21 Gennaio 2024 Borsino

Con gli indici ai top il taglio dei tassi non ha senso!

 

Piazza Affari archivia una settimana negativa del -0,61% zigzagando ormai da inizio anno in un range sempre più stretto, ma si sa che gennaio è molto osservato per tentare di fare statistica sulle prospettive dell’anno. Permane un senso di attesa di qualcosa che smuova un po’ le acque, ad esempio un risveglio della volatilità che ormai ha sfiancato anche i più pazienti, lasciandoli orfani di una speculazione ridotta ad una sorta di stato d’animo tra l’insipido e il noioso. Manca all’appello il fattore scatenante che scombussoli le carte in tavola, tutti beati e accomodati su rendimenti che non si vedevano da tanti anni e investimenti che lemme lemme crescono di valore. Va precisato grande come una casa che sono veramente poche le società che stanno influenzando positivamente gli indici, quindi finchè l’intelligenza artificiale è in voga tutto procede come da aspettative, ma queste stesse aspettative potrebbero diventare un boomerang, sicchè dare una giustificazione ad una sopravvalutazione palese come quella attuale con troppa confidenza potrebbe ritorcersi contro in men che non si dica e sarebbero dolori. 

Anticipare gli eventi mettendosi contro è sbagliato perchè si potrebbe andare avanti ancora nel tempo e nei prezzi, ma è pur vero che non  l’ha ordinato nessuno che bisogna per forza sfidare i mercati finanziari ogni giorno, anzi è saggio ridurre il rischio, mettersi in panchina e prepararsi ad occasioni di adeguato rapporto rischio/rendimento più vantaggiosi. Quanto sta accadendo sull’obbligazionario è la migliore espressione della fallacia che si riscontra nel fare previsioni inutili, o peggio ancora dannose. Le aspettative di tagli dei tassi non hanno alcun senso nel contesto di andamento economico in corso, infatti quando mai si è visto nella storia che con un’economia che non accusa difficoltà venga contemplato un taglio dei tassi!? Le banche centrali hanno alzato i tassi repentinamente per far fronte ad eventuali future avvisaglie recessive collegate ad un’inflazione che potesse sfuggire di mano, e solo in queste condizioni interverrebbe con drastiche riduzioni dei tassi come strumento per riportare equilibrio (l’esperienza dei tassi a zero ha fatto scuola: nessuno spazio di manovra!). 

Pertanto, i chiacchierati 6 tagli dai tassi sono solo notizie da bar di gente sprovveduta che non sa quel che dice, finchè l’economia non darà questi segni tangibili le possibilità di tagli dei tassi saranno ridotte. Non si esclude che possano rimanere a questi livelli , come dicono le banche centrali stesse “data depending”, dipendenti dai dati economici, che di volta in volta esprimono lo stato di salute dell’economia. Lo scenario peggiore ipotizzabile sarebbe che venissero rimandati a oltranza i due/tre tagli prospettati nel secondo quadrimestre dell’anno in corso, ipotesi alquanto improbabile, per altro nell’anno delle presidenziali americane chi è in carica userà ogni leva mediatica per farsi confermare, quindi presumibilmente mercati finanziari lateral/rialzisti e tassi d’interesse ridotti di 1,25% rispetto agli attuali, in mezzo solo rumore.        

 

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