La società in sintesi

Commerzbank AG è una delle principali banche tedesche, con sede a Francoforte e fondata nel 1870. Opera come banca universale offrendo servizi a privati, imprese e istituzioni, con particolare attenzione al sostegno del “Mittelstand” (PMI) e al commercio internazionale.

Nel 2009 ha acquisito Dresdner Bank, rafforzando la propria posizione nel mercato domestico ed europeo. Oggi conta oltre 40.000 dipendenti e una presenza internazionale.

 

Principali azionisti:

 

Dati da it.marketscreener.com (02/10/2025)

Indicatori economici

Totale azioni sul mercato: 1,13 Mld

Capitalizzazione: 36,49 Mld

Dati reddituali:

 

Fonte dati: www.investing.com (02/10/2025)

Unico fattore di pericolo è la quotazione particolarmente elevata rispetto ai suoi multipli o quelli delle altre principali banche europee; senza più gli acquisti di Unicredit viene ora a mancare l’appeal speculativo (di fatto Unicredit ha una quota tale che nessun altro può ostacolarla se non lo stesso governo tedesco, per cui non ci sono possibili battaglie all’orizzonte che la possano alzare a livello speculativo e questo spiega la lateralità degli ultimi mesi.   Qualora Unicredit vincesse la partita si potrebbe sgonfiare l’interesse sul titolo e potremmo assister ad un ritracciamento che la porti a un PE in linea con le altre banche europee

Analisi tecnica

 

 

Commerzbank proviene da un trend chiaramente rialzista, evidente segnale di forza del titolo evidenziato anche dalle medie più brevi che si sono mosse restando stabilmente più alte di quelle più lunghe.

Balza subito all’occhio però il recente superamento al ribasso della media corta 20 periodi (in blu) rispetto a quella di 50 periodi (in arancio), evidente segnale di indebolimento del trend in atto.

Dopo i massimi di agosto, le quotazioni sono scese innescando una fase di lateralità in atto da ormai 2 mesi.

L’RSI non evidenzia sbilanciamenti di forza relativa.

Fondamentale monitorare la reazione dei prezzi al test dei livelli chiave, a tal fine si individuano:

2 livelli supportivi che ritengo più interessanti: 30,65|26,23

Resistenze: 33,30|34,87|38,40

Fondamentale monitorare gli sviluppi della prossima trimestrale relativa al secondo trimestre 2025, attesa per giorno 06 novembre.

Ultime news

29/09/2025 (Bluerating.com) UniCredit: rumor su un possibile rafforzamento tedesco nel CdA per favorire l’intesa con Commerzbank

“Secondo recenti indiscrezioni riportate dal Financial Times, UniCredit sarebbe pronta a rafforzare in modo permanente la presenza di membri tedeschi all’interno del proprio consiglio di amministrazione, con l’obiettivo di facilitare le trattative con Commerzbank in vista di una possibile integrazione.

Tra le ipotesi allo studio figurerebbero anche limitazioni alla chiusura di filiali nel caso di un’eventuale business combination tra HypoVereinsbank (controllata tedesca di UniCredit) e Commerzbank, oltre a garanzie sul mantenimento dei livelli di credito.

UniCredit, che da tempo valuta una mossa strategica in Germania, non si limita tuttavia a questo scenario. Come riportato da MF, qualora le negoziazioni per una piena acquisizione di Commerzbank non dovessero progredire secondo le aspettative, la banca guidata da Andrea Orcel potrebbe virare su un “piano B”: puntare al mercato polacco, focalizzandosi sull’attività di Commerzbank nel Paese attraverso mBank. La Polonia è considerata da UniCredit uno dei mercati più promettenti in Europa, grazie a prospettive di crescita ritenute solide e di lungo periodo.

mBank ha registrato nel 2024 un utile di 519 milioni di euro, pari a circa il 20% dell’utile complessivo di Commerzbank, con attivi per 57 miliardi e un patrimonio netto di circa quattro miliardi. Numeri che rendono l’istituto polacco un tassello di rilievo all’interno del gruppo tedesco e un potenziale obiettivo autonomo di acquisizione.

Intanto, la quota del 29% che UniCredit detiene in Commerzbank ha un valore di oltre dieci miliardi di euro ai prezzi di mercato attuali.

La banca milanese ha fatto sapere di essere disposta a mantenere l’investimento anche oltre il 2027, prima di assumere una decisione definitiva sulla propria strategia in Germania e in Europa centrale.”


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