Juventus: il mercato torna a speculare su una possibile nuova offerta dopo che i due creatori di Tether sono diventati rispettivamente il 1° e il 4° più ricco d’Italia

Dopo la prima offerta di acquisto da parte di Tether, già presente nell’azionariato della Juventus con una quota dell’11,4%, avanzata lo scorso dicembre a 2,66 euro, il titolo ha successivamente registrato una discesa di circa il 20%.

L’offerta presentata dal gruppo guidato da Paolo Ardoino valutava il club circa 1,1 miliardi di euro, prevedendo l’acquisizione della quota di controllo del 65,4% detenuta da Exor, la holding della famiglia Agnelli, con successiva OPA sulle restanti azioni. La proposta è stata però rapidamente respinta, con John Elkann che ha affermato come la Juventus non fosse in vendita, ribadendo che “la società sportiva fa parte della mia famiglia da 102 anni. Fa parte nel vero senso della parola perché nel corso di un secolo quattro generazioni l’hanno ingrandita, resa forte, accudita nei momenti difficili e festeggiata nei tanti momenti felici”.

Nonostante il rifiuto ufficiale, l’operazione ha riacceso l’attenzione degli investitori sul titolo. La proposta implicava infatti un premio di circa il 20% rispetto ai prezzi di mercato e lasciava intravedere margini per valutazioni anche più elevate, soprattutto considerando il valore globale del brand Juventus e delle sue infrastrutture.

Proprio questo arretramento delle quotazioni potrebbe quindi riaccendere l’interesse speculativo. Qualora dovesse arrivare una nuova proposta o una controfferta, è plausibile immaginare che questa sarebbe sensibilmente più generosa rispetto alla precedente. In uno scenario di questo tipo non sarebbe irrealistico ipotizzare, almeno nel breve periodo  con notizie o rumors favorevoli, una fiammata del titolo anche nell’ordine del 40-50% dai valori attuali.

 

 

A rafforzare queste suggestioni contribuisce anche la straordinaria crescita di Tether, leader mondiale delle stablecoin con centinaia di miliardi di dollari in circolazione, e con disponibilità finanziarie tali da poter sostenere investimenti molto rilevanti anche nello sport. La stessa società ha dichiarato di essere pronta a investire fino a un miliardo di euro nel club qualora l’operazione andasse in porto.

Sul piano sportivo la Juventus sta attraversando uno dei periodi più complessi dell’ultimo decennio. Dopo il ciclo dei nove scudetti consecutivi, il club non è più riuscito a tornare ai vertici del calcio europeo e, dopo il titolo del 2020 con Maurizio Sarri, ha alternato stagioni difficili tra cambi di allenatore, ricostruzioni tecniche e risultati altalenanti. Anche sul piano finanziario il club ha registrato perdite per diversi anni consecutivi, rendendo necessari più aumenti di capitale negli ultimi anni.

Questo contesto contribuisce ad alimentare le speculazioni su possibili cambiamenti nella governance futura del club, soprattutto considerando che Exor è contemporaneamente esposta su altri grandi gruppi industriali, tra cui Stellantis, che negli ultimi mesi ha attraversato una fase complessa in Borsa con forti pressioni sul titolo.

In questo scenario, tra risultati sportivi da rilanciare, necessità di nuovi investimenti e l’interesse crescente di grandi capitali internazionali, l’ipotesi di un futuro riassetto proprietario continua a restare sullo sfondo, alimentando il dibattito tra investitori e tifosi su quale possa essere il prossimo capitolo della storia bianconera.

 

Biagio Spinelli