Saper cogliere gli errori di prezzo non è facile, ma quando possibile si possono fare gain importanti a volte anche in mezza giornata, per questo vale la pena di approfondirli per imparare a riconoscerli e a saperli sfruttare.
A tal fine a livello didattico, oggi vi parlo del DE000UP2MDR5 che abbiamo voluto battezzare come il certificato della settimana.
Un certificato con solo Unicredit e Banco bpm, worst of Unicredit a +50% circa da strike che paga una cedola trimestrale del 3,05%, cedola che ha rilevato in data 08 luglio in cui non era ancora attiva l’autocall, che invece lo sarà alla prossima data di rilevazione ovvero l’8 ottobre con trigger al 100% che ai valori attuali è ovviamente estremamente probabile.
Spostiamo adesso l’attenzione alla data di rilevazione dell’ 08 luglio, la record date per il pagamento della cedola è il 14 luglio, pertanto la data ex era l’ 11 luglio (in cui non si ha più diritto alla cedola e quindi il prezzo la stacca).
Tuttavia un’attenta osservazione ci ha permesso di notare che giorno 10 luglio il certificato quotava già come se avesse staccato l’importante cedola del 3,05% come si può vedere dall’ immagine seguente che mostra lo storico del bid e ask del certificato (in giallo gli eseguiti):

Infatti il market maker quotava 1017 lettera contro i 1047 del giorno precedente, ma comprando il 10 luglio si aveva ancora diritto alla cedola!
Un evidente e golosissimo errore di prezzo che qualcuno è riuscito a cogliere comprando importanti quantitativi a quei prezzi.
Successivamente il market dev’essersene accorto e si è pertanto assentato dal book, nel frattempo anche noi abbiamo provato ad inserire diversi ordini a prezzi ben superiori (anche 1032), conoscendo le regole di negoziazione sappiamo bene che, nonostante i prezzi da noi offerti fossero ben superiori, se il market fosse tornato a 1017 ci avrebbe eseguito al suo prezzo dando però priorità a chi era in cima al denaro.
La schermata seguente chiarirà ciò che intendo:

Purtroppo non è stato più possibile prenderlo a quel prezzo (quel giorno) tuttavia l’esperienza ci suggeriva un’altra via d’azione, ovvero poteva susseguirsi nuovamente un errore di prezzo il giorno successivo se il prezzo avesse staccato un ulteriore cedola (dato che effettivamente era l’11 luglio il giorno effettivo dello stacco).

Come si può vedere dalla schermata del book dell’ 11 luglio, il Ref (prezzo di riferimento) indicava “correttamente” 986,70 ovvero aveva staccato un’altra cedola, pertanto prima che venisse fuori il market avevamo già piazzato diversi ordini di acquisto attorno a 1000, in modo che se fosse uscito veramente a 986 circa ci avrebbe eseguito a quel prezzo regalandoci un ottimo affare.

Purtroppo in questo caso il market ha corretto il tiro ed è uscito fuori a 1015, non permettendoci dunque di comprare ai prezzi golosi che speravamo, tuttavia resta un bel esempio didattico di una tipologia di errore di prezzo che può verificarsi sui certificati e di come ci si può adoperare per sfruttarla correttamente.
L’insegnamento da trarre è che è difficile cogliere gli errori di prezzo, ma l’esperienza può aiutare a scovarli e a sfruttarli correttamente, in questo caso appunto era d’obbligo tentare, specialmente sapendo che altre volte l’emittente ha fatto errori di questo tipo.
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