sottostanti, ma possiamo fare alcune supposizioni di carattere tecnico, che valgono anche per il DE000VM6Q839:

  1. Un eventuale discesa (che non sia però disastrosa ovviamente) di uno dei due sottostanti potrebbe essere compensata dal rientro di volatilità post trimestrale.
  2. La scadenza breve e l’eventuale distanza dal trigger autocall dovrebbero dare ulteriore tenuta ai prezzi, specialmente con il trigger autocall che decresce del 10% al mese.

Nessuno ha la sfera di cristallo ovviamente, ma continuiamo a ribadire l’importanza di avere come potente alleato alla base delle nostre scelte finanziarie, la matematica, specialmente quando si ha a che fare con strumenti così complessi come i certificati di investimento.


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Alla prossima,

Giovanni Borsi e Vito Morreale