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Oggi parliamo del DE000VK88XF6, un certificato senza storia perché appena emesso, ma merita di essere citato perché ha una struttura analoga ad un certificato (DE000VK1VL25), che siamo riusciti a vendere in gain il giorno che Renault ha perso il 17%, a dimostrazione di come certi certificati tengono meglio il prezzo di altri di cui si fa un gran parlare ma che poi non sono così resilienti (airbag o barriere profonde o scadenze lunghe).

DE000VK88XF6 PHOENIX MEMORY STEP DOWN emesso da Vontobel Scad. 16/07/2026

Un certificato con una struttura efficiente permette di assorbire meglio un eventuale ribasso improvviso di uno dei suoi sottostanti.

Il profit warning su Renault ha fatto aprire il titolo nella seduta di mercoledì a -17%.

Quando si verificano movimenti del genere, la prima cosa da fare è andare a vedere l’impatto di questa escursione di prezzo sui certificati in portafoglio (ovviamente con annesso aumento di volatilità, che come noto penalizza il prezzo di un certificato).

Un certificato con Renault Stm Arcelor e Banco Bpm, uno tra i più comprati del mercato sino a martedì 15 luglio e di gran lunga il più venduto nella giornata successiva.

Martedì 15 luglio, ovvero il giorno prima del tracrollo, ad inizio giornata il certificato quotava in bid a 100,50 come si può vedere dalla schermata seguente:

Invece mercoledì 16 Renault segnava un -17% dai prezzi del giorno precedente, non appena abbiamo visto il prezzo cui si poteva vendere il certificato abbiamo cominciato a liquidare le posizioni ed avvisare i nostri clienti del prezzo particolarmente conveniente, praticamente lo stesso bid (anche più alto) del giorno precedente : INCREDIBILE.

In questi casi è inutile arrovellarsi riguardo al fatto che il certificato ha ancora un’ottima struttura e un ottimo rendimento, per cui si potrebbe tenere in portafoglio.  Molto meglio vendere ed eventualmente reinvestire su certificati che danno meno preoccupazioni.

Questo senza farsi condizionare dal proprio prezzo di carico o dal fatto che si stia guadagnando o perdendo. Non penso sia difficile trovare qualche altro certificato che abbia un miglior rapporto rischio-rendimento.

Oggi 18 luglio quota 97 in bid ma dopo aver pagato la cedola dell’1,80% (rispetto alla vendita a 100.80, comunque sono sempre due punti in meno), probabilmente siamo stati fortunati ad avere l’occasione di vendere, ma la fortuna va comunque aiutata e questo è quello che facciamo coi nostri clienti (cerchiamo di aiutarli nel capire e cogliere queste dinamiche)

Questo scrollone di Renault ci ha dimostrato, se non si fosse ancora capito, che strutture come quella del DE000VK1VL25 sono decisamente più resilienti e migliori di tanti altri prodotti che all’apparenza potrebbero sembrare più prudenti perchè ad esempio dotati di barriere più profonde o dell’airbag.

Per esempio l’airbag callable di Socgen codice isin XS2395097541 che paga 1,08% mese ha perso il 3.5% (ha Renault a -28% e barriera a 26,015€)

Il certificato memory di Bnp codice isin XS2537630514 che paga un misero 0,95% mese ha perso il 5,5% nonostante abbia Renault solo a -10% da strike.

Stessa cosa per il suo simile di Vontobel, codice isin DE000VC3T6K8 che ha una cedola mensile dello 0,88% e renault a -10% da strike.

Idem per il softcallable di Leonteq codice Isin CH1390866460, cedola mensile dello 0,833%, Renault a -15% da strike; basso rendimento e scadenza medio lunga non li hanno certo favoriti !!

Per non parlare poi dei maxicoupon, soprattutto quelli che SEMBRAVA potessero rimborsare: eclatante il -10% del NLBNPIT1VDL8 che rilevava proprio il 16 luglio e sino a martedì sera era a prezzi di rimborso ed ora con renault a solo -5% da strike vale 90.

Dunque quali insegnamenti potremmo trarre da questo episodio? Ne vedo almeno tre:

Sicuramente che troppo spesso per fare un 1% QUASI sicuro non si valuta cosa potrebbe succedere qualora non si centrasse il rimborso.

Le scadenze brevi, con cedola ricca e buona autocall sono molto più resilienti delle scadenze lunghe (anche se hanno protezioni aggiuntive come l’airbag), come abbiamo già visto più volte con tanti altri bei prodotti che ci hanno lasciato negli ultimi mesi.

Infine che la resilienza sui prezzi è fondamentale per avere un miglior margine di manovra in portafoglio e poter intervenire con maggiore efficienza quando muta il rapporto rischio/rendimento.

Qualcuno ha scritto: “Strutture con Airbag, lunga scadenza o barriere profonde hanno attutito l’impatto” ma poi i prodotti citati sono uno a cap garantito (digital), uno scade a settembre (alla faccia della scadenza lunga), uno è ad alto rendimento e struttura step down, solo uno è un airbag e nessuno ha scadenza lunga, per cui si rischia di far passare messaggi sbagliati, andava preso un certificato alla volta e spiegato il perché uno ha tenuto il prezzo e l’altro no, che è quello che noi cerchiamo di fare da sempre, con fatica ma anche grande soddisfazione di chi ama capire sempre di più la materia.

Le nostre analisi hanno il sostegno di un software proprietario che ci aiuta tantissimo, ma poi scriviamo sempre sulla base di valutazioni attente e non sparate fuori dall’AI. L’esperienza e la conoscenza delle variabili matematiche che governano il prezzo dei certificati non può essere sostituita dall’AI in quanto il materiale di cui si ciba (quello che trova su internet) è di bassissimo livello; lo capisco, perché ho provato a fargli correggere i miei articoli e capisce veramente poco della materia, probabilmente come chi solitamente gli fa le domande!! Anche l’AI rischia di affermare cose di cui non ha prove matematiche, ma solo frequenza di testi scritti da persone poco competenti (del resto c’è chi ha scritto “Il manuale completo dei certificati di investimento”, che qualsiasi editore serio non avrebbe pubblicato, facendo strafalcioni enormi su molti punti fondamentali della materia).

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Alla prossima,

Giovanni Borsi e Vito Morreale