La società in sintesi

Coinbase Global, Inc. è una delle principali piattaforme mondiali per lo scambio di criptovalute, fondata nel 2012 da Brian Armstrong e Fred Ehrsam. Con sede a San Francisco, Coinbase offre servizi per l’acquisto, la vendita e la custodia di criptovalute come Bitcoin, Ethereum e molte altre. La piattaforma si distingue per la sua facilità d’uso e per un approccio orientato alla sicurezza, rendendola una scelta popolare sia per gli investitori retail che istituzionali.

Il titolo Coinbase, quotato sul NASDAQ, è strettamente legato all’andamento del mercato delle criptovalute, caratterizzato da forte volatilità e rapida evoluzione. La società beneficia della crescente adozione globale degli asset digitali e del progressivo interesse degli investitori per le tecnologie blockchain. Tuttavia, è esposta anche alle sfide normative e alla concorrenza in un settore in piena espansione, rendendola una scelta dinamica per chi cerca esposizione al mondo delle criptovalute.

 

Principali Azionisti

 

Dati da it.marketscreener.com

Indicatori economici

Azioni in circolazione: 253,9 Mln

Capitalizzazione: 53,65 Mld

P/E: 20,4

 

prossima trimestrale: 07 Maggio 2025

Dati da www.investing.com

Analisi tecnica

 

Nello scorso anno le quotazioni del titolo Coinbase, nonostante l’indecisione dei numerosi trend di breve periodo, hanno visto raddoppiare il loro valore.

Il titolo, caratterizzato da alta volatilità, ha di recente rotto a ribasso il supporto a 240,77.

Quotazioni al di sotto della media mobile a 200 periodi, titolo in fase di estrema debolezza negli ultimi giorni, in cui si è lasciato alle spalle circa il 20% del suo valore in 3 giorni.

RSI in forte discesa che segnala un’evidente debolezza relativa, tuttavia alla soglia del valore di 30 ci indica anche che il titolo potrebbe entrare in fase di ipervenduto.

Prima resistenza a 240,77 (ex supporto), seconda resistenza a 310,61.

Supporto a 176,38.

NEWS

25/02/2025 orafinanza.it: Bitcoin sotto quota 90 mila

OraFinanza – Continua il momento poco brillante per il settore delle criptovalute, indebolito dalle tensioni commerciali e dall’attacco a un’importante borsa di valute digitali che nei giorni scorsi aveva scosso la fiducia degli investitori, innescando una serie di vendite sul comparto.

Questa mattina il valore del Bitcoin è sceso del 6%, sotto quota 90 mila dollari e ai minimi dal novembre 2024, mentre soffrono, tra le altre, anche il Dogecoin (-10%), l’XRP (-10%) e l’Ethereum (-10%). Nell’azionario, la chiusura di Wall Street di oggi ha visto il forte calo di Coinbase (NASDAQ:COIN) (-3,53%), Robinhood (-3,24%), Strategy (-5,65%), Riot Platforms (NASDAQ:RIOT) (-4,49%) e Hut 8 (-7,42%), tutte in rosso anche nel pre market USA di oggi.

Le nuove minacce di dazi verso Messico e Canada fatte dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno innescato nuove preoccupazioni sul commercio, indebolendo la propensione al rischio con conseguente allontanamento degli investitori dagli asset più rischiosi come le criptovalute.

Trump ha ribadito la sua intenzione di imporre tariffe sulle importazioni dai due Paesi, che entreranno in vigore il 4 marzo, nonostante i negoziati in corso e gli sforzi compiuti dalle due nazioni per migliorare la sicurezza delle frontiere e contenere il traffico di fentanil.

Nuovi dazi, inoltre, potrebbero portare ad un aumento dell’inflazione e a una minore crescita economica, elementi che di solito incidono sulla fiducia dei trader impegnati nei mercati più volatili.

Un altro elemento che sta indebolendo la fiducia del mercato è stata la violazione della sicurezza di Bybit, una tra le tante borse di cripto, oggetto lo scorso 21 febbraio di violazione della sua sicurezza con conseguente furto da parte di alcuni hacker di 1,5 miliardi di dollari di Ethereum.

Si tratta del maggior furto nella storia delle criptovalute, realizzato tramite un sofisticato attacco di phishing che ha ingannato i dirigenti di Bybit, spingendoli ad autorizzare trasferimenti verso portafogli non autorizzati, con conseguenti perdite significative di asset.

La società ha prontamente assicurato circa la sua solvibilità, garantendo prestiti per coprire le perdite e implementando misure di sicurezza rafforzate, ma questo non è bastato a ridurre la pressione al ribasso sul prezzo del Bitcoin.

Che sia un momento difficile per il settore delle criptovalute lo conferma un rapporto di CryptoQuant diffuso la scorsa settimana, secondo il quale la domanda resta in calo, l’attività della blockchain è vacillante e la mancanza di flussi di liquidità verso le valute digitali non accenna a cambiare rotta.

L’analisi di CryptoQuant ha infatti mostrato la crescita della domanda è crollata a 70.000 Bitcoin nell’ultimo periodo rispetto al picco di 279.000 BTC toccato lo scorso 4 dicembre. A gennaio la criptovaluta aveva poi raggiunto il suo record a 109.000 dollari. Inoltre, il provider ha segnalato la quasi completa scomparsa dei flussi verso gli exchange-traded fund (ETF) spot BTC, strumenti che hanno caratterizzato i precedenti rally di bitcoin.

Da Bitfinex segnalano anche un calo per la domanda istituzionale tramite ETF spot Bitcoin, rallentata “in modo significativo”: “la scorsa settimana ha visto deflussi netti giornalieri dagli ETF Bitcoin, con conseguenti prelievi di 552,50 milioni di dollari”.


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