Oggi voglio prendere spunto da questo vecchio articolo, per vedere cosa è successo ai due certificati menzionati quasi un anno fa:

  • il primo  XS3153615326, quello da me criticato ha pagato 10 cedole per un 9.5% ed ora vale 90 in denaro, praticamente si è a pari e non si è guadagnato niente e si ha Nexi a -9% da strike; ovviamente il prezzo a -9% con un titolo a solo -9% la dice lunga sulla schifezza che era in origine il prodotto
  • il secondo, il DE000VH7C172 ha rimborsato in anticipo a fine luglio pagando 8 cedole per un totale di 13,20 punti, questo grazie allo step down che era già arrivato al 79% dello strike

Morale: la scadenza corta e un buono step down oltre che a un rendimento decisamente superiore (1.65% mese contro 0.95% + un eventuale 0.50% che sarebbe stato pagato dal booster), nonostante la barriera fosse al 60% e non al 55% hanno fatto sì che senza ombra di dubbio avrebbe sempre e comunque vinto il secondo

Impariamo a valutare sempre tutte le variabili che entrano in gioco e pensiamo a cosa può succedere nei vari scenari intermedi, facile dirlo ora a giochi fatti

Questo il testo dell’articolo di un anno fa.


Uno dei nostri compiti è anche segnalare quello che viene proposto sul mercato senza spiegarne appieno i dettagli o evidenziando la grandiosità delle protezioni o delle cedole aggiuntive, quasi come fossero un regalo supplementare.

Il mercato è pieno di offerte ingannevoli, l’industria finanziaria mira solo a vendere usando le esche:

  • prodotti a sconto sul nominale solo perché alla gente piace comprare a sconto
  • dare una doppia cedola come fosse un regalo aggiuntivo quando la somma delle due manco arriva alla cedola di un prodotto normale
  • sfornare centinaia di maxicoupon tra i quali è duro trovarne uno decente  etc etc

poco lavoro invece viene fatto sul miglioramento della struttura opzionaria che ci sta dietro al prodotto, ma poi occorre saperla spiegare e trovare degli esperti in volatilità e time decay è abbastanza difficile.

Non mancano dunque occasioni per effettuare sane riflessioni che tendono ad affinare le capacità matematiche e la sensibilità operativa, dando numerosi spunti strategici che ritengo contribuiscano non poco ad affinare l’operatività di tutti.

Ad esempio di recente si è spesso parlato, e abbiamo anche ricevuto numerose richieste di pareri, di questa nuova tipologia di struttura: i certificati booster.

È ben noto che prediligiamo la metrica del confronto per valutare la bontà di una struttura ed è proprio ciò che abbiamo deciso di fare questa settimana confrontando un certificato booster con un “semplice” phoenix a cui siamo abituati.

 

IL BOOSTER XS3153615326 VS IL PHOENIX DE000VH7C172

Vediamo prima il booster XS3153615326 emesso da Bnp.
Ha 4 sottostanti, ovvero Leonardo, Nexi, STM e Ferrari, durata 3 anni e barriera capitale posta al 55%, così come anche il trigger cedola.
Il prodotto è già in quotazione dal 22 ottobre, ma farà strike giorno 28 ottobre.
Trigger autocall fisso al 100% a partire da aprile 2026.
Cedola mensile 0,95% con effetto booster che consiste nel potenziare il rendimento cedolare di ulteriori 0,50% (portandolo all’ 1,45% mese) se sarà rispettato il trigger pari al 75% degli strike da tutti i sottostanti.

Devo dire che la prima volta che ho sentito parlare di questa nuova tipologia di strutture ho sin da subito storto il naso, a maggior ragione mi si storce adesso che abbiamo potuto vedere diverse strutture di questo tipo. Ci troviamo infatti di fronte all’ennesimo specchietto per le allodole.

Il XS3153615326 si commenta da sè: scadenza lunga, autocall per nulla difensiva e rendimento cedolare misero; anche nell’ipotesi (per nulla scontata) di effetto booster si arriva a stento all’ 1,45% mensile.

Vediamo adesso invece il DE000VH7C172 eletto a certificato della settimana.

Sottostanti molto simili al precedente, unica differenza il Vontobel ha Thyssenkrupp al posto di Leonardo (comunque sia due titoli legati al tema del riarmo).

Tuttavia il DE000VH7C172ha una durata notevolmente inferiore pari a 16 mesi, ha autocall attiva già dal terzo mese al 97% che poi scende del 3% al mese (come ben sappiamo con effetti positivi sulla tenuta dei prezzi) ed offre un rendimento cedolare dell’ 1,65%; decisamente superiore rispetto a quello offerto dal XS3153615326, anche in caso di applicazione dell’effetto booster.

È evidente la superiorità del secondo rispetto al primo: il Vontobel è infatti in grado di offrire un rendimento maggiore ed al contempo maggiore difensività, con un rapporto rischio/rendimento palesemente migliore al prodotto di Bnp.

Ancora una volta la metrica del confronto riesce a darci una mano nella valutazione della bontà di una struttura.

La barriera al 55% di quello di Bnp, avendo scadenza a 3 anni (3 dividendi contro 1) compensa in minima parte il fatto di essere peggio in tutto il resto ed il booster è solo un’idea commerciale: è come andare a comprare un maglione in saldo col 30% di sconto e poco prima averne portato il prezzo da 100 a 150 (se anche ci tolgo il 30% di sconto mi stai cmq fregando un 5% rispetto ad un qualsiasi maglione non in saldo).

Fintanto che non ci si evolve e non si sa fare questi semplici conti della serva, si rischia di cadere negli inganni commerciali di Emittenti che, più che saper fare ottime strutture, sanno come abbindolare il risparmiatore tipo.


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