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In questo periodo con i mercati sui massimi e la volatilità generale bassa, è sicuramente più difficile per gli emittenti la strutturazione di prodotti interessanti e vediamo proliferare video e proposte di prodotti che vendono solo perchè sono fortemente sponsorizzati e tendono a enfatizzare le grandi protezioni o le cedole garantite, ma senza fare alcuna formazione riguardo ai rischi, limitandosi al massimo all’analisi di scenario a scadenza.
L’estate del 2025 ha già visto inoltre il richiamo anticipato di tanti bei prodotti, specialmente quelli con sottostanti bancari sui quali continuiamo a vedere valori sempre più alti.
Come spesso accade, subito dopo un rimborso si ha la tendenza a cercare sostituti “simili”, non facile in questa particolare situazione di mercato, a maggior ragione per i bancari.
Bisogna poi aggiungere che, a mio avviso comprensibilmente, il settore bancario inizia a fare un po’ paura visti gli strike sempre più alti, e penso che un po’ tutti abbiamo pensato: “Sono saliti tanto… e se dovessero scendere?”
Anch’io me lo sono chiesto, ed il primo pensiero è stato quello di provare ad “evitare” i certificati con sottostanti bancari, magari finché non avviene uno storno, però poi mi sono fatto anche un altra domanda: “E se invece continuassero a salire ancora nei prossimi mesi? Vedrei allora strike sempre più alti, vorrebbe allora dire che smetterei di inserire del tutto certificati con sottostanti bancari in portafoglio?”
Come potete immaginare, la possibilità di rinunciare a questi prodotti non la vedo come una soluzione “efficiente” anche perché, nelle giuste dosi, sono prodotti che aiutano anche a migliorare la diversificazione settoriale in portafoglio.
Quale potrebbe essere allora l’approccio migliore?
Sono convinto che non esiste una risposta univoca e valida per tutti a questa domanda, posso però darvi il mio punto di vista: secondo me la soluzione migliore potrebbe essere quella di selezionare soltanto le migliori strutture (soprattutto in termini di resilienza dei prezzi e di rapporto rischio rendimento) ed operare magari con size ridotte rispetto a quanto fatto in passato, in attesa di avere le idee più chiare sull’andamento del settore.
In questi giorni, nello spazio domande del nostro canale telegram, abbiamo visto che tanti utenti, così come anche noi, erano alla ricerca di buoni prodotti sui bancari, specialmente dopo il rimborso dell’apprezzatissimo DE000VK6N5R1 e con l’avvicinarsi del probabile rimborso anticipato dell’ X8A3 nonchè dell’ YVM7.
Penso che la risposta l’abbiamo trovata con il DE000VH05742 che abbiamo voluto battezzare come il certificato della settimana.

Prodotto con 5 sottostanti bancari, trigger cedola al 60% e barriera capitale anch’essa al 60%, ricca cedola mensile dell’ 1,65%.
L’autocall parte dal secondo mese al 100% per poi scendere del 3% al mese fino ad arrivare al 61% al 15esimo mese per poi restare ferma al 60% per i successivi 9 mesi.
Struttura molto interessante, come ben sapete non ci piacciono le scadenze più lunghe (specialmente sui bancari con i dividendi che pagano) ma in questo caso la scadenza 24 mesi diventa un plus, perchè il prodotto è comunque dotato di autocall fortemente decrescente che arriva al livello della barriera poco dopo un anno di vita, assumendo quindi la resilienza delle scadenze brevi con rapida autocall, caratteristica che ci piace avere in una struttura.
Inoltre avere l’autocall fissa al livello della barriera per altri 9 mesi contribuirà a dare valore temporale alla struttura, avendo dunque a sua volta un’effetto positivo in termini di resilienza dei prezzi.
Possiamo ipotizzare chiaramente quale potrebbe essere l’effetto sui prezzi, se ad esempio fra 11 mesi il worst of si trovasse a -30% senza che il prodotto sia mai andato in autocall, sarebbe ragionevole attendersi prezzi molto più alti rispetto al caso in cui il prodotto avesse avuto scadenza naturale 12 mesi.
Tutto questo ovviamente contribuisce anche a dare margine di manovra in portafoglio, perchè la maggior resilienza consente di agire con maggior efficienza se il rapporto rischio/rendimento del prodotto inizia a deteriorarsi.
Una struttura di questo tipo è molto costosa per l’emittente, infatti possiamo supporre che se la scadenza fosse stata 15 mesi la cedola sarebbe stata sicuramente più alta (magari anche del 2%) ma con i bancari sui massimi potrebbe convenire rinunciare ad un po’ di rendimento in cambio di un maggior margine di manovra.
