17 Dicembre 2023 Borsino

Con le tre streghe si chiude un anno epico +28%

 

La ciliegina sulla torta in settimana è stata l’ammissione inattesa di Powell, in atteggiamento da colomba, di decretare la fine dei rialzi dei tassi e l’apertura ad una riduzione dei tassi durante il 2024, scontati nei dot plot intorno al punto percentuale. Questo episodio ha dato il là ai mercati di accelerare ulteriormente al rialzo e finire in bellezza nella scadenza delle tre streghe più importante dell’anno che corona il 2023 con un record di performance come pochi nella storia, se non unico, sicuramente epico. Un +28% a cui vanno sommati i dividendi distribuiti durante l’anno lo rendono straordinario ed irripetibile a tutti gli effetti, mettendo in soggezione sia il passato che le prospettive di rendimento future. Protagonista, precisando però in termini di recupero parziale, è stato pure l’asset obbligazionario che sta tentando l’impresa, iniziata da meno di due mesi, di riacciuffare quotazioni più sensate, precipitate nel baratro durante gli ultimi 18 mesi. 

Un riequilibrio che non c’era affatto con i tassi a zero o negativi e altrettanto estremizzati al 5% nel picco di fine ottobre di quest’anno. L’inflazione è stata domata, i tassi tendono a ribassarsi, le borse hanno preso il viagra, ma manca all’appello la stima degli utili futuri e dell’indice occupazionale che finora non hanno mollato di nulla o poco più e bisogna mettere in conto che l’euforia comincia a farsi scomoda nelle quotazioni delle società. Il ritmo di crescita è insostenibile quanto più tende a verticalizzare il grafico degli indici azionari (troppo caro rispetto alla media storica) e con il vix (indice di volatilità dell’SP500) ai minimi storici, una scossa di rialzo, seppur minima, non sarebbe niente di sorprendente, eppure gli operatori professionali non dimostrano di preoccuparsene. Se si facesse un’indagine statistica tra gli investitori, alla domanda se comprassero a questi prezzi, la risposta sarebbe scontata, certo che no perchè tutto troppo caro. 

Pertanto, se nel rispetto della legge domanda/offerta è solo la forza del compratore a far salire il prezzo, chi è che compra? Quello a cui si è assistito nelle recenti settimane è stato uno squeeze short da cineasta, cioè coloro che erano scoperti short sugli asset d’investimento hanno dovuto correre ai ripari per limitare le perdite controtrend, pigiando il tasto buy e alimentando questi strappi al rialzo, solo all’apparenza inspiegabili. In conclusione, solo nelle prossime settimane, passate le feste, visto che d’ora in avanti fino a dopo la befana i volumi saranno ridotti, si capirà se i mercati avranno valutato correttamente e a ragion veduta oppure sarà stato il canto del cigno. Il 2024 sarà sicuramente molto meno generoso e per stabilirlo non ci vuole il Divino Otelma, avvisati quindi mezzi salvati!

 

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