Nelle ultime settimane il mercato dei certificati ha mostrato una novità interessante.

Si sono visti rendimenti che prima non si erano mai visti:

  • certificati con barriera 20% come il XS3127861683 che rendono l’1.23% al mese
  • certificati con barriere più elevate che arrivano ad offrire anche il 4-5% al mese
  • Maxicoupon con coupon del 30-40-52%

Questo fenomeno si è potuto verificare grazie all’esplosione di volatilità sui titoli legati all’intelligenza artificiale, fenomeno che ha coinvolto non solo Intel, Micron, Amd, Arm… ma anche titoli nostrani come Stmicroelectronics.

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Il problema è che spesso chi si trova ad affrontare il problema delle minus guarda la prima sponsorizzata che gli capita e pur di non perdere i benefici fiscali compra ciò che gli viene proposto, ma non sa se il 20-30% è il giusto rendimento per quella struttura e rischia di ingrassare l’Emittente più bravo a fare marketing e a presentare i suoi prodotti come fossero i migliori del mondo e non l’Emittente che ha fatto il miglior prodotto o comunque un onesto prodotto con le giuste commissioni…

Noi siamo sempre stati dell’idea che le minusvalenze in scadenza vanno gestite con una pianificazione degli acquisti senza dover ricorrere a questi strumenti e la nostra sponsorizzata serve a farti aprire gli occhi ed eventualmente a farti vedere alcuni prodotti e a farti ragionare come ragiona un professionista.

Se poi vuoi delle delucidazioni e conoscere le nostre metodologie di investimento potrai sempre chiedere un appuntamento gratuito con Giovanni Borsi.

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Ora analizziamo 3 prodotti, tutti comunque meritevoli della nostra attenzione

IT0006776931, DE000VY9F7B9 e DE000VY9F683, cercando di capire quale potrebbe essere il migliore per te.

Il principale impiego di questi strumenti è proprio quello di consentire agli investitori che possiedono minusvalenze in scadenza di spostarle in avanti nel tempo. Il meccanismo è piuttosto semplice, acquistando un certificato Maxi Coupon si incassano una o più cedole straordinarie che, essendo fiscalmente qualificabili come redditi diversi, possono compensare le minusvalenze pregresse, consentendo così di azzerare le minus in scadenza grazie all’incasso di generosi maxicoupon.

Una volta incassate le maxi cedole, l’obiettivo dovrebbe essere quello di uscire dal certificato il prima possibile, cercando di limitare la perdita esclusivamente allo spread denaro-lettera, evitando che le perdite generate dalla vendita siano di molto superiori alle minusvalenze che si sono posticipate di 4 anni (cosa che accade molto frequentemente) ed è quì che si gioca la partita più importante: è talmente urgente risolvere il problema delle minus che scadono che non ci si preoccupa di quante minus andremo poi a generare con l’operazione che abbiamo fatto.

Tra le emissioni recentemente collocate troviamo il certificato IT0006776931, con un basket composto da Intel, Micron, Amd, STMicroelectronics, che riconosce una maxi cedola incondizionata del 30% a settembre e successivamente una cedola dell’1% trimestrale fino alla scadenza del 15 luglio 2027 condizionata ad un trigger cedola del 50%

A confronto troviamo il DE000VY9F7B9, con sottostanti quasi simili: Intel, Micron, AMD e Broadcom, che paga due maxi cedole del 26% nei mesi di ottobre e novembre e successivamente una cedola simbolica dello 0,01% mensile fino alla scadenza di luglio 2030. Da notare sia in questo certificato che nel successivo un errore grossolano da parte dell’Emittente, ossia il trigger cedola messo al 30% per la prima cedola dello 0,01% e poi al 60% per tutte le altre, sicuramente l’intenzione era di rendere sicuri i due maxicoupon (ossia metterli con trigger cedola al 30%) e le cedoline dello 0.01% al 60%, si vede da questi dettagli come dietro a questi prodotti non ci sia un team attento ad ogni singolo dettaglio; ma forse proprio questo errore ha alzato l’importo del maxicoupon rendendoli i più alti che in questo momento offre il mercato.

Infine il suo gemello, ma su titoli a noi tutti ben noti e sicuramente meno volatili dei titoli americani, ovviamente il rendimento è leggermente più basso ma anche quì si sfiora comunque il 40%. Il certificato DE000VY9F683, costruito su STMicroelectronics, Stellantis, Banco BPM e Nexi, riconosce due maxi cedole del 19,6% a ottobre e novembre e, anche in questo caso, soltanto lo 0,01% mensile fino alla scadenza del 2030. Tutti e tre prevedono una barriera europea sul capitale pari al 50%.

Osservando queste strutture emerge chiaramente come il primo certificato presenti una durata decisamente più contenuta e continui comunque a riconoscere una remunerazione periodica dopo il pagamento della maxi cedola, mentre gli altri due concentrano quasi tutto il rendimento nelle 2 maxicedole di ottobre e novembre, lasciando poi l’investitore esposto per diversi anni con una remunerazione praticamente nulla (perchè uno 0,01% al mese è praticamente nulla).

Il certificato IT0006776931 se lo paghiamo 932 (a sconto sul nominale del 6.8%) ed incassiamo il 30% di coupon il nostro investimento diventa pari a 632 punti e nei dieci mesi successivi, qualora tutto filasse positivo (ossia la tenuta delle barriere) potremmo incassare 30 punti di cedole e 368 punti di cap gain col rimborso a 1000, praticamente 398 punti su un netto investito di 632 punti pari a un 62% in poco più di 10 mesi, oltre il 75% su base annua.