Ritengo sia un prodotto efficiente, dotato di un ottimo rapporto rischio/rendimento, secondo il mio personale giudizio potrebbe essere il modo migliore di approcciare il settore bancario ormai sui massimi.
Una riflessione numerica
In questo periodo stanno uscendo diversi prodotti sui bancari dotati di scadenza lunga e con altro tipo di protezioni, ovvero barriere più profonde e/o airbag, protezioni che valgono solo a scadenza e che non sono in grado di affrontare eventuali ribassi del mercato.
Infatti sono necessariamente dotati di autocall assente o molto lenta o peggio ancora sono softcall, hanno cedole molto più scarse (rendimenti facilmente trovabili altrove sul mercato a rischi decisamente minori) e subiscono un maggior numero di dividendi.
Al primo impatto potrebbero sembrare più prudenti proprio per via del fatto che hanno barriere più profonde e/o l’airbag a difenderli, ma è fondamentale paragonare le “protezioni” alle scadenze, infatti, come molti di voi sapranno, all’aumentare della scadenza aumentano le possibilità di movimenti estremi dei sottostanti e dunque il rischio, ed è allora che una barriera 40% a tre anni non regge il confronto con una a 60% ad un anno, anche perchè la prima ha tre dividendi sul groppone, la seconda solo uno.
D’altronde provate ad immaginare, se fra un anno i bancari fossero mediamente a -30% magari il DE000VH05742 andrebbe pacificamente a rimborso o ci consentirebbe di uscirne meglio proprio grazie alla sua struttura, nonostante abbia barriera 60%; invece un prodotto con scadenza 3 anni e barriera 40% avrebbe già consumato metà del suo vantaggio ma sarebbe passato solo un terzo del suo naturale tempo di vita e sarebbe dunque aumentata la probabilità che a scadenza vada sotto barriera.
Ma se aumenta la probabilità che a scadenza si trovi a barriera, vuol dire che aumenta il rischio, rischio che deve essere remunerato, ma essendo che le cedole sono fisse (e basse) il rischio va a remunerarsi sul prezzo del prodotto, che tenderà dunque a scendere, oltre al fatto che mi preoccuperebbe non poco avere solo un altro 42% di margine (30%/70%) sulla barriera e ancora due anni di tempo e due dividendi bancari di fronte a me.
Ognuno ovviamente è libero di pensarla come vuole, dopotutto il mondo è bello perché è vario, ma non fa mai male fare certi ragionamenti numerici, soprattutto per essere pronti a reagire ai vari scenari possibili, io personalmente continuo a preferire la soluzione di avere buone autocall che mi giocano a favore con il trascorrere del tempo, poi ognuno faccia giustamente le sue personali valutazioni.
Questi sono certificati a scadenza lunga con Stellantis w.o., tutti Fixed + airbag, come vedete sono tutti tra 767 e 868 di prezzo (a dimostrazione che tengono abbastanza, anche perchè comunque le cedole sono tutte garantite).

Ma voi sapreste calcolare al quindicesimo mese cosa potrebbe valere DE000VH05742 questo certificato con ancora 9 mesi di vita e autocall che coincide con la barriera?
Se fosse in scadenza e fosse proprio a barriera varrebbe circa 80 (50% di probabilità di rimborsare 60 e 50% di pagare 100 più l’ultima cedola), ed ecco il vantaggio di avere altri 9 mesi in più, perchè se centra l’autocall mi rimborsa 100 più l’ultima cedola, ma se la fallisce non ho la fregatura che mi rimborsano meno di 60, ma il certificato ha altre 8 rilevazioni in cui potrebbe rimborsare 100 e solo nell’ultima eviterò di fare la scommessa (o 60 o 100) per cui non potrà mai valere 80 ma molto di più, personalmente direi anche 95 (stando prudenziale) per cui molto più dei Fixed airbag che vi ho fatto vedere. Sicuramente il giorno dopo la rilevazione, in caso di fallimento dell’autocall (ed anche mancato pagamento del premio) il certificato perderebbe valore, per poi risalire come si riavvicina la successiva rilevazione, dando modo al possessore del certificato di poterlo gestire e decidere se sia il caso o meno di farlo fuori.
Andate a cercare se ci sono altri prodotti del genere sul mercato, vi assicuro che sono una rarità ed il motivo è uno solo: costa all’Emittente e la gente non capisce il valore del prodotto per cui gli Emittenti preferiscono confezionare prodotti tradizionali, con margini più alti per loro e, SOPRATTUTTO, più FACILMENTE COMMERCIABILI, di sicuro non scriverebbero un pippone come questo per spiegarvi dove è nascosto il valore di questo prodotto.
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Alla prossima,
Giovanni Borsi e Vito Morreale

