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Oggi prevale lo scopo didattico: il certificato scelto si presterebbe ad un’operazione speculativa (per chi crede nel titolo Stellantis) o solamente per chi sa fare speculazione ed il giusto hedging con un turbo short, così da proteggere l’operazione fin da subito.

 

 

Il certificato in questione DE000VG11Y30 è nato aggressivo, con un bel rendimento del 1,58% mese, un trigger cedola decrescente che arriva al 65%, una barriera al 60% e un scadenza a 12 mesi (che ha portato ad avere 6 cedole non pagate a memoria, ma che possono essere recuperate prima della scadenza con discrete probabilità).

Sono andato a vedere tutti i certificati emessi tra il primo gennaio e il 15 gennaio 2025 con sottostanti europei e worst of Stellantis, per avere una certa uniformità e poter fare alcune considerazioni importanti.

 

 

I certificati li ho ordinati per rendimento su base annua residuo: balza all’occhio che sia quello che esprime il rendimento maggiore anche in considerazione della vicinanza alla scadenza.

Il time decay ha dunque un valore elevatissimo e permetterebbe di costruire un’operazione hedgiata sin dalla partenza, basterebbe centrare il pagamento delle cedole arretrate per poter chiudere l’operazione in anticipo senza rischiare la scommessa degli ultimi giorni, qualora Stellantis si fosse avvicinata a barriera.

Ma il certificato si presta a fare il confronto con altri emessi nello stesso periodo, per cui con gli stessi strike e performance da strike, tutti con worst of Stellantis, ma con caratteristiche differenti in fase di emissione.


COSA POSSIAMO DEDURRE

  1. i certificati con cedola più alta sono quelli che hanno performato meglio: se quello di Vontobel ha fatto leggermente peggio di quello di Soc Gen è per il trigger cedola decrescente che non gli ha ancora permesso di incassare le cedole a memoria, ma se avesse avuto il trigger cedola al 60% come tutti gli altri, avrebbe vinto alla grande su tutti i fronti;
  2. il certificato con barriera più profonda è l’unico con risultato positivo, ma è anche vero che è quello che esprime il rendimento futuro più basso: per cui basta qualche mese di lateralità per permettere almeno ai primi due di superarlo decisamente nel rendimento;
  3. le scadenze più lunghe sono quelle maggiormente penalizzate: l’Express recovery di Marex ancor di più del softcallable di Leonteq per via che non paga alcuna cedola fintanto che non rimborsa;
  4. lo step down all’1% e 30 mesi al posto di 12 hanno penalizzato il KH1 di Vontobel: pur pagando tutte le cedole (avendo trigger al 60%) sta perdendo 10 punti in più rispetto al certificato della settimana.

 

CHE CONCLUSIONI POSSIAMO TRARRE

  1. i softcallable non ha senso comprarli in fase di emissione: se un sottostante va male si può sperare nel rimborso solo a scadenza, non si ha alcuna protezione intermedia, dovrebbero rendere molto di più di un prodotto con lo step down al 4%, anche perché comunque l’Emittente potrebbe sempre rimborsarlo in anticipo, anche con un -10% del sottostante peggiore;
  2. i softcallable in circolazione possono essere validi solo con i sottostanti ampiamente sopra strike;
  3. le scadenze lunghe sono penalizzanti se le cose vanno male;
  4. i fixed non hanno alcun senso. Possono piacere all’industria finanziaria e ai consulenti perché ne permettono una gestione passiva: il cliente prende le cedole sicuramente e non rompe più sino a scadenza (pagando a caro prezzo questa non gestione dell’operazione quando le cose si mettono male);
  5. comprare un Express se non si è bullish sul sottostante non ha alcun senso (salvo non abbia un autocall fortemente decrescente): neanche se mascherato da recovery e preso solo perché ha il prezzo di emissione basso (745 il prezzo di emissione di Marex) e magari si è usciti da un prodotto venduto a quel prezzo e si vuole avere l’illusione di non aver perso o semplicemente rimandarne la contabilizzazione mentale;
  6. i certificati vanno gestiti: non a caso noi questo prodotto lo abbiamo venduto (il valore del nostro Servizio Top) oggi potrebbe valere solo per un’operazione speculativa, in quanto si è avvicinato a scadenza ed il trigger cedola sta scendendo a livelli che potrebbero permettere il pagamento di tutte le cedole a memoria;
  7. anche il fixed-airbag con barriera al 40% e cedole allo 0,7% mese non lo avremmo mai comprato: che senso ha prendere certi sottostanti per un rendimento del 9% annuo, quando a gennaio c’erano ancora prodotti softcallable con sottostanti a +100% da strike che pagavano di più? Sono andato a vedere la nostra selezione Top50 (un altro dei nostri servizi) di dicembre 2024 e sono emersi il CH1290277800 che aveva w.o. Intesa a +55% (0,833% mese, ancora in essere con ora Intesa a +122%), il CH1290290478 che aveva Intesa a +62% (0,833% mese, rimborsato a fine agosto) o anche due airbag sul settore auto, uno con Renault CH1336222927 (1,25% mese, rimborsato a luglio nonostante avesse Renault ampiamente sotto strike) e uno con Porsche DE000UM0LQF1 (che rende un 3% trimestrale, è ancora in vita e vale 1012/1022 nonostante abbia Porsche a -25%) o il certificato airbag di Soc Gen sempre con Renault XS2395097541 (che rende 1.08% mese ed oggi vale 981/987);
  8. se trovate un fixed airbag da comprare prima di cliccare e comprarlo scrivete il codice Isin sulla nostra chat gratuita e vi dimostreremo che è una scelta sbagliata: ma non perché lo diciamo noi, semplicemente te lo facciamo capire con una serie di confronti ad hoc e te lo dirai da solo dopo averci letto (forse di interessante potrebbe essercene qualcuno di vecchia emissione, fatto sta che anche nella prossima Top50 non ne abbiamo inserito nessuno!!).

 


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Alla prossima,

Giovanni Borsi e Vito Morreale