Questo aspetto diventa particolarmente interessante per chi invece non ha bisogno di incassare la maxicedola in quanto non ha minusvalenze in portafoglio e mira a fare una grande performance in un tempo ragionevolmente breve, aspettando dunque a comprare il certificato dopo lo stacco della maxicedola e pensandolo quasi come uno zero coupon ad altissimo rendimento..

Se invece l’intenzione è incassare le maxi cedole per spostare in avanti le minusvalenze e successivamente uscire dal prodotto, forse conviene investire dove la maxicedola è ancora più alta, così da ottenere i propri scopi con l’impegno del minor capitale possibile; a tal proposito il certificato emesso da Vontobel, il DE000VY9F7B9 oltre ad essere a sconto (costa 89) stacca due coupon del 26%, pensate ad uno che ha 5000€ di minusvalenze che scadono entro l’anno, se decide di comprare questo certificato riesce ad ottenere il suo scopo investendo circa 8633€ (97 certificati) su cui incasserà prima di fine anno cedole per 5044€ (97*52).

Per ottenere lo stesso scopo dovrebbe comprare 17 certificati del IT0006776931 (932*17=15.844€) spendendo quasi il doppio, oppure comprare 125 certificati del DE000VY9F683 spendendo 12100€

Se pensiamo di rivenderlo subito è chiaro che se fossimo bravi e perdessimo solo lo spread denaro lettera (l’1% del nostro investimento) la minore perdita la subiremmo laddove l’investimento è stato minore, anche se nel caso dei due prodotti Vontobel dobbiamo tener conto che non possiamo comprare nel giorno x e vendere subito dopo in quanto sono previsti due maxicoupon a distanza di un mese uno dall’altro, per cui dovremmo comprare prima del primo maxicoupon e vendere dopo l’incasso del secondo maxicoupon, restando dunque impegnati almeno 1 mese.

Se invece l’intenzione è di tenere poi il certificato sino al suo rimborso va premiata la struttura con la scadenza più vicina o con buone possibilità di estinguersi anticipatamente (quindi con un buono step down, ossia l’autocall che si attiva a prezzi via via decrescenti aumentandone la probabilità che questo accada prima della scadenza).

In questo caso con il prodotto di Marex sappiamo che l’operazione si chiude sempre e comunque dopo un anno, non essendoci finestre anticipate che ne prevedano il rimborso anticipato. Per quanto riguarda invece i due prodotti Vontobel la prima finestra per l’autocall è dopo un anno e poi si ripete ogni mese sino alla scadenza di 4 anni.

Va evidenziato che incassare il Maxicoupon abbatte di molto i rischi di perdite pesanti qualora lo portassimo a scadenza, soprattutto nel caso di quello di Vontobel con 2 cedole del 26% se comprato a sconto (ora 89), in quanto dopo l’incasso delle due maxicedole lo si avrebbe in carico a 37 punti e se anche finisse a scadenza sotto barriera potrebbe rimborsare ad un prezzo superiore al nostro prezzo di carico (se sotto barriera il prezzo di rimborso sarà comunque sempre sotto a 50 ma potrebbe essere superiore ai 37 punti che rappresenta il nostro prezzo di carico).

Dunque, per un investitore che acquista oggi, il prezzo a sconto del certificato può rappresentare un ulteriore vantaggio, ma allo stesso tempo dimostra quanto rapidamente il valore di un Maxi Coupon possa variare quando uno dei sottostanti subisce una correzione importante. È un promemoria utile, il maxi coupon non protegge il prezzo del certificato. Il rendimento offerto è tanto più elevato quanto è più probabile una scadenza anticipata per cui in caso di scadenza lunga il ribasso di uno dei sottostanti ne allontana decisamente le probabilità di rimborso anticipato.

È proprio questo il punto che troppo spesso viene trascurato. Molti investitori si concentrano esclusivamente sul recupero fiscale e finiscono per acquistare il primo certificato disponibile, senza chiedersi quale sarà il suo comportamento una volta pagate le maxi cedole. Il rischio è quello di recuperare oggi il 20-30% di minusvalenze e ritrovarsi pochi mesi dopo con una nuova perdita ben superiore alla precedente, tanto che a volte conviene perdere i benefici fiscali che generare minusvalenze sempre più elevate semplicemente spostando il problema nel tempo anziché risolverlo.

Per questo motivo riteniamo che il recupero delle minusvalenze debba essere pianificato con largo anticipo e non affrontato negli ultimi mesi dell’anno, quando spesso la fretta porta a scegliere strumenti poco efficienti. Organizzando la strategia in tempo è possibile valutare con maggiore serenità le diverse opportunità offerte dal mercato, distribuire il recupero su più operazioni ed evitare di acquistare prodotti che presentano un rapporto rischio/rendimento poco favorevole.

Il messaggio finale è quindi molto semplice: i certificati Maxi Coupon possono rappresentare uno strumento utile per la gestione fiscale delle minusvalenze, ma non devono essere acquistati solo perché offrono una cedola iniziale elevata. L’obiettivo dovrebbe essere incassare il premio, ottenere lo spostamento delle minusvalenze e successivamente riuscire a uscire dal certificato con una perdita la più contenuta possibile, idealmente limitata al solo spread denaro-lettera. Solo così il vantaggio fiscale rimane realmente tale, senza trasformarsi nell’ennesima minusvalenza da recuperare negli anni successivi. Solo il prodotto di Marex si presta ad essere mantenuto in portafoglio, perché oltre a farti spostare le minusvalenze nel giro di un anno ti offre un signor rendimento, basta che nessuno dei titoli sottostanti abbia perso più del 50%.

Pianificare con anticipo significa avere più alternative, scegliere strumenti più efficienti ed evitare di cadere nelle “trappole” commerciali costruite ad arte dagli emittenti per rendere alcune emissioni apparentemente più convenienti.

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