Cos’è la prudenza ?
Quando si costruisce e gestisce un portafoglio di investimento in certificati, una delle cose principali da definire è proprio configurazione di rischio che si vuole ottenere (prudente/intermedia/aggressiva e valori intermedi); spesso si giudica la maggiore o minore prudenza di un portafoglio in base alla percentuale di prodotti prudenti che esso contiene.
Non sono totalmente d’accordo con questa visione, penso che la “prudenza” abbia a che fare solo in parte con i prodotti prudenti e che invece sia una questione più complessa che deve tenere conto della sensibilità del portafoglio anche rispetto a:
- ribassi lenti di singoli sottostanti
- ribassi generali di mercato
- esplosioni di volatilità
- contromosse possibili nei casi critici
Ed ecco che se la si guarda da questa prospettiva, ci si rende conto di come un portafoglio composto di soli prodotti “prudenti”, potrebbe esserlo meno di uno che attua una maggiore diversificazione, non solo con riferimento ai sottostanti, ma anche in termini di “sensibilità”.
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Basta guardare un prodotto come questo DE000VJ2PAP5 emesso a gennaio con scadenza 3 anni sulle banche, barriera 60% e con l’ AIRBAG, sono sicuro che in tanti lo avrebbero classificato fra i prudenti (almeno fino a 2 mesi fa), adesso che quota 82 penso che invece farebbe paura a molti; immaginate di aver costruito 2 mesi fa un portafoglio composto solo da prodotti “prudenti” come questo con l’obiettivo di creare un portafoglio molto prudente, ad oggi lo definireste ancora tale ?
Sono sicuro di no, ma la verità è un’altra, secondo me non sarebbe stato da definire prudente neanche in partenza, proprio perché un portafoglio del genere sarebbe totalmente sbilanciato in termini di sensibilità alla volatilità.
Senza dilungarci troppo sul tema, spero di aver chiarito il nostro pensiero riguardo alla prudenza (come concetto generale) tema sul quale sicuramente torneremo in maniera più dettagliata.
Nel frattempo, in questi giorni di mareggiate di mercato, è sicuramente aumentata la domanda di “prudenza” da parte degli investitori, preoccupati per la fase di incertezza che stiamo vivendo.
Motivo per cui oggi diamo un occhio ad un prodotto che riteniamo possa essere davvero definito prudente, uno dei tanti che ogni giorno scoviamo sul mercato anche grazie alle potenzialità dei nostri software, a servizio dei nostri abbonati.
DE000UK718Y0: Interessante prodotto di Ubs che ha attirato la nostra attenzione per via della sua configurazione attuale ma che sicuramente non avremmo mai preso in emissione.

Il prodotto in questione è un ex maxi coupon convertibile e dotato di clausola one star che si accinge a scadere fra 2 mesi.
Venerdì 13 quotava in lettera 990 e quindi offriva un rendimento potenziale del 2,25% in due mesi nel caso in cui tutti i sottostanti si trovano sopra trigger cedola a scadenza, altrimenti se almeno uno è sotto ma sono comunque tutti sopra barriera il certificato rimborsa il nominale di 1000 e quindi avrà reso comunque un 1% in due mesi.
Ma il dettaglio più curioso (e che aumenta notevolmente la prudenza del prodotto) risiede nella clausola one star che prevede comunque il rimborso al nominale se il worst of è sotto barriera, ma a patto che almeno uno degli altri sottostanti si trovi sopra strike.
Come si vede dalla tabella di sopra, Bnp si trova al momento a +44% da strike, dunque per “mettersi male” non basta che ad esempio Bayer finisca sotto barriera, ma anche Bnp dovrebbe tornare sotto strike (perdendo praticamente il 30% in due mesi).
Di fatto, salvo scenari catastrofici, è un prodotto che potrebbe rendere il 2,25% in due mesi oppure l’1% se qualche sottostante va sotto il trigger cedola.
Questo il messaggio che abbiamo mandato nel canale degli abbonati il 9 marzo quando si comprava addirittura a 982:

Volendo fare un altro esempio simile e molto più “goloso”, potremmo citare anche il vecchio prodotto di Goldman Sachs ormai andato a rimborso il mese scorso pagando 1029, rendendo praticamente un 3,8% in un mese dai prezzi a cui lo avevamo comprato, peccato che questo non è stato semplice da prendere dato che subito dopo i primi acquisti Goldman ha alzato il prezzo.

Questi sono i prodotti che prediligiamo per i nostri abbonati, molto più interessanti di quelli su indici che spesso rendono meno dell’1% mese, basti pensare a quelli di Unicredit emessi qualche mese fa e che sembravano irripetibili e che adesso quotano attorno a 97; discorso diverso ovviamente per la fase di mercato attuale (alta volatilità) grazie alla quale alcuni certificati su indici sono oggettivamente diventati interessanti per via dei rendimenti offerti.
ANALISI, Q&A E PORTAFOGLIO MODELLO
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Alla prossima,
Giovanni Borsi e Vito Morreale